giovedì 30 aprile 2009

Nuova sezione "Libri" su laverabestia.org


Ho creato su laverabestia.org una nuova sezione dedicata ai libri (tematica animali non umani), lieto di arricchirla nel tempo anche grazie ai vostri suggerimenti e consigli di lettura.
Buone letture a tutti. Un saluto generale, Gaspare.

La pagina la trovate quì.

mercoledì 29 aprile 2009

Stop alla fiera del bestiame a Monza

Chiediamo al sindaco di Monza di non organizare più questa vergogna!
L’anno scorso una capra partoriva alla Fiera, senza che l’allevatore e i veterinari della ASL preposti ai controlli si accorgessero del suo stato, per poi far ritorno sul camion a fine giornata, con il suo piccolo appena nato, entrambi stremati dal caldo e dallo stress;

Due anni fa, un cavallo moriva di caldo e di stenti in un camion parcheggiato al sole in una via adiacente all’area dell’ex macello (non era risultato idoneo per l’esposizione).

Tre anni fa... La lista potrebbe allungarsi all’indietro riportando altri incidenti e sofferenze.

Ogni anno il 24 di giugno viene organizzata nella città di Monza questa manifestazione assurda chiamata “Fiera del Bestiame” in cui gli animali vengono trasportati ammassati nei camion per poi essere “esposti” per tutta la giornata in condizioni di caldo estremo e stress (che già inizia al momento del trasporto) che causano prostrazione e sofferenza…..fino anche alla morte già accaduta due anni fa.

Nessuna tradizione può giustificare il maltrattamento e il dolore che viene loro inferto e si vanno diffondendo sempre di più nella nostra società gli atteggiamenti di forte condanna verso ogni tipo di fiera, sagra o festa che utilizzi animali: ormai in gran parte d’Italia sono state abolite numerose manifestazioni di questo genere.

E’ giunto il momento anche per Monza: ogni anno sono sempre più numerose le proteste dei cittadini Monzesi indignati che segnalano maltrattamenti durante la giornata del 24 di giugno.
Chiediamo al Sindaco, quale massima Autorità sanitaria avente il compito di garantire, oltre alla salute pubblica, anche la tutela e il benessere animale, di non organizzare questa manifestazione crudele e vergognosa per tutti i Monzesi, abolendola e sostituendola con altre iniziative più civili, così come hanno già fatto numerosi altri Comuni d’Italia.

Se sei d'accordo che una tale sofferenza sia inaccettabile, ti chiediamo per favore di firmare questa petizione. E’ semplice e veloce, basta compilare i campi sottostanti e cliccare “invio”. Se vuoi aiutarci ancora di più potresti invitare i tuoi amici a fare altrettanto.

Grazie per quanto farai in sostegno dei diritti degli animali.

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Dietro a un reale allarme per la salute, i profitti dell'"industria della paura"

La febbre suina, anzi la "nuova febbre" come dice la Ue, che avrebbe già causato oltre 150 morti in Messico, si sta estendendo a diversi paesi, facendo temere una possibile pandemia alle autorità sanitarie mondiali.

Città del Messico è paralizzata, sono state sospese le manifestazioni pubbliche incluse le partite del campionato di calcio, le funzioni religiose e le autorità hanno deciso la chiusura delle scuole e delle università. Il 'contagio' ha investito anche la Borsa, dove le notizie della possibile pandemia hanno pesato gravemente sui listini azionari. E l'Organizzazione Mondiale per la Sanità ha deciso di elevare il grado di allerta da 3 a 4, su 6 fasi previste dalla scala di riferimento internazionale.
«L’allarme è vero, ed è molto preoccupante. Ma come dimostra la precedente vicenda dell’influenza aviaria, poi subentrano anche interessi economici enormi e l’allarme favorisce certi affari» scrive il biologo Gianni Tamino, su Terranews.
Molti rilevano che "l'industria della paura" ha sempre portato profitti ingenti, perché è facile strumentalizzare un impulso dettato dall'emotività - e alimentato da timori suffragati dai mezzi di informazione - a beneficio del fatturato delle grandi industrie farmaceutiche. Nessuno desidera sottovalutare la pericolosità della diffusione del contagio dell'influenza suina, ma è interessante lanciare uno sguardo a quello che sta avvenendo nel mercato della salute.

Mentre i mercati accusavano una diffusa debacle dei listini, viceversa, l'effetto febbre suina, ha trascinato in alto i titoli di Roche e GlaxoSmithKline (Gsk), produttrici di due fra i più utilizzati farmaci antivirali attualmente in commercio (rispettivamente il Tamiflu e il Relenza), grazie al previsto boom di richieste da tutti i paesi del mondo.

Mauro Senzaterra, su Giornalettismo, segnala il caso di una piccola casa farmaceutica, la Novavax Inc., che fino a poco tempo fa navigava in pessime acque. «Il 14 aprile, ecco che la Reuters riprende un comunicato in cui si informa il mondo che l’azienda americana ha praticamente finito di studiare un vaccino innovativo contro l’influenza di tipo H5N1 (aviaria) e H1N1 (i nostri maialini)». Dal giorno dell'annuncio dei casi di contagio in Messico (24 aprile) a oggi, il titolo della Novavax ha guadagnato cifre esorbitanti.

Il post di Marco Cedolin (studioso di economia, ambiente e comunicazione) sul proprio blog, viene ripreso da numerosi altri siti e focalizza l'attenzione sulla multinazionale francese Sanofi – Aventis (prima azienda farmaceutica a livello nazionale in Italia).
«Per una strana ironia del destino la multinazionale Sanofi – Aventis, lo scorso 9 marzo 2009 ha annunciato, tramite un comunicato stampa la decisione d'investire 100 milioni di euro nella costruzione di un nuovo impianto per la produzione di vaccini contro l’influenza stagionale e pandemica, che verrà situato proprio in Messico... E neppure un mese dopo, lo scorso 2 aprile 2009, la stessa multinazionale ha annunciato di avere acquistato un produttore di farmaci generici messicano, arrivando a controllare circa il 15% dell’intero mercato dei farmaci generici messicano».
Ricordate la terribile aviaria, la pandemia dei polli? Il Ministero della Salute italiano ha opzionato, e pagato, oltre 35 milioni di dosi di vaccino al costo di 50 milioni di euro. Negli Stati Uniti il presidente Bush ha convinto il Congresso ad autorizzare lo stanziamento di 7 miliardi di dollari per farmaci e nuove ricerche sul 'terribile' virus H5N1. Senza che il virus sia neppure mai sbarcato in Occidente, solo perché ritenuto responsabile, in 10 anni della morte di un centinaio di persone in Asia.

martedì 28 aprile 2009

Sale la Febbre Suina insieme ai profitti di Big Pharma

Prima la SARS, poi l’influenza aviaria, infine la febbre suina. Dall’inizio del secolo l’incubo della pandemia continua a riproporsi evocando i fantasmi di un lontano passato fatto di pestilenze e bubboni marcescenti, da leggere attraverso le lenti del presente che parla il linguaggio della guerra batteriologica, degli esperimenti con virus mutanti, dei laboratori segreti all’interno dei quali gli agenti virali vengono manipolati.

Come accaduto con la SARS e con l’influenza aviaria, anche l’epidemia di febbre suina che avrebbe già fatto un centinaio di vittime in Messico e contagiato alcune persone negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda, si manifesta fenomeno estremamente difficile da interpretare. Sia per quanto riguarda le conseguenze che l’epidemia potrebbe avere a livello mondiale, sia per quanto concerne gli intrecci politici ed economici che sempre si muovono sullo sfondo di "allarmi globali" come questo, destinati a traumatizzare pesantemente l’opinione pubblica.

Stando alle ultime notizie la situazione a Città Del Messico, dove l’epidemia avrebbe avuto inizio, risulta piuttosto grave. Le vittime accertate sarebbero 81 e le autorità hanno deciso la chiusura delle scuole e delle università, oltre alla sospensione delle messe in tutte le parrocchie cittadine a tempo indeterminato. Il Messico ha inoltre stanziato un fondo di 450 milioni di dollari per fare fronte all’emergenza.

Anche negli Stati Uniti, dove ancora non ci sono vittime ma si riscontrano 11 casi accertati di contagio, la questione sembra venire affrontata molto seriamente, dal momento che nel pomeriggio è stato dichiarato lo Stato di emergenza sanitario nel corso di un briefing convocato alla Casa Bianca per valutare l’evolversi della situazione.

La Commissione Europea ha finora negato la presenza di casi di contagio all’interno della UE, anche se alcuni casi sospetti sono stati riscontrati in Spagna e in Francia.

Maiali e febbre suina
In Italia la Farnesina si è finora limitata a sconsigliare i viaggi in Messico e il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio ha rassicurato gli italiani dai microfoni di Radio Capital, affermando che il nostro paese ha dosi di farmaci antivirali in misura sufficiente per fare fronte a qualsiasi sviluppo dell’epidemia.

Sul fronte degli intrecci politico/economici che potrebbero nascondersi dietro l’epidemia, le ipotesi che stanno prendendo corpo, non solo sul web, sono svariate. Molti leggono nella vicenda la volontà si scatenare un’ondata di allarmismo ingiustificato, finalizzato a sostenere l’acquisto di farmaci e vaccini a beneficio del fatturato delle grandi industrie farmaceutiche.

