sabato 21 febbraio 2009

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Il cane da "combattimento" nella psiche zoomafiosa

Perchè additare come cani killer, razze pericolose, questi stupendi amici dell'uomo, che purtroppo pagano sulla loro pelle essere stati scelti da personaggi squallidi, privi di attributi, incapaci di gestirli e riversare su di loro tutte le proprie frustrazioni?

In psicologia si spiega la febbre dei combattimenti e delle scommesse con la ricerca di un gesto "grande", di un momento di gloria da parte di persone che vivono in uno stato di costante umiliazione, impotenza e degrado che sognano continuamente un proprio atto eroico che non possono compiere, per incapacità, inettitudine o impedimenti sociali. Il possesso del cane da combattimento diventa un'esperienza di sostituzione: ciò che l'uomo non può ottenere può essere realizzato dal cane. In questa prospettiva l'animale assume una funzione simbolica, sostituendo quelle che una volta erano le insegne del potere e diventando portatore allegorico di forza, autorità e potenza. Non solo i soldi delle scommesse, quindi, ma anche gloria, potenza, bellezza. Si tratta di una trasfigurazione simbolica, di un appropriarsi di valori altrimenti negati. A vincere non è solo il combattente, ma entrambi, animale-uomo e animale-cane. Chi possiede un cane vincitore si "nutre" della sua grandezza, del potere che rappresenta. È il suo blasone animato.

In questo senso, anche la moda di possedere pit bull o altri molossi in voga nei ceti sociali più attigui alla criminalità, trova una possibile spiegazione. Il cane di un "uomo di rispetto" deve essere forte, dominante, un animale che incute rispetto e che lo proietta al suo proprietario. Il sociologo Franco Ferrarotti parla di status symbol che costano meno di una guardia del corpo. Le lotte cruente tra animali hanno degli estimatori che le considerano un vero e proprio "spettacolo" (si pensi, tra l'altro, al giro delle videocassette, e alla mania correlata di vedere e guardare gli incontri). Per costoro, assistere o partecipare a un combattimento può essere un "divertimento", un "trattenimento", un "gioco", un "divertimento organizzato per far passare il tempo in modo ludico" oltre che per sperare nella vincita.Vi è una sorta di estetica della crudeltà, di attrazione per la sofferenza.

Per Kierkegaard, l'uomo come spettatore estetico è spinto a disinteressarsi addirittura della vita e della sofferenza dei suoi simili pur di godere uno spettacolo. "Anche il dolore si può spettacolarizzare, persino la morte, il dolore dei dolori, la madre di tutti i dolori (...) Nello spettacolo la morte viene trasformata e rappresentata come gesto eroico che sa di magnificenza. (...) Nello spettacolo la morte diventa amica, anzi, un'occasione per rappresentarsi e per essere in maniera più piena. Ecco la morte, una sorta di danza piacevole, un'occasione per esistere esistendo al massimo: la morte come erezione dell'esistenza prima della caduta flaccida".

Secondo quest'accezione, quindi, i combattimenti, indipendentemente dal numero degli spettatori e dal valore "pubblico" dell'evento, possono essere considerati spettacoli (spettacolo: da spectaculum, derivato dal verbo spectare: guardare), o "gioco" inteso come "intrattenimento" regolato da norme convenzionali, il cui esito, legato spesso a una vincita di denaro, dipende dalla forza dei lottatori. "Gioco" che quanto più è crudele, tanta più attrazione suscita nel folle vortice del fascino della violenza. Le combinazioni dei comportamenti antisociali sono infinite (dato statistico comune è la tortura di animali), ma la caratteristica più profonda e universale di tutti gli psicolabili è l'assenza di rimorsi: non hanno il concetto di colpa, non hanno coscienza morale, o come asseriva Lattanzio ".... fanno per divertimento quello che fanno per delinquenza". "Questa forma di godimento ha una sua genesi: trae origine dalla ricerca del brivido e dell'eccitazione, che diventa pressante soprattutto quando la vita quotidiana sembra non offrire stimoli vitali. (…) La ripetizione di esperienze quali uccidere gli animali indifesi, divertirsi a tormentarli, esaltarsi a massacrarli, conduce a una forma di godimento che sconfina nel sadismo, vale a dire nel piacere che nasce dal vedere l'altro che soffre."