Altri mettono sotto accusa le ricerche militari sui virus nell’ambito delle quali l’epidemia di febbre suina potrebbe essere un banco di prova.

Altri ancora, soprattutto negli Stati Uniti, guardano ad un’eventuale pandemia come ad un mezzo che potrebbe essere usato dal governo per imporre lo stato d’emergenza, ormai inevitabile di fronte al crollo economico che sta facendosi sempre più grave.

Senza dubbio la connessione fra le presunte pandemie (si pensi alla SARS e all’influenza aviaria) e le fortune finanziarie delle grandi industrie farmaceutiche è qualcosa di assodato al di là di ogni ragionevole dubbio.

A questo riguardo risulta quanto mai interessante focalizzare per un attimo l’attenzione sulla multinazionale francese Sanofi - Aventis, presente in più di 100 paesi nei cinque continenti, che nel 2007 ha realizzato un fatturato di 27 miliardi di euro. Sanofi – Aventis risulta essere in Italia la prima azienda farmaceutica a livello nazionale, con un centro di ricerca a Milano e 5 stabilimenti (di cui uno a Scoppito in provincia dell’Aquila) sul nostro territorio ed è risultata fra le multinazionali del farmaco che maggiormente hanno incrementato i propri profitti in conseguenza dell’epidemia d’influenza aviaria. Basti pensare che nello scorso mese di aprile 2008 ha ricevuto dal governo USA un ordinativo di vaccino contro l’aviaria per il valore di 192,5 milioni di dollari.

Per una strana ironia del destino la multinazionale Sanofi – Aventis, lo scorso 9 marzo 2009 ha annunciato, tramite un comunicato stampa, la decisione d’investire 100 milioni di euro nella costruzione di un nuovo impianto per la produzione di vaccini contro l’influenza stagionale e pandemica, che verrà situato proprio in Messico, in virtù di un accordo firmato a Mexico City alla presenza del Presidente francese Nicolas Sarkozy.

Nel comunicato si fa inoltre espressamente riferimento alla “preparazione a possibili pandemie influenzali.” Questo scherzo del fato non è però rimasto isolato, dal momento che neppure un mese dopo, lo scorso 2 aprile 2009, la multinazionale Sanofi - Aventis ha annunciato di avere acquistato il produttore di farmaci generici messicano Laboratorios Kendrik, con un giro d’affari annuo di 26 milioni di euro, al fine di migliorare la propria posizione nei paesi emergenti. Acquisizione che consente oggi a Sanofi - Aventis di controllare circa il 15% dell’intero mercato dei farmaci generici messicano.

Il mese di aprile 2009 non è ancora terminato e proprio a Città Del Messico l’epidemia di febbre suina ha iniziato a mietere le prime vittime, scatenando il panico fra la popolazione, resta solo da decidere se credere o meno alle coincidenze.

Articolo tratto da Il Corrosivo

lunedì 27 aprile 2009

Una necessaria presa di coscienza


I primi concetti educativi, la scuola, le tradizioni e tutte le informazioni che ci vengono sparate a raffica dalla società in cui viviamo, innestano in noi usi e consuetudini talmente radicate, da farle diventare delle verità serrate e indiscusse che, troppo spesso, influenzano inconsapevolmente e sistematicamente pensieri e scelte quotidiane. Tutti questi "ovvi" e "solidi" luoghi comuni, riescono a radicarsi in noi così profondamente che, quando incontriamo concetti e informazioni completamente contrastanti, facciamo spesso una naturale opposizione persino a prenderle in considerazione.

In una comunità di cannibali, è "normale" mangiare essere umani, così come in Cina è "normale" allevare, macellare e mangiare i cani, allo stesso modo come è altrettanto "normale" in Occidente allevare, macellare e mangiare mucche, pecore, conigli, maiali, struzzi, ecc.. Quelle normalità all'interno delle loro proprie appartenenze di cultura e pensiero, stravolgono completamente il senso della parola "normale" quando un occidentale si ritrova a scontrarsi con l'idea di doversi mangiare il cane che considera il suo migliore amico.

Se affermassi che, cannibali, cinesi e occidentali, in sostanza, si nutrono di "cadaveri", suonerebbe come qualcosa di difficile da digerire per come siamo abituati o ci hanno abituato a chiamare le cose eppure, è esattamente così.

L'uomo, che è fondamentalmente un "frugivoro", ossia predisposto ad un'alimentazione a base di frutta, verdura e semi, ha aberrato e diffuso le sue abitudini alimentari con usanze e tradizioni che ne hanno degenerato completamente la salute e l'evoluzione ad ogni livello. Questa alterazione di adattamento, non fa di lui un "onnivoro" solo perché mangia di tutto come ci hanno insegnato e fatto credere fino a diventare un "ovvio" luogo comune, allo stesso modo come i gabbiani che si nutrono in una di quelle discariche puzzolenti di rifiuti lontani dal mare, non sono dei "rifiutivori". Entrambi, si sono semplicemente adattati a mangiare ciò che avevano di fronte e alterando le loro primordiali esigenze alimentari, hanno alterato anche il loro metabolismo degenerando, di conseguenza, in salute e in bellezza rispetto alla loro natura originaria.

Quello che molti ignorano del tutto, è che le cellule trasmettono la loro memoria le une con le altre attraverso le vibrazioni delle loro oscillazioni. Nella memoria delle cellule degli animali uccisi al macello, sono contenuti dolore, paura, disperazione, risentimento, odio, morte, queste emozioni negative vengono esasperate al momento della morte dell'organismo e conservandosi per un certo periodo anche dopo la loro morte, trasmettono queste emozioni in chi se ne nutre, generando parte dell'aggressività e della violenza attuali.

Dolore genera dolore, violenza genera violenza e morte genera morte, in ogni condizione e forma dell'esistenza.

L'insensibilità e la totale indifferenza dell'uomo di questo tempo, è uno dei più tangibili riscontri sul reale stato "involutivo" della sua esistenza. Come qualcuno ha detto, in futuro ci sarà un documentario che racconterà di quando l'uomo si cibava ancora di animali e l'essere ignaro degli effetti e le conseguenze, lo rendevano comunque carnefice ed ugualmente responsabile con il suo tacito consenso e la sua noncuranza!

Sta a noi e a noi soltanto fare ciascuno la propria parte affinché quel tempo, non sia troppo lontano. Se vogliamo veramente che le cose comincino davvero a cambiare, dobbiamo necessariamente cambiarle cominciando con il riflettere molto più attentamente e sinceramente sulle scelte della nostra vita e sul nostro modo di considerare l'esistenza. E' vero che ognuno ha il diritto di fare le sue scelte nella massima libertà, ma è altrettanto vero che ha anche il dovere di riconsiderare ogni cosa quando quelle scelte, direttamente o indirettamente, causano del male a chi è più debole. Non si tratta soltanto di astenersi da un male così grande che, in ogni caso, si ripercuote sempre e comunque su noi stessi, ma di fermarsi a riflettere, sinceramente, nella presa di coscienza di un momento della nostra esistenza per "sentire" quell'urlo straziante del resto del mondo, soffocato dal nostro egoismo e dalla nostra indifferenza che ha bisogno della stessa comprensione e compassione di cui anche noi abbiamo bisogno per essere perdonati di tanto male e per trovare il coraggio di fare quelle scelte radicali che possono solo avere un effetto costruttivo e meraviglioso su noi stessi e sull'intera umanità.

Al di là del rovinarsi la salute e del danno ecologico, nutrirsi nel rispetto degli altri esseri viventi e della natura, è solo una questione di amore.
AquilaSenzaNido

domenica 26 aprile 2009

Il dolore e l'indifferenza

Cos'è che ci rende così insensibili al dolore animale? Eppure ormai sappiamo, perché ce l'hanno detto tanti scienziati, che gli uomini hanno quasi tutto in comune con gli animali, cominciando dalla capacità di soffrire, di amare, di capire. Gli animali hanno memoria, gli animali conoscono l'affezione, la tenerezza, la protezione verso i più deboli, la solidarietà di specie, ma anche l'odio, il sentimento di vendetta, la frustrazione, la paura, l'aggressività, l'invidia, il coraggio e così via. Di tutto questo è composta un'anima nel senso antico della parola.

Eppure continuiamo a comportarci come se fossero fatti di materia insensibile, come se la loro sopravvivenza fosse proporzionale solo alla nostra utilità. Carne da macello, carne da tavola, carne da sperimentazione, carne da scambio. Carne e solo carne. Siamo capaci di tenerezze verso il gattino di casa che riempiamo di coccole, probabilmente viziandolo e rendendolo nevrotico. Ma quando si tratta di animali non domestici, di animali nel mondo, non riusciamo a vederli come esseri viventi, che come noi, hanno diritto a nascere e crescere su questo pianeta.
Animali da esperimento: ecco una delle violenze più nascoste e taciute. L'idea di fondo è che il sacrificio di topi, babbuini, cani, conigli, criceti, sia necessario al progresso della medicina. Nessuno si ferma a riflettere sulle sofferenze, insistite, vere e proprie torture che noi procuriamo ai piccoli animali da sperimentazione.

Spesso assolutamente inutili, se non proprio dannosi, come dimostrano i casi del Lipobay e del Vioxx ritirati precipitosamente dal mercato. L'uso disinvolto della sperimentazione animale, come spiega Pietro Croce in un libro tutto dedicato alla vivisezione e come ribadiscono gli amici di Equivita, porta malattie e morte. Gli animali sono simili agli uomini ma sono anche diversi di fronte alle malattie, di fronte ai farmaci. Troppe volte si sono presi per buoni i risultati di esperimenti fatti sui ratti, falliti poi miseramente sull'uomo. Per esempio i 30.000 giapponesi accecati dal clioquinol nel 1978. O i bambini nati focomelici per l'uso del talinomide, testato sui criceti e considerato sicuro, tanto da consigliarlo alle gestanti negli anni 60.

«Pochi leggono il Bollettino di informazione sui farmaci del Ministero della Sanità», scrive Croce. «Il numero dell'8 agosto 1983 ci informa che dal 1972 al giugno 1983 è stata revocata la registrazione (cioè vietata la vendita) di 22.621 confezioni di specialità medicinali, che, per lo stesso fatto di essere messe in vendita, avevano superato l'esame imposto dalla legge, della sperimentazione sull'animale. Un altro comunicato informa che le cose stanno cambiando, in peggio: dal 1984 al dicembre del 1987 gli effetti collaterali (solo quelli segnalati) procurati dai farmaci, sono stati 14.836, con 112 morti. Quanti anni ci vogliono per accorgersi che un farmaco è dannoso e quanti morti»? Gli antivivisezionisti insistono che non si tratta di pietà verso la sofferenza animale, probabilmente per non essere accusati di facile sentimentalismo. Per me invece, e non mi vergogno a dirlo, la pietà è un elemento determinante: non credo che si possa ottenere niente di buono dalla tortura e dalla morte procurata, anche se si tratta di animali. La vista, in questi giorni, di milioni di poveri pennuti chiusi nei sacchi della spazzatura starnazzanti e sepolti vivi sotto terra, mi sembra una cosa orribile, che fa disonore all'uomo.

«Ma quali le alternative?» chiedono a gran voce coloro che hanno una fiducia nella sperimentazione animale. Le alternative ci sono e stanno in una ricerca alternativa «genetica, fatta in colture in vitro, con metodi statistico-epidemiologici, simulazioni al computer». Stiamo tutti pagando questa lunga crudeltà verso gli animali che si vendicano, senza neanche saperlo, portando nuove e terribili malattie.
di Dacia Maraini - corriere.it

Cuccioli a rate, l'ultima moda vendere nonostante la crisi

Un euro di anticipo. Il resto si paga un tot al mese, in comode rate, perfino online. Il pacchetto comprende anche una polizza assicurativa gratuita, per furto e smarrimento del cucciolo, o per morte, anche accidentale. E spese mediche a costo zero per un anno. Tutto a partire da 9,90 euro. Ma chi pensa che nel carrello degli acquisti ci sia un televisore o una lavatrice, è fuori strada. In un negozio di Rovigo, i cani o i gatti si comprano seguendo questa nuova strada.

«D’altra parte ci sono cuccioli di razza che hanno il prezzo dello stipendio mensile di un operaio», racconta il titolare dell’attività, per primo a proporre l’iniziativa in Italia. Una strategia che risale a due anni fa «anche se solamente in questi giorni sembra aver fatto scoppiar una nuova moda». Sarà perché i passaggi per l’acquisto a portata di mouse sono forniti anche su un sito web. Sarà perché si può scegliere il proprio cucciolo anche standosene comodamente seduti in poltrona, da casa, visionando il dettagliato corredo fotografico, che a giorni sarà arricchito anche dalle immagini di una webcam. Fatto sta che questo negozio vende cani soltanto in questo modo.

È il nuovo volto della crisi economica. Eppure la domanda nasce spontanea: chi ha voglia di un cane, perché non lo sceglie al canile, piuttosto che pagarlo a rate? «È un ragionamento che faccio spesso anch’io con i miei clienti - spiega il titolare - che lamentano di trovare nei canili solo cani di taglia medio-grossa, mentre la maggior parte delle famiglie cerca cani da appartamento e quindi di piccola taglia».

Roberta Maresci - La zampa

sabato 25 aprile 2009

L'uomo fruttariano diviene carnivoro

Dalle proteine della frutta alle proteine della carne
A cura del Prof. Armando D'Elia

Ovviamente, nel lunghissimo periodo durante il quale l'uomo si nutrì solo di frutta nella sua patria d'origine, la foresta intertropicale fruttifera, il suo fabbisogno proteico non potè essere coperto altro che dal contenuto proteico della frutta.

Cerchiamo invece di capire i motivi dell'avvento del carnivorismo nella vita dell'uomo, fatto che ha tutte le caratteristiche di una tragica involuzione, dalla quale prese l'avvio la degenerazione fisiopsichica dell'uomo attuale; anche le modalità con le quali questo evento ebbe a realizzarsi sono degne di attenzione. Ecco perchè è necessario parlarne prima di riprendere il discorso sulle proteine.

Durante la preistoria dell'uomo si verificarono eventi meteorologici e geologici che alterarono profondamente l'ambiente. In particolare vennero alterati i biomi vegetali dai quali l'uomo traeva il proprio nutrimento. Avvennero:
  • glaciazioni (espansioni dei ghiacciai)
  • interglaciazioni (ritiri dei ghiacciai e avvento di climi più caldi)
  • periodi di forte inaridimento climatico (siccità)
  • periodi di aumenti eccezionali di piovosità (pluviali)
Per l'uomo fu particolarmente importante l'ultima glaciazione, denominata WERM, per la precisione WERM III, dell'era quaternaria (pleistocene). Tale immane glaciazione comportò l'avanzata dei ghiacciai su gran parte delle regioni euroasiatiche, con conseguente distruzione delle foreste e con effetti che si protrassero sino a 10.000 anni fa circa. Ma coeve di tale glaciazione furono le intensissime precipitazioni (pluviali) che si verificarono in Africa; ed anche questi eventi climatici furono gravidi di conseguenze per l'uomo. A tali pluviali fecero seguito delle fasi di calo drastico delle piogge e di conseguente inaridimento del clima. A tutto questo bisogna aggiungere gli effetti della formazione della Great Rift Valley, lungo la quale l'Africa si è come spaccata a causa di un grandioso effetto tettonico, tuttora in corso.

L'insieme di tali eventi provocarono notevolissime riduzioni delle foreste che si trasformarono prevalentemente in savane.

L'uomo fu così costretto a comportarsi come un animale da savana, per sopravvivere, fu costretto a cibarsi di quello che in tale ambiente trovava. Vi trovò le graminacee, piante che richiedono spazi aperti, luce solare diretta, condizioni offerte dalla savana e non dall'ombrosa foresta donde l'uomo proveniva. Ci dice il prof. Marcelle Cornei, illustre studioso, dal quale tanto abbiamo appreso, nel suo "Quaderno della salute": "L'uomo, per derivazione ancestrale, è una scimmia d'ombra: visse per milioni di anni sugli alberi, nell'ombra delle fronde; sceso a terra, poi, vagò per altri milioni di anni nella savana".

Ora, le graminacee producono frutti secchi, inodori e insapori;

sono, insomma, come dicemmo, cibo per uccelli. Con artifici l'uomo riuscì, con l'aiuto del fuoco, ad utilizzare queste cariossidi. Ma l'evento più rivoluzionario che occorse all'uomo, comportandosi come un animale da savana, fu il ricorso, a scopo alimentare, alla carne degli erbivori abitatori della savana, divenendo così, per necessità, un mangiatore di carne, sempre però con l'aiuto del fuoco, non potendo mangiare crudi ne le cariossidi dei cereali ne le carni. Senza l'artificio della cottura e (per i cereali) della molitura, l'uomo non avrebbe potuto diventare ne un mangiatore di carne, ne cerealivoro, giacché le sue caratteristiche anatomiche naturali (vedi Caratteristiche fisiologiche tra carnivori, erbivori e onnivori a confronto) da sole, non lo avrebbero consentito.

L'impatto con le innaturali deviazioni alimentari (cereali e proteine di cadaveri di animali, peraltro cotti, cioè morti) ebbe, per l'uomo, conseguenze catastrofiche in termini di salute e di durata della vita: il che è comprensibile, dato quello che io chiamo "salto a strapiombo" tra un alimento vivo e vitalizzante come la frutta da una parte e gli alimenti amidacei e carnei, cadaverici e mortiferi, iperproteici come la carne, uccisi e quindi devitalizzati con la cottura, dall'altra.

Reay Tannahill nella sua "Storia del cibo" ci dice che addirittura "durante il periodo dei Neanderthaliani meno della metà della popolazione sopravviveva oltre i 20 anni e 9 su 10 degli adulti restanti morivano prima dei 40 anni".

Fu soprattutto l'avvento del cibo carneo, con il suo contenuto eccessivo di proteine e con la conseguente tossiemia a produrre tali disastrosi effetti sul corpo, ma anche sulla mente degli uomini; non bisogna infatti dimenticare che la carne crea aggressività.

S'è detto prima che anche le modalità con le quali questi eventi così negativi si produssero "sono degne di attenzione". Accenniamone, quindi riferendo, in succinto, quanto a questo riguardo dice James Collier, autorevole antropologo: "In conseguenza dei disastrosi effetti di tali eventi sconvolgenti sul clima e sulla vegetazione, l'uomo non potette più affidarsi ai vegetali per nutrirsi e dovette ricorrere alla carne."