Il gusto che anima tali soggetti non può che essere quello di provocare dolore, sofferenza, terrore, morte. È gente che aspetta con ansia e impazienza il momento, disponibile per questo a correre il rischio di incappare nelle maglie della Giustizia, pur di gioire nel partecipare alla lotta, raggiungendo il piacere e facendo placare la tensione nel momento i cui l'animale perdente sanguinante viene raccolto e quello vincitore esibito. "Per quanto si cerchi, non vi è altro termine dal punto di vista psicologico che possa designare tutto ciò se non quello di sadismo, vale a dire piacere nel provocare sofferenza.

Di più: piacere nel provocare la morte, piacere misto a senso di potenza, perché se posso uccidere qualcuno vuole dire che sono più forte di lui e quindi il mio Io, bisognoso di conferme, va a ricercare e si nutre di questa cruenta iniezione di autostima".

Ciro Troiano - Combattimenti tra animali - LAV 2006

La realta' dei combattimenti clandestini - Una video-investigazione della BBC svela tutti i retroscena

Secondo la LAV, almeno 775 milioni di euro ogni hanno vengono spesi in scommesse su combattimenti di cani. Ogni puntata va da un minimo di 250 euro a migliaia di euro se a combattere sono cani campioni. Le razze impegnate in questo combattimenti sono le razze, così dette "pericolose" (anche se a mio giudizio di "pericoloso" c'e' solo l'essere umano): Pit Bull, Rottweiler, Bull Mastiff e altre ancora. Questi cani sono vittime di criminali senza scrupoli, ed a causa loro ogni anno muoiono migliaia e migliaia di cani. La gestione dei cani molte volte passa in mano a organizzazioni come la camorra che gestisce gli allevamenti all’estero e introduce gli animali in Italia per organizzare le lotte.

Per avere un'idea piu' chiara del fenomeno dei combattimenti tra cani, in tutta la sua brutalita', potete visionare questo documentario, relativo ad un'investigazione internazionale effettuata da parte della BBC sul segreto ed inaccessibile mondo dei combattimenti tra cani. L'investigazione e' stata realizzata tra il Regno Unito e altri paesi europei. Al di la' del posto la logica, la crudelta' e sopratutto l'ignoranza umana non cambia.


In Italia, nella sostanza, per coloro che praticano questa indegna barbarie, fin dal 2004 furono  inasprite le pene, anche se finire in carcere per loro resta sempre decisamente molto improbabile, visto che per pene sotto i tre anni nel nostro paese esso non e' previsto. Secondo la legge del 20 luglio 2004 - n.189, e' previsto dall'art.544-quinquies che:
"Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l'integrita' fisica e' punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro.
La pena e' aumentata da un terzo alla meta':
1) se le predette attivita' sono compiute in concorso con minorenni o da persone armate;
2) se le predette attivita' sono promosse utilizzando videoriproduzioni o materiale di qualsiasi tipo contenente scene o immagini dei combattimenti o delle competizioni;
3) se il colpevole cura la ripresa o la registrazione in qualsiasi forma dei combattimenti o delle competizioni.
Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato, allevando o addestrando animali li destina sotto qualsiasi forma e anche per il tramite di terzi alla loro partecipazione ai combattimenti di cui al primo comma e' punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica anche ai proprietari o ai detentori degli animali impiegati nei combattimenti e nelle competizioni di cui al primo comma, se consenzienti. Chiunque, anche se non presente sul luogo del reato, fuori dei casi di concorso nel medesimo, organizza o effettua scommesse sui combattimenti e sulle competizioni di cui al primo comma e' punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro”.
Consiglio di leggere anche l'articolo:

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La corsa dei buoi di Chieuti - Tradizione violenta benedetta dalla Chiesa

Dal 21 al 24 Aprile si entra nel pieno svolgimento della festa patronale di Chieuti, festa in onore a "San Giorgio Martire". Tale manifestazione, trova il sua apice nella "tradizionale Corsa dei Buoi", una barbarica tradizione locale alla quale partecipano quattro contrade, ognuna formata da un carro del peso di oltre 200 kg.