Ma l'uomo è inerme, quindi non è per natura carnivoro, essendo sfornito anatomicamente dei dispositivi atti ad inseguire, uccidere e masticare, crude, le carni degli erbivori. Si pensa pertanto che l'uomo primitivo non sia stato, all'inizio, tanto un cacciatore quanto uno spazzino, che si nutriva delle prede fatte da altri animali veramente carnivori, mancandogli anche la insensibilità necessaria per aggredire ed uccidere con le proprie mani degli animali pacifici e innocenti, oltre che inermi. Forse, adoperando sassi e bastoni, l'uomo riusciva ad allontanare il leopardo dall'antilope uccisa, se ne impossessava e la trascinava al sicuro nel suo rifugio. Tale comportamento è stato chiamato anche "sciacallaggio".

Ma l'uomo non si limità a sottrarre agli animali carnivori parte delle loro prede, ma fu costretto anche, quando non trovava da esercitare tale funzione di sciacallaggio, a cacciare direttamente, forzando la sua naturale non-aggressività, spintovi sempre dalla necessità di trovare i mezzi per sopravvivere. Il prof. Facchini (docente di antropologia all'Università di Bologna) si dice certo che l'uomo preistorico adoperò il fuoco a scopo culinario soprattutto per cuocere la carne. Concorda su tale affermazione anche il prof. Qakiaye Perlès, dell'Università di Parigi.

Ma oggi per fortuna non esistono più le ragioni di forza maggiore che obbligarono i nostri antenati ad alimentarsi con cadaveri di animali per assicurarsi il fabbisogno proteico; pertanto da molto tempo l'uomo ha inserito in misura crescente frutta, verdura e ortaggi crudi nella propria dieta. Occorre però vigilare sempre, per difenderci dall'autentico agguato che le industrie alimentari ci tendono continuamente proponendoci, ricorrendo alla propaganda a mezzo dei mass-media e all'opera nefasta di medici prezzolati, sostanze di dubbia convenienza o addirittura nocive.

venerdì 24 aprile 2009

Unisciti alla manifestazione virtuale "RENDIAMO LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE STORIA PASSATA"


La legge europea che regolamenta la sperimentazione animale, la Direttiva 86/609/CEE, è in corso di aggiornamento. La revisione di questa legge offre una importante possibilità per ottenere cambiamenti reali e duraturi per gli animali, che oggi ricevono una protezione inadeguata. Ancora più importante, l'obiettivo finale deve essere una strategia per la sostituzione di tutti gli esperimenti su animali con metodi senza animali tecnologicamente avanzati. Unisciti alla manifestazione virtuale Rendiamo la sperimentazione animale storia passata per dimostrare il tuo sostegno!

Vai al sito make animal testing history

martedì 21 aprile 2009

Report: Uomini e topi - Inchiesta sulla vivisezione in Italia


Inchiesta sulla sperimentazione animale in Italia condotta dal programma giornalistico Report di RAI3. Tutto ciò che gira intorno alla sperimentazione animale in Italia. Da vedere e da far vedere.

Vivisezione: un male di cui liberarsi - di Giovanna Di Stefano - Terranauta.it

All’udire la parola vivisezione la prima reazione è quella di volerne distogliere subito il pensiero, magari chiedendo al proprio interlocutore di cambiare immediatamente argomento a causa di una propria personale ipersensibilità nei confronti degli esseri viventi e di ogni forma di tortura che li vede vittime indifese.

Quante volte gli animalisti, nel desiderio di informare, semplicemente, il prossimo sulle atrocità compiute nei laboratori di vivisezione in nome della ‘scienza’, si sono sentiti ripetere la frase “non mi dire nulla di più per favore, non lo posso sopportare”? Tante. A quel punto alcuni obbediscono, preoccupati più di non provocare un momentaneo turbamento in chi hanno di fronte che di aprire loro gli occhi su ciò che realmente avviene a danni di milioni di animali, e a cui spesso ci si può opporre, tra l’altro, semplicemente facendo attenzione a cosa si mette nel carrello della spesa. Ad altri invece, per fortuna, preme di più la verità: che la gente almeno sappia quali orrori si nascondono tra le pareti dei laboratori delle principali case farmaceutiche e di cosmesi, perché questo avviene ancora oggi nella più totale legalità, ed infine cosa può fare il cittadino per manifestare il proprio dissenso.

In base ad una recente indagine risultano essere circa 115 milioni gli animali complessivamente detenuti e sfruttati nei laboratori di vivisezione di tutto il mondo. Di questi, circa l’80% sono roditori (ratti, cavie, topi, criceti), e il restante 20% cani, gatti, conigli ma anche asini, bovini e piccole scimmie. Tuttavia si tratta di cifre sicuramente sottostimate (complessivamente potrebbero essere 300 milioni, considerando gli animali non conteggiati nei dati ufficiali) a causa della mancata registrazione da parte dei laboratori di tutti gli animali realmente utilizzati.

Si pensi che per esempio negli Stati Uniti le statistiche tengono conto solo di alcune specie di animali per i dati ufficiali, ma se venissero conteggiati tutti quelli realmente usati (quindi anche uccelli, topi, pesci, anfibi e rettili) il loro numero salirebbe da appena un milione a 34 milioni.

A proposito dell’incertezza dei dati a disposizione e dell’enorme difficoltà nel reperirli la BUAV afferma:

"E’ sconvolgente che così pochi paesi ritengano importante contare il numero di animali che soffrono nei loro laboratori. E' impossibile avere un dibattito sul ruolo degli esperimenti sugli animali nel 21esimo secolo, quando il numero ufficiale degli animali coinvolti e' cosi' sottovalutato. Ciò significa che un'enorme quantità di sofferenza viene semplicemente ignorata, e gli sforzi volti a sostituire l'uso degli animali nella ricerca con tecniche più moderne viene ostacolato. La vivisezione è considerata uno dei più controversi campi di utilizzo degli animali, e' giunto il momento che i governi di tutto il mondo portino alla luce la verità”.

Di tutti gli esperimenti condotti su questa vastissima popolazione di animali solo il 30% riguarda la medicina, mentre il 70% serve a testare prodotti cosmetici, detergenti, formule industriali (detersivi, saponi, inchiostri, ecc.) o belliche (gas tossici, radiazioni nucleari, armi batteriologice, nuovi proiettili, ecc. ); infine, una piccola percentuale viene fatta a scopo didattico-dimostrativo nelle scuole.

Tutti gli animali ‘da laboratorio’ sono destinati, come facilmente intuibile, a non morire di morte naturale bensì ad essere, prima o poi, uccisi. I più fortunati moriranno prima; gli altri, sottoposti a test più lunghi o a più esperimenti consecutivi, dovranno agonizzare per un tempo maggiore, ma poi l’epilogo sarà lo stesso. L’aspetto tragico della vivisezione, come è evidente, non è la morte dell’animale in sè, ma tutto ciò che la precede. A questo proposito il punto cruciale del problema risiede nel corretto utilizzo dell’anestesia, in grado di ridurre drasticamente le agonie delle malcapitate creature durante l’esperimento e quindi di eliminare quella sofferenza che è atroce, infinita, intollerabile.

L’anestesia invece non viene sempre praticata e spesso dura solo una parte dell’esperimento, ma anche qualora il suo effetto durasse per tutto il test l’animale sottoposto soffrirebbe comunque per il dolore che si protrae normalmente ben oltre la fine dell’operazione. La totale negligenza nella pratica di un’anestesia corretta, che copra tutto il periodo di dolore, non ha nessuna motivazione se non quella economica: pur di non spendere soldi, o di non ‘perdere tempo’ per l’anestetico si lascia che l’animale, già sofferente per la condizione di prigionia e di privazione estrema conseguente al suo essere ‘animale da laboratorio’, soffra e agonizzi all’infinito. Non ha importanza, perché tanto è …‘solo un animale’. Non ci sarà nessun avvocato a difenderlo. In qualunque modo l’animale venga trattato saranno in pochi a saperlo: il vivisettore stesso e, forse, pochi altri colleghi, che in quanto tali non avranno nulla da obiettare. Dopo tutto quando c’è di mezzo la “scienza”, qualcuno deve sempre sacrificarsi. E così i vivisettori si mettono la coscienza a posto. Ma … sarà veramente così?

È proprio il rifiuto dell’opinione pubblica a volerne sapere di più che riduce la vivisezione sempre e solo ad un “qualcosa” di molto nebuloso. Come conseguenza di questa ignoranza diffusa sul tema si ha un’opinione pubblica che si esprime attraverso una serie di frasi fatte e senza nesso logico, come per esempio quella più classica in assoluto: ‘meglio salvare un bambino che un cane’.

La frase, perfettamente condivisibile nel contenuto, anche dagli antivivisezionisti, pecca invece gravemente nel presupposto, e cioè che sia inevitabile sacrificare uno dei due: uomo o animale. Al contrario il movimento antivivisezionista, composto oltre che da comuni cittadini anche da moltissimi medici ed esperti in materia (www.mediciinternazionali.org), sostiene che con i metodi alternativi a quelli tradizionali che impiegano animali, metodi che già esistono da tempo e vengono in parte applicati, non solo è possibile risparmiare inenarrabili sofferenze a milioni di poveri animali ma anche e soprattutto avere la garanzia di un risultato molto più affidabile e realmente scientifico in quanto questi metodi utilizzano come modello di studio direttamente l’uomo e non più l’animale. Il vantaggio, non da poco, è di avere risultati tangibili già definitivi, nel senso che non necessitano di successive estrapolazioni e correlazioni con altre specie, perché già si riferiscono alla specie giusta: quella umana.