Sul carro prendono posto due persone, ed esso viene trainato velocemente da una pariglia di buoi per un percorso di oltre 5 km. che attraversa sia la campagna che il centro abitato. Il giorno della corsa, dopo che il sindaco ha estratto l'ordine di partenza, carri e carrieri si dirigono verso la chiesa per ricevere la benedizione. Dopo di puo' avere inizio la corsa. È evidente che la corsa rappresenti un forte stress fisico e psicologico per gli animali impiegati. Si tratta, infatti, di animali per natura docili e non adatti all'agonismo. Sono invece costretti a correre in mezzo ad una folla urlante, pungolati violentemente con lunghi bastoni.

Per rendere meglio l'idea di cosa questi poveri animali sono obbligati a subire e a sopportare potete visionare i video riportati di seguito.




Chiunque puo' manifestare il proprio di disdegno contro questa barbara usanza inviando:
  • un'email o fax al Presidente della Regione Puglia:

    Egregio Presidente della Regione Puglia
    Lungomare Nazario Sauro, 33
    70121 BARI
    fax 080 5406260

    Messaggio-tipo:

    Egregio Presidente,

    anche quest'anno si terra' la Corsa dei Buoi di Chieuti per la festivita' di San Giorgio, il 22 aprile. Intendo protestare vivamente contro questa festa per la quale negli anni scorsi la stessa Magistratura ha ritenuto evidente l'esistenza di maltrattamento, non riuscendo pero' a individuare i responsabili diretti di tale reato.
    Le chiedo quindi di impedire che detta festa venga riconosciuta di valore storico o culturale, come si e' tentato di fare nella precedente legislatura.
    I maltrattamenti (come la tortura), non sono ne' arte ne' cultura.

    Distinti saluti, ...il vostro nome e cognome...

ed anche inviando:
  • un'email o fax al Vescovo di San Severo:

    S. Ecc. Mons. Lucio Renna
    Curia Vescovile
    Via Soccorso, 38
    71016 SAN SEVERO FG
    fax 0882 336658

    Messaggio-tipo:

    Chieuti - Quale onore per San Giorgio?

    Ecc.mo sig. Vescovo,
    anche quest'anno si terra' la Corsa dei Buoi di Chieuti per la festivita' di San Giorgio, il 22 aprile. Questa festa e' stata gia' piu' volte sotto la lente della Magistratura e ne e' risultato recentemente che in essa si evidenziano maltrattamenti che non sono stati perseguiti solo per l'impossibilita' di identificare un responsabile diretto. Stando cosi' le cose, ritengo che questa corsa piu' che un onore possa essere considerata un affronto a San Giorgio, per cui Le chiedo di invitare il parroco a non sostenerla.

    Distinti saluti, ...il vostro nome e cognome...

In passato, il giudice per le indagini preliminari ammise che vi era maltrattamento! Scrisse infatti:

"A sostegno sono stati prodotti alcuni documenti filmati dai quali si evince chiaramente la sofferenza inferta agli animali durante la corsa, in particolare mediante l'uso di aste dotate di pungoli".

La conclusione ebbe pero' dell'incredibile: dato che le indagini non erano riuscite ad individuare i diretti colpevoli, non si sono riscontrate singole responsabilita' penali; e dato che non era possibile dare la colpa a tutti i partecipanti ... la denuncia era stata archiviata!

giovedì 19 febbraio 2009

Altre barbarie dalla Turchia

Se non sei a conoscenza della realta' che vivono gli animali in Turchia vedi anche gli articoli:

Ecco il nuovo disegno di legge per sterminare gli animali

Franco Orsi, senatore ligure del Pdl, membro della Commissione permanente ambiente, beni ambientali e territorio, ha depositato una proposta di modifica della legge sulla caccia che mira a ridurre a 16 anni l'età minima per il possesso e l'uso di armi da fuoco per uso venatorio. Il disegno di legge contempla altre facilitazioni al possesso delle armi, elimina l'interesse pubblico alla tutela della fauna, consente la caccia anche sulle vie della migrazione degli uccelli ed elimina la categoria delle specie super-protette. Inoltre, le specie utilizzate per attività sportive, o per l'addestramento dei cani, o cresciuti in allevamento, escono dalla nozione di fauna, e conseguentemente perdono qualsiasi tutela.

Caccia libera anche a pappagalli, ermellini, scoiattoli grigi, lupi, fringuelli, piccioni domestici, peppole, nutrie, e norme punitive per quelle Regioni che osino dichiarare "zone protette" piu' del 30% del loro territorio, e questo indipendentemente dalle specifiche caratteristiche del luogo.

Qui' il testo integrale della Legge e delle modifiche proposte da Orsi.

Le associazioni Amici della Terra, Fare Verde, Legambiente, Lipu e Wwf hanno reagito col seguente comunicato congiunto, in cui si sottolinea:
"Come spiegare infatti la cancellazione dell’interesse nazionale per la tutela degli animali selvatici, quando la Costituzione dice che la fauna, in quanto parte essenziale dell’ecosistema, deve essere tutelata dallo Stato? Come spiegare la possibilità che in autonomia i sindaci possano autorizzare lo sterminio di lupi, orsi e ogni altra specie super-protetta dalle normative internazionali? E cosa dire della drastica riduzione della vigilanza venatoria laddove le direttive comunitarie chiedono maggiori controlli e sanzioni, specie in Paesi ad alto tasso di bracconaggio come purtroppo l’ Italia?"

"Per non parlare della caccia a 16 anni, della liberalizzazione della cattura di uccelli selvatici per l’ uso come richiami vivi, della caccia in presenza di neve e ghiaccio, nei parchi e nelle aree incendiate. Ciò, senza considerare le ricadute di ordine sociale, culturale e di sicurezza di molti passaggi del testo, tra cui l’ utilizzo degli animali selvatici come zimbello, legati per le ali e il corpo, la deregulation delle attività di imbalsamazione e forse anche (come sembra da alcuni passaggi) possibili attività di caccia senza licenza in aree private."

"Completamente disatteso invece il documento e i contenuti che il Tavolo delle parti sociali aveva sottoposto all’attenzione del relatore, nonostante le 11 organizzazioni che lo compongono avessero unitariamente indicato i temi veri in base ai quali migliorare la già buona legge italiana: gli strumenti della governance, la ricerca scientifica, la tutela della biodiversità, il rapporto con l’agricoltura, la lotta alle illegalità."

"Non è bastata la disastrosa esperienza della legislatura 2001-06, quando fu l’ onorevole Onnis a tentare senza successo, fermato dallo stesso Presidente Berlusconi, la riproposizione di caccia selvaggia. Non sono bastate le proteste dei cittadini inorriditi per quel becero tentativo, né le ripetute procedure d’ infrazione piovute sull’Italia in materia di caccia. Il senatore Orsi sembra voler riproporre gli stessi errori e orrori del recente passato, visto che la direzione intrapresa è diametralmente opposta alle esigenze del Paese, in un campo non certo marginale quale la tutela della natura e il suo rapporto con l’ agricoltura e la caccia."

"Doppio errore, quello del senatore Orsi: da un lato bruciare una ottima occasione per verificare e migliorare la normativa italiana potenzialmente supportato da tutte le parti sociali; dall’altro ridare corpo a quello che, a questo punto, rischia di configurarsi come un ennesimo conflitto tra le parti sociali di cui ne sarà pesantemente responsabile. Conflitto del quale in momenti così difficili dal punto di vista sociale, culturale, ambientale ed economico davvero non se ne sente alcun bisogno."

"Se il senatore Orsi avesse a cuore di migliorare la norma, ha ancora una chance: ritirare subito questa pessima proposta e aprire davvero, senza finzioni come avvenuto finora, il dialogo con il Tavolo delle parti sociali."

La Basilicata realizzera' i cimiteri per gli "animali d'affezione"

I Comuni lucani potranno, a breve, istituire cimiteri per «animali d’affezione», termine tecnico che indica cani, gatti, criceti, uccelli e tutte quelle specie «di compagnia» che i padroni vorranno affidare «ad adeguata sepoltura» per «mantenerne viva la memoria».