Per la ricerca biomedica di base i metodi alternativi si avvalgono di dati epidemiologici e statistici, colture in vitro di tessuti o di interi organi umani, dello studio diretto dei pazienti tramite i moderni strumenti di analisi non-invasivi, infine di autopsie e biopsie; per i test di tossicità in campo cosmetico si lavora molto con le colture di cellule e di tessuti umani o modelli matematici computerizzati; infine per la didattica esistono ormai centinaia di metodologie alternative già validate: modellini, manichini e simulatori meccanici computerizzati, film, video ecc.

I metodi alternativi, benché veramente scientifici e sicuramente promettenti, stentano a decollare a causa di un’insormontabile barriera burocratica che prevede un iter, per la loro validazione ai fini dell’applicabilità, molto lungo e oneroso (può durare molti anni). Un criterio di validazione, quello in atto per i metodi alternativi, che, è bene dirlo, è da considerarsi inaccettabile in triplice misura. In primo luogo perché il metodo da validare viene ritenuto idoneo solo se riesce a fornisce dati simili a quelli ottenuti, in passato e per le medesime sostanze, con la sperimentazione animale. Un criterio questo del tutto irrazionale e antiscientifico in quanto i risultati andrebbero semmai confrontati con quelli già noti sull'uomo: si parla di sostanze già sperimentate, quindi già in commercio e sulle quali sono pertanto già noti gli effetti sull’essere umano; per cui perché prendere come riferimento i risultati ottenuti sui topi, ratti o altri animali, anche quando peraltro sono spesso diversi da quelli riscontrati successivamente sul corpo umano?

Infine, e qui siamo al paradosso, i test su animali correntemente utilizzati, riconosciuti, ufficiali e quindi perfettamente legali, non sono mai stati validati! E ora questi stessi test vengono innalzati a metro di giudizio per la validazione di quelli nuovi, alternativi alla sperimentazione animale. A questi ultimi cioè si richiede, per essere riconosciuti ‘idonei’, di produrre risultati simili a quelli ottenuti con la sperimentazione animale (i cui test sono spesso tra l’altro estremamente datati, alcuni risalenti addirittura al 1930), la quale esse stessa non è mai stata sottoposta a nessun tipo di verifica, bensì, venne a suo tempo presa per buona a priori, non si capisce in base a quale evidenza scientifica, viste le macroscopiche differenze biologiche tra uomo e animale. È un po’ come mandare il proprio figlio a prendere lezioni di una materia per conseguirne un diploma, in una scuola che non ha alcun titolo per farlo.

La sperimentazione animale è entrata di diritto nelle linee guida, accettate a livello mondiale, dell'Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OECD - Organization for Economic Cooperation an Development) senza alcuna validazione.

La vivisezione si basa su un presupposto completamente sbagliato, la cui gravità è fin troppo evidente: ogni specie è differente, per metabolismo e altri parametri fisiologici, di conseguenza nessun risultato conseguito su una specie animale potrà mai essere estrapolato con certezza su un'altra.

In altre parole, ogni specie è un modello valido di sperimentazione solamente per la propria stessa specie e per nessun’ altra.

La strada che porta a liberare gli animali dagli strumenti di contezione e dagli stabulari dei laboratori si costruisce solo quindi continuando a dimostrare che tanta sofferenza, oltre che immorale e indegna di una società civile, è inutile per il benessere e la salute umana. E’ necessario dimostrarlo con i dati scientifici, confrontando quelli affidabili e certi che emergono dallo studio di cellule umane con quelli che derivano dai metodi tradizionali che analizzano l’animale, estremamente variabili a seconda della specie utilizzata, quindi pericolosi e fuorvianti se presi per buoni nella formulazione di cure o farmaci per l’uomo.

lunedì 20 aprile 2009

L'Italia dei canili - Tutto quello che ci sta dietro - Inchiesta RAI1



Tutti sanno della gravità del fenomeno randagismo e dello stato di degrado dei canili. Ma è l'Italia. Lo Stato dov'è?

sabato 18 aprile 2009

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Prima di comprare un cane, guardate


Prima di pagare per comprare un cane, guardate! C'è sempre uno di loro che vi sta aspettando.

Un animale non si compra. Lo si incontra.

Con la situazione odierna dei canili e dei rifugi nel mondo, comprare e pagare centinaia di euro per un cane e' un vero e proprio crimine etico. L'amore vero e reale per gli animali e' lontanissimo da queste scelte.

Sperimentazione animale: italiani ed europei sempre più contrari (82%)

16 aprile 2009 - Italiani ed europei si dichiarano fortemente contrari alla sperimentazione animale: un sondaggio, effettuato tra il 24 febbraio e il 4 marzo scorso dalla Coalizione europea contro la Sperimentazione animale ECEAE (European Coalition to End Animal Experiment), evidenzia, ancora una volta, questa netta posizione. All’indagine statistica hanno partecipato più di 1000 italiani e 7.139 cittadini europei appartenenti a Svezia, Francia, Repubblica Ceca, Germania ed Inghilterra.

I cittadini europei si sono espressi, con una media dell’82%, contro l’utilizzo di cani, gatti e primati; contro esperimenti che causano alti livelli di sofferenza o non strettamente correlati a gravi forme di malattie umane, e a favore di una banca dati pubblica in modo da eliminare la ripetizione di procedure.

La posizione espressa riflette un’opinione diffusa da anni; già nel 2006, infatti, la Commissione Europea lanciò un sondaggio che vide esprimersi oltre 42.000 cittadini, ottenendo il terzo più alto responso mai avuto rispetto ad altri questionari ed esprimendo la volontà di una maggiore tutela per gli animali utilizzati negli esperimenti (93%) e di un investimento maggiore a livello europeo per lo sviluppo e la validazione di metodi sostitutivi alla sperimentazione animale (79%).

“Nonostante la chiara posizione espressa dall’opinione pubblica, i passi avanti compiuti nella ricerca, la disponibilità di metodi alternativi alla sperimentazione animale e il riconoscimento all’interno dell’ambiente scientifico del modello sperimentale come errato se basato sull’animale per l’uomo, però, gli animali coinvolti ogni anno nella sperimentazione sono più di 900 mila, solo nel nostro Paese, 12 milioni in Europa e 115 milioni nel mondo”, commenta Michela Kuan, biologa responsabile LAV Vivisezione.

Il sondaggio è stato effettuato, tramite YouGov, in un periodo cruciale per la legislazione europea in materia di protezione degli animali usati a fini sperimentali: è in corso, infatti, la revisione della Direttiva 86/609 che regolamenta l’utilizzo e l’allevamento degli animali utilizzati a fini scientifici. La consultazione, quindi, ha lo scopo di sottolineare ai Parlamentari europei e alle istituzioni governative, in vista del voto dell’Aula del Parlamento Europeo previsto per gli inizi di maggio, come questa tematica sia un argomento importante che la gente sente vicino e sul quale vuole ottenere un cambiamento riconosciuto a livello comunitario.

“La forte indicazione dell’interesse pubblico in questo ambito, le innovazioni scientifiche negli ultimi decenni e l’alto livello etico che deve contraddistinguere la scienza, devono riflettersi anche nel cambiamento delle norme. La revisione della direttiva 86/609 rappresenta un momento cruciale che non può essere sprecato”, conclude Michela Kuan.

La LAV seguirà passo per passo l’iter di voto in Aula rendendo pubbliche le posizioni degli europarlamentari che si dichiareranno favorevoli o contrari a emendamenti migliorativi per il benessere degli animali da laboratorio; con lo scopo, anche, di informare e coinvolgere i cittadini che, come sottolineato dal sondaggio, sentono questa tematica vicina e di fondamentale importanza per il futuro della ricerca.

venerdì 17 aprile 2009

Amore per il Creato, i Creati e il Creatore

La maggior parte delle persone che si cibano delle carni degli animali non vuole mai sapere quale sia l'orribile e cruenta fine che essi patiscono quotidianamente per diventare il pranzo e la cena di altri esseri viventi.

Molti gioiscono, soprattutto in questo periodo particolare dell'anno, nell'acquistare regali tra cui figurano sinistri e inquietanti ricettari scritti da manigoldi assolutamente privi di muscolatura cardiaca. Cuochi di tutto il mondo, che non pensano minimamente alla pena di creature poco fortunate, continuano imperterriti una mattanza che ipocritamente mascherano, attribuendo alle loro invenzioni o rielaborazioni culinarie nomignoli di fantasia che non lasciano trapelare il dolore del massacro.

E naturalmente i ristoranti, nonostante le frequenti lamentele di gente più o meno facoltosa che ritiene di non farcela ad arrivare in fondo al mese, sono sempre pieni di avventori malati nell'animo più che nel portafoglio.

Mi chiedo spesso perchè sia così difficile abbandonare tali insane e deleterie usanze alimentari.

E' opinione comune e diffusa che per porre fine alla violenza di ogni genere sia sufficiente coltivare l'amore per gli uomini che porterà di conseguenza all'amore per tutto il resto del creato.

Mai è stato detto niente di più falso..

Se continueremo a concludere trattati di pace sedendoci attorno a un tavolo dove gli animali si trasformano nel cibo dei firmatari, credo che la pace durerà giusto il tempo della loro lenta digestione di corpi di creature destinate a vivere quanto Dio vuole.
Non è l'amore che muove il mondo ma uno spietato egoismo che si traveste continuamente e fa dire a qualcuno che lotta per la salvezza dell'ermellino che il pollo nel suo piatto non ha la stessa dignità e gli stessi diritti.

Questo mondo di falsi moralisti è deludente.

Non basta dire che si è onesti per esserlo sul serio.

E non serve dire che si rispetta la vita se poi non si disdegna la cacciagione o si permette che il tonno venga ucciso come non sto a spiegarvi perchè lo sapete tutti (....però il delfino impigliato nella stessa rete muove e commuove anche i più irriducibili).

Plutarco si indignava per l'efferatezza di allevatori che cucivano le palpebre a oche e cigni così da condannarli a un buio che impediva loro di cantare ma è cambiato molto da allora se in alcuni "civilissimi" paesi quali Francia, Israele e America si continuano a inchiodare le membrane delle zampe palmate di oche e affini per costringerli a mangiare fino a scoppiare?

E' civile introdurre tubi metallici nella strozza di un oca e alimentarla forzatamente per 12-28 giorni, comprese le ore notturne, per poi degustare il pate' de foies grois?

E tutto questo per pagare a caro prezzo un fegato spappolato?

Che diavolo di mondo è quello che consente che splendide creature come le mucche e i loro figli vivano in pochi centimetri una breve vita all'ingrasso, solo perchè si è deciso che debbano entrare nei corpi di gente dal colesterolo alle stelle sempre sull'orlo di un infarto, ma mai stanca di mandare avanti la gratificazione del proprio palato?

Occorre far qualcosa perchè ci si renda conto delle proprie abitudini incivili. Non si può certo costringere chi voglia continuare a consumare animali a cambiare idea, non sarò certo io a cambiare il mondo.

Spero solo che chi si professa intelligente e amante della vita si ponga delle domande, guardi nelle proprie incongruenze e contraddizioni e trovi la voglia e la forza di capire.

Mangiare animali non è civile, è ingiusto, non è logico, non è amore per il creato.
di Isvari - Comublog

EARTHLINGS - Terrestri - con sottotitoli in italiano



EARTHLINGS (Terrestri) è un documentario da vedere assolutamente sull'assoluta dipendenza dell'umanità dagli animali (usati come compagnia, come cibo, come vestiario, per divertimento e per la ricerca scientifica) ma illustra anche la nostra completa mancanza di rispetto per questi cosiddetti "fornitori non umani". Il film è narrato dall'attore Joaquin Phoenix, candidato due volte al premio Oscar e vincitore di un Golden Globe nel 2006, e la colonna sonora è di Moby, artista acclamato dalla critica.

Attraverso uno studio approfondito svolto all'interno di negozi di animali, allevamenti di animali domestici, rifugi, ma anche negli allevamenti intensivi, nell'industria della pelle e della pelliccia, in quella dello sport e dell'intrattenimento, e infine nella professione medica e scientifica, EARTHLINGS usa telecamere nascoste e filmati inediti per tracciare la cronaca quotidiana di alcune delle più grandi industrie del mondo, che basano i loro profitti interamente sugli animali.

Potente e informativo, EARTHLINGS è un film che fa riflettere ed è finora il più completo documentario mai prodotto sulla correlazione tra la natura, gli animali e gli interessi economici degli umani. Ci sono molti film ben fatti sui diritti animali, ma questo li supera tutti.

Impossibile non vederlo almeno una volta nella vita. Illuminante.

giovedì 16 aprile 2009

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Nuova protesta contro l'allevamento Morini

Da: OIPA Italia

Questa settimana vi invitiamo a protestare verso il comune di San Polo d'Enza. Già altre volte vi abbiamo consigliato di spedire educate e-mail o telefonate all'amministrazione di questa città, circa la complicità tra quest'ultima e il famigerato allevamento Morini. Il vostro contributo è molto importante!

Nell'ottobre del 2004, quando fu restituita la licenza per la vendita dei Beagle ai laboratori, l'azienda fu obbligata a compiere alcuni lavori interni per rispettare alcune regole che il comune stesso gli aveva imposto. Questi lavori non sono stati mai interamente eseguiti ma per Morini non c'è stato alcun problema: continue proroghe concessegli proprio dal Comune permettevano a Morini di continuare il suo lavoro e condannavano gli animali alle torture della vivisezione.

Dopo numerosi richiami della ASL l'amministrazione di San Polo d'Enza si è decisa a negare l'ennesima proroga, ma non ha gli ancora ritirato la licenza di vendita ai laboratori. Questo ultimo passo, che sarebbe una formalità qualsiasi in ogni altra città, sarebbe un duro colpo per l'azienda.

Contattate il Comune di questa città e pretendete il ritiro della licenza all'allevamento Morini. Potete mandare la lettera di protesta tramite questa petizione che trovate a questa pagina.

La gente odia cambiare

La cosa veramente triste è che  molte persone non vogliono veramente aiutare gli animali. La maggior parte della gente si accontenta di tirare avanti. Non hanno l’energia, o l’inclinazione, per affrontare questioni sociali o morali. E’ attualmente così per la maggioranza degli umani nel mondo.

La gente odia cambiare. Gli umani sono creature abitudinarie. Qualcuno di loro può anche guardare filmati che mettono in mostra la macellazione, e concordare sul fatto che le scene siano disgustose, solo per continuare poi a mangiare con avidità carne di vitello o pollo fritto. “Ho sempre mangiato carne”, spiegano.

Gli psicologi spiegano che la gente ha una bassa tollerabilità al cambiamento. Se li si spinge troppo in là, superando questa tolleranza, si ribellano e vanno nella direzione opposta. Diverse forze tirano le persone da una parte e dall’altra cercando di manipolarle. Gli sfruttatori di animali superano in numero gli animalisti di almeno 100 a 1, e hanno un potere altrettanto sproporzionato di pubblicizzare e propagandare la propria posizione. La gente viene normalmente allontanata da chi difende gli animali e sottoposta al consueto lavaggio del cervello sociale.

Detto cio', e' estremamente necessario che le persone vogliano davvero cambiare. Lo sfruttamento di animali non umani gioca un ruolo importante nella vita quotidiana di ogni individuo in questa società, ma l’inerzia al cambiamento è purtroppo ancora enorme.

La sofferenza psicologica dei primati nei laboratori di ricerca


Febraio 2009: Un investigazione segreta della Humane Society of the United States rivela sofferenza psicologica dei primati nei laboratori di ricerca.

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Pasqualina sopravvissuta otto giorni sotto le macerie

Ha passato otto giorni sotto le macerie e i vigili del fuoco sono riusciti a recuperarla solo a Pasqua. Lei è un cagnolina grigia, di piccola taglia. I soccorritori l’hanno chiamata Pasqualina, perchè proprio nella domenica di Pasqua è riuscita a rivedere la luce.

I padroni, una coppia di coniugi romani all’Aquila per il weekend, sono dovuti fuggire di corsa dall’abitazione. Solo una volta usciti si sono resi conto che il cane era rimasto dentro. A quel punto, però, era troppo tardi. «La scala era già crollata - racconta Marcello Luciolimoli -, e nel momento in cui sono rientrato è venuto giù anche il pavimento».

A nulla sono valsi i tentativi di rientrare nell’abitazione per cercare Pasqualina. «I vigili del fuoco ci hanno impedito di avvicinarci - spiega Donatella, la moglie del padrone della cagnolina -. Siamo dovuti ripartire per Roma e avevamo perso le speranze».

Fino a giovedì, quando un veterinario ha sentito il cane lamentarsi da sotto le macerie. Solo domenica i vigili sono riusciti a recupararla, per poi affidarla alle cure dei volontari della Lida, la Lega Italiana per i Diritti dell’Animale. A quel punto è stato relativamente semplice rintracciare i padroni, sia perchè il cane aveva il microchip identificativo, ma anche perchè la coppia di coniugi romani aveva allertato i soccorritori.

Questa mattina, al campo di Piazza d’Armi, l’incontro e il «ricongiungimento». I coniugi Luciolimoli, accorsi da Roma, non sono riusciti a frenare la gioia e la commozione. Dalla Lida, però, lanciano un allarme. Questo è stato un caso fortunato, ma sono centinaia le situazioni che non trovano una soluzione. Spesso si riesce a soccorrere l’animale, ma anche risalendo ai dati su microchip e targhette è quasi impossibile rintracciare i padroni, sparsi per i diversi campi sul territorio.
fonte La zampa

Martini: nessun comune osi andare contro le leggi sul randagismo

«Nessuna amministrazione locale osi compiere atti in contrasto con il patrimonio di leggi nazionali e regionali di tutela degli animali d’affezione nel nostro Paese»
Lo afferma il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, commentando l’ipotesi di soppressione di cani randagi nel Comune di Soriano del Cimino (Viterbo).
«È evidente - sottolinea Martini in una nota - l’ignoranza di alcune amministrazioni comunali in materia. Per questo invito l’Anci, che si contraddistingue per competenza e per un’ottima capacità di informazione, ad attivarsi in un’opera di coinvolgimento delle pubbliche amministrazioni rispetto ai diritti e ai doveri in materia di gestione del benessere animale, con particolare riferimento al randagismo. Notizie come quelle di una possibile delibera da parte del Comune di Soriano del Cimino per l’abbattimento dei cani randagi evidenzia che finora qualcosa non ha funzionato nella cinghia di trasmissione delle informazioni»
Martini ha inoltre annunciato che già in giornata il ministero del Welfare prenderà contatto con il sindaco per riportare la questione sul piano della legalità, informarlo sulle conseguenze penali che comporterebbe un atto di questo tipo e aprire un confronto sulle problematiche del suo Comune.
fonte La zampa

giovedì 9 aprile 2009

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Nasce - La vera bestia - Animal Video Community


E' online la nuova video community, creata da me, e dedicata interamente agli animali. Video, documentari, investigazioni sul mondo degli animali che potrai guardare, commentare, inserire, condividere e sopratutto diffondere nel web.

L'intento e' di informare e far riflettere piu' individui possibili, portando alla luce le tante realta' legate al trattamento ed allo sfruttamento degli animali da parte dell'uomo, realta' troppo spesso caratterizzate da silenziosi e inauditi massacri.

Consiglio spassionatamente a tutti di leggere l'intro di La vera bestia - Animal Video Community

Sono disponibili dei banner di varie dimensioni direttamente sul sito in questa pagina. Chiunque vollesse diffondere il link o un banner della video community sara' il benvenuto.

La video community non ha nessun fine di lucro, commerciale o pubblicitario, ne tanto meno chiede alcuna forma di sostentamento o donazione, per il suo mantenimento.

La mia intima speranza resta quella che, come successe a me tanto tempo fa', chi aprira' gli occhi una volta, non li potra' mai piu' chiudere. Grazie a tutti.

Petizione per salvare gli squali di tutto il mondo


Sea Shepherd e il canale televisivo Underwater Channel hanno lanciato una nuova iniziativa a difesa degli squali.

La Sea Shepherd e l'Underwater Channel ritengono inaccettabile che gli squali, che sono tra gli abitanti di più lunga data di questo pianeta, stiano per estinguersi per mano dell'uomo, uno degli abitanti più recenti del pianeta. In media negli ultimi anni si stima che per opera degli squali siano morti meno di 10 uomini all'anno in tutti i mari della Terra. Mentre, per alimentare la richiesta di pinne di squalo, l'uomo sta uccidendo più di 100 milioni di squali all'anno. La Sea Shepherd e l'Underwater Channel vogliono mettere fine a questa pratica e lo vogliono fare subito.

Cosa puoi fare tu
Sea Shepherd invita a firmare la petizione promossa dall'Underwater Channel a questa pagina.

L'obiettivo e' di raggiungere 10.000 firme prima della Giornata Mondiale per gli Oceani dell'8 giugno 2009. Questa petizione verra' consegnata al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, con la richiesta che gli stati membri vengano informati della minaccia agli squali e vengano incoraggiati ad approvare delle leggi efficaci per impedire lo shark-finning o far applicare quelle gia' esistenti.

Sea Shepherd inoltre invita a guardare il video di Underwater Channel "Zuppa di pinne di squalo"

Conclude il capitano Paul Watson: "Chi ha paura degli squali dovrebbe pensare che sono invece gli squali che dovrebbero avere molta piu' paura di noi. Loro a volte ci attaccano per errore quando ci avventuriamo nel loro mondo, ma noi facciamo ben di peggio: diamo loro la caccia e li uccidiamo crudelmente per un piatto di zuppa."

Per loro non ci sara' nessuna resurrezione


Il mondo cattolico usa festeggiare la Pasqua mangiando l'agnello secondo una tradizione che affonda le sue radici nel Vecchio Testamento ed in particolare in Esodo 12,3-14, in cui Mosè, quando stava per abbattersi su l'Egitto la 10ª piaga che avrebbe fatto morire tutti i primogeniti, ordinò agli ebrei di chiudersi in casa e di tingere col sangue di un agnello lo stipite della porta finché non fosse passato l'angelo sterminatore.

Ma per la consumazione dell'agnello Mosè impose regole che nessuno del mondo cristiano- cattolico mette in pratica. L'agnello doveva essere senza difetto, maschio, nato nell'anno, essere esclusivamente cucinato intero sulla brace ed essere consumato, con azzimi ed erbe amare, entro la notte: ciò che restava doveva essere bruciato la mattina seguente. Inoltre, bisognava consumare la carne coi fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano ed in fretta.

E' evidente che nessuno del mondo occidentale si attiene a queste regole, pertanto non è in alcun modo giustificabile la tradizione seguita oggi, nata da contingenze estreme a noi distanti milioni d'anni luce.

Tra l'altro c'è da dire che in nessuna circostanza Gesù mangia l'agnello: è difficile immaginare Gesù che sgozza il povero agnellino smarrito per mangiare le sue carni. E non dovrebbe essere pervaso da profondo orrore un cristiano che mangia un mite agnellino nel cui nome il Cristo si è identificato?

Nel Vangelo Esseno della Pace Gesù dice: "Chi uccide un animale uccide suo fratello" Non uccidete e non mangiate le carni delle vostre prede innocenti se non volete diventare schiavi di Satana: questo è il sentiero della sofferenza e della morte. Non uccidete né uomini né animali perché io vi chiederò conto di ogni animale ucciso come di ogni uomo." E nelle Pergamene del Mar Morto dice ancora Gesù: "Sono venuto per porre fine ai sacrifici ed ai banchetti di sangue e se non smetterete di offrire e di mangiare carne l'ira di Dio non si allontanerà da Voi." E negli stessi documenti Gesù rimprovera aspramente anche i pescatori: "Forse che i pesci vengono a voi a chiedere i frutti della terra? Lasciate le reti e seguitemi, farò di voi pescatori di anime." A conferma di quanto suddetto S. Girolamo scrive: "Dopo che Cristo è venuto non è più consentito mangiare la carne. Tale autorizzazione è stata aggiunta dalla Chiesa in un periodo di basso profilo spirituale, ma in principio non fu così."

Quindi una tradizione crudele e sanguinaria che deve essere abolita perché non trova giustificazione né sul piano storico, né su quello religioso, né tantomeno sul piano morale ma che preclude lo sviluppo della civiltà dell'amore e della giustizia.
Franco Libero Manco

mercoledì 8 aprile 2009

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Ognuno e' Cristiano a modo suo

Non c'è religione senza amore e chiunque può parlare quanto vuole della propria religione, ma se non gli viene insegnato ad essere gentile con gli animali come con gli uomini, è tutta una truffa. Anna Sewell
Ad appena un mese di vita verrà strappato alla mamma e stipato in un tir per essere trasportato. Se sopravviverà al viaggio estenuante, senza cibo né acqua, arriverà nell’inferno del macello.
Immobilizzato, stordito e infine sgozzato, morirà lentamente, per dissanguamento. Mentre ciò avviene gli altri agnellini assistono al massacro, percepiscono l’odore del sangue e attendono terrorizzati il loro turno, per essere poi uccisi allo stesso modo. Ogni anno 900.000 agnelli, tolti prematuramente alle proprie madri, vengono immolati per le tavole degli italiani, in nome della tradizione.


Sei sicuro che sia questa l’dea di pace con cui intendi festeggiare la Pasqua? Quest’anno rinunciate alla morte degli innocenti e festeggiate una Pasqua di pace per tutti!


Le chiese sono anche piene di donne con le pellicce, di macellai, di criminali, di preti che benedicono corride o nuove stagioni di caccia, di vivisettori, e tantissimo altro. Ormai ognuno si confeziona la religione come gli fa piu' comodo. Non esiste piu' neanche una minima parvenza di coerenza umana.

Solidarietà per l'Abruzzo: un piccolo gesto, un grande aiuto

Si moltiplicano le iniziative volte al sostegno delle popolazioni dell’Abruzzo colpite in questi giorni dal terremoto. Rainews ha riassunto in una pagina i riferimenti attraverso cui è possibile aiutare e contribuire.

Donazioni telefoniche
Per i cellulari:
Attraverso il numero 48580 le società Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, e il Dipartimento della Protezione Civile, raccolgono fondi a sostegno dell’Abruzzo. Il costo dell’sms è di un euro che sarà interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile è sarà utilizzato per il soccorso e l’assistenza.
Per i telefoni fissi:
Con Telecom è possibile effettuare una donazione di 2 euro chiamando dalla rete fissa al numero 48580.

Croce Rossa Italiana
I versamenti alla Croce Rossa Italiana possono venire effettuati sul Conto corrente bancario n. 218020 n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro - Filiale di Roma Bissolati - Tesoreria - Via San Nicola da Tolentino 67 - Roma intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 - 00187 Roma. Coordinate bancarie (codice Iban): IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020 - Causale: pro terremoto Abruzzo;

oppure sul Conto corrente postale n. 300004 intestato a: «Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma - Codice Iban: IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004 Causale: Pro Terremoto Abruzzo;

o ancora con versamenti on line sul sito: www.cri.it/donazioni.html

Caritas
E’ possibile anche effettuare offerte alla Caritas Italiana tramite c/c postale n. 347013 o tramite Unicredit Banca di Roma S.P.A. Iban IT38 K03002 05206 000401120727.

Federazione delle Chiese protestanti in Italia
Specificando la causale “Terremoto Abruzzo” si può versare il proprio contributo a: ccp n. 38016002 - Iban: IT 54 S 07601 03200 000038016002, intestato a: Federazione delle chiese evangeliche in Italia, via Firenze 38, 00184 Roma.

Poste italiane
Poste Italiane ha messo a disposizione un conto corrente, numero 10 40 0000, attraverso cui, in tutti i 14mila uffici postali, con un bollettino di conto corrente postale o direttamente on line è possibile aiutare la popolazione dell’Abruzzo.

Banche
Il Monte dei Paschi di Siena ha avviato una raccolta fondi. Chiunque voglia contribuire alla raccolta di solidarietà può effettuare un versamento sul conto corrente intestato “pro-terremotati Abruzzo” - coordinate bancarie “COD. IBAN IT 33 E 01030 14200 000008620017″ -, appositamente aperto da Banca Mps.

Le donazioni sono esenti da qualsiasi spesa o commissione.

E’ possibile eseguire i versamenti anche attraverso il call center di Banca Mps, mediante bonifico o addebito su carta di credito, chiamando il numero verde 800414141.

UniCredit ha aperto a sua volta un conto corrente per sostenere la popolazione. Per chi decide di aiutare è possibile anche attraverso internet, Bancomat o direttamente in agenzia, con il Conto corrente intestato a “Solidarieta’ terremoto Abruzzo”, aperto presso

UniCredit Banca di Roma Iban: IT 96 S 03002 05132 000414414414.

Federcasse
Il sistema del Credito cooperativo italiano lancia un’iniziativa di raccolta fondi denominata ‘Il Credito cooperativo per l’Abruzzo’. E’ stato aperto un apposito conto corrente presso Iccrea Banca Spa (l’Istituto Centrale del Credito Cooperativo) del quale si forniscono le coordinate: Iccrea Banca Spa, Conto corrente n. 32000 (Codice Iban: IT 28 Q 08000 03200 000800032000) intestato a Federcasse; causale “Il Credito Cooperativo per l’Abruzzo”.

Enti locali
Molti i Comuni e le Provincie che si sono mossi in queste ore per promuovere la raccolta di offerte e donazioni. In questo caso è possibile rivolgersi presso il proprio Comune di residenza.

Cia-Confederazione italiana agricoltori
La Cia-Confederazione italiana agricoltori a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma ha aperto un conto corrente per la raccolta dei fondi che ha le seguenti coordinate bancarie: Ugf Banca Ag.12 Via Saturnia 21 Roma Iban: IT 56 I 03127 03200 CC 0120005581 Bic: Baecit2b “La Cia per l’Abruzzo”.

mercoledì 1 aprile 2009

Floss, una mucca in fuga per evitare il macello

Una mucca è riuscita a fuggire per nove mesi ed evitare il macello. Floss è stata salvata da due amanti degli animali, Sue McAuley e Tracey Jaine, che l’hanno acquistata per 500 sterline e trasportata al Hillside Animal Sanctuary.

Come si apprende dal Telegraph.co.uk, l'animale era già stato acquistato da un mercato di Thirsk, nel North Yorkshire, ma è fuggita prima che venisse uccisa. Si dice che si sia data alla fuga per andare alla ricerca il suo piccolo di vitello. Successivamente è stata avvistata nell’East Yorkshire e nel North Lincolnshire e si crede che abbia percorso più di 60 miglia.

Infine è stata trovata dopo nove mesi vicino a Scunthorpe e venne battezzata dagli abitanti del luogo "La bestia di Ealand".

Wendy Valentine, fondatore del Hillside Animal Sanctuary, che si occupa di animali nel settore agricolo, ha detto: «Quando ho appreso della vicenda ho pensato che dovevamo aiutare l’animale prendendola con noi per il resto dei suoi giorni naturali».

Sue McAuley, amministratore in una scuola di Ealand, vicino a Scunthorpe, ha dichiarato: «Quando ho ascoltato per la prima volta la vicenda ho pensato che fosse solo una favola. Quando l’hanno ritrovata sono stata felice di accumulare un po’ di soldi per mantenerla al Hillside Animal Sanctuary».

La signora Jaine invece ha detto: «Un po' di tempo fa ho smesso di mangiare prodotti a base di carne dopo aver guardato vari video che la Hillside Animal Sanctuary aveva prodotto».
fonte La Zampa

Ammazzano cani per divertimento - Rapporto shock della polizia provinciale in toscana

Quasi sessanta i casi di avvelenamento nel Circondario che sono stati segnalati alla polizia provinciale. Un’atrocità difficile da combattere che si materializza con i bocconi avvelenati gettati spesso nelle aree di ripopolamento e cattura. Esche che, però, qualcuno non esita a buttare anche per eliminare concorrenti nel caso dei cani da tartufo. Ma anche per il semplice gusto di divertirsi oppure, come è accaduto di recente, per dissidi condominiali. O addirittura a scopo intimidatorio.

Questo il quadro che emerge dal rapporto della polizia provinciale in toscana e dal lavoro del Ceda (Comitato europeo difesa animali).
In tutto il territorio provinciale fiorentino lo scorso anno sono state denunciate 22 persone alla magistratura per avvelenamento di animali, soprattutto cani e gatti. Ma ci sono anche volpi e uccelli. Per le esche sono stati utilizzati soprattutto fosfuro di zinco, metaldeide, anticoagulanti e endosulfan.
«Per l’attività svolta - spiega l’ispettore capo della polizia provinciale Alessandro Quercioli - è stato importante l’inserimento nella legge regionale dell’obbligo per i medici veterinari di trasmettere la scheda di segnalazione dei casi di avvelenamento alla polizia provinciale e ai Comuni ma anche le forme di pubblicità che hanno portato negli ultimi anni a disporre di un numero elevato di informazioni sui luoghi di ritrovamento dei bocconi avvelenati e sulla composizione delle esche e dei materiali tossici utilizzati».

Tuttavia in tutti i casi di accertamento e individuazione di un presunto responsabile «la media delle attività investigative varia tra i due e i quattro anni - spiega Quercioli - l’attività di accertamento è costituita da acquisizione di reperti, analisi tossicologiche, sopralluoghi, individuazione delle tipologie di veleno utilizzate, nonché la comparazione con i veleni usati, l’acquisizione di sommarie informazioni. Tutto questo fa slittare i tempi di un notevole periodo».
Tra i Comuni più colpiti dagli avvelenamenti ci sono Montespertoli, Empoli e Castelfiorentino. E proprio da qui partirà una campagna di informazione contro i bocconi avvelenati promossa dal Ceda (che poi interesserà tutto il Circondario).

«La Regione Toscana - spiega Elvino Gasparotti del Ceda - è stata tra le prime a dotarsi di una legge contro i bocconi avvelenati ma purtroppo la sua efficacia non ha prodotto gli effetti sperati. La nostra associazione, con il patrocinio del Comune, inizierà una campagna di informazione con l’affissione di manifesti e volantini che verranno distribuiti dai veterinari e negli uffici dell’Urp invitando tutti i cittadini a vigilare nei boschi, nelle campagne e nei parchi per denunciare tali crimini». «Spesso questo non accade - continua il Ceda - e i casi di avvelenamento non vengono denunciati. In ogni caso, per effetto della legge regionale, è importante sapere che gli esami tossicologici, compreso il contenuto gastrico di un animale, sono gratuiti».
fonte Il Tirreno

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Fidanzati uccidono cane a sprangate e lo filmano col cellulare

Hanno provato a far accoppiare un Dobermann con un cagnolino di piccola taglia ma, di fronte al rifiuto degli animali, hanno preso a sprangate, fino ad ucciderlo, il piccolo meticcio, filmando tutto col cellulare. I protagonisti di questa vicenda non sono sbandati ma due fidanzati 22enni Il fatto si è consumato ad Azzano Decimo un piccolo comune della provincia di Pordenone.

Una coppia spietata, formata da un ragazzo di Azzano Decimo, e la compagna di Fiume Veneto, entrambi nella provincia di Pordenone. I due sono stati ora denunciati per l'uccisione dell'animale, di proprietà della mamma della ragazza.
Il cane di piccola taglia è stato ucciso a sprangate da Juan Diego Donadonibus, 22 anni, di Azzano Decimo, che dopo averlo ridotto a una carcassa senza vita con una spranga, lo ha legato e issato in aria. Poi ha continuato a infierire sul cane mentre Alice Taiariol, 21 anni di Fiume Veneto, filmava la scena col telefonino; quindi i ruoli si sono invertiti: la ragazza lo predeva a sprangate, il ragazzo filmava. Una volta dato sfogo a tanta inutile crudeltà, i due hanno caricato il cane sul bagagliaio dell’auto dei 22enne e lo hanno poi gettato in un fosso vicino all’abitazione della giovane.
Il massacro filmato col cellulare e mostrato agli amici del bar. Alcuni giorni dopo, al bar con gli amici, hanno esibito il video, vantandosi della barbara esecuzione. L'EMPA si costituirà parte civile nel processo.


Photo selection 2008
By Gaspare Messina Photographer

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