Il Consiglio regionale della Basilicata, infatti, ha approvato all’unanimità la proposta di legge presentata da Maria Antezza (ex presidente del Consiglio regionale). L’obiettivo della legge è quello di colmare un vuoto che, si legge nella relazione, ha portato in Italia alla realizzazione di molte aree private, ricordando anche l’importanza del ruolo «affettivo» degli animali e il loro utilizzo nelle terapie psicologiche.

Entro sei mesi la Giunta regionale approverà il regolamento per la realizzazione dei cimiteri (i siti saranno scelti dai Comuni che intendono istituirli) dove potranno essere seppellite «le specie zoofile domestiche» di piccole dimensioni, purchè un veterinario certifichi la mancanza di malattie «transitabili all’uomo».

martedì 17 febbraio 2009

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Gli apici di una terribile cultura specista - L'etica "altruista" dei cacciatori

Avendo ricevuto varie critiche da parte di cacciatori (che scrivono quasi sempre in forma anonima), vorrei riportare alcune considerazioni sull'argomento caccia e nello specifico sulla caccia di selezione. Per definizione, in ambiente venatorio, la caccia di selezione e' cosi' descritta:
Per caccia di selezione si intende correntemente un tipo di caccia basata sul rispetto di un piano preordinato di abbattimento, diviso per classi di sesso e di età e redatto in base a censimenti e stime secondo un criterio scientifico. Un tipo di caccia quindi, che consente al cacciatore di operare una scelta del capo da abbattere. Il fine ultimo della caccia programmata in modo selettivo è quindi il mantenimento della densità e della struttura prefissata in una popolazione selvatica, prelevandone esclusivamente l'incremento annuo, la "rendita", senza intaccarne le potenzialità di sviluppo, il "capitale", suddividendo gli abbattimenti nelle diverse classi di sesso e di età. Solo così il tasso di fertilità delle femmine e le probabilità di sopravvivenza dei cuccioli aumentano e la popolazione produce molti più individui. Selezione, nella critica testuale, indica la "scelta degli elementi migliori in base a caratteristiche oggettive di qualità e rispondenza in applicazione di criteri funzionali o scientifici" e porta come esempio la selezione zootecnica che è il processo consistente nel far riprodurre soltanto gli elementi migliori di una razza per favorire la selezione naturale, che è poi, a sua volta, l'insieme dei processi che, secondo le teorie darwiniane, consentono la trasmissione ereditaria del patrimonio genetico solamente agli individui più forti e più adatti all'ambiente. Forse in nessuna attività umana è altrettanto indispensabile essere portatori di una ferrea etica come nella caccia, e nella caccia di selezione in particolare. Per etica si intende tutta quella serie di regole non scritte ma altrettanto valide che devono essere rispettate perché ci si possa sentire in pace con se stessi e con l'ambiente dopo un abbattimento. Per etica s'intende quel modo di svolgere l'attività venatoria così da non guardare solamente ai risultati ma da inserirsi, nell'atto violento che comunque si compie. La caccia si definisce nobile, intesa come generosità di comportamento, elevatezza di stile, gentilezza di cuore, e solo chi si fregia di tali doti e le adorna con il fascio di nozioni necessarie per dirigersi nel campo dell'utilizzazione della selvaggina, può francamente appellarsi cacciatore.

Per quanto mi riguarda, raramente parole e concetti furono talmente intrisi di tanto specismo, antropocentrismo e onnipotenza umana, come in questo caso.

Riporto cosi' un commento ricevuto per rendere ancor meglio l'idea.
Anonimo ha scritto:

Scusa ma secondo te come fa una popolazione sovrannumeraria a sopravvivere nella savana come in una qualsiasi altra zona? I cacciatori di selezione, come me, amano la natura e la preservano dall'autodistruzione. Devi anche considerare che oramai è necessario fare questo perchè l'equilibrio naturale è stato distrutto dall'uomo, solo l'uomo può far qualcosa per riportare l'ordine. Io amo tutte le specie viventi e non uccido per divertimento, non ho una foto di trofei ma solo una foto scattata di nascosto da un mio amico mentre verso lacrime sul corpo di un capriolo abbattuto per selezione. Non credere che noi cacciatori non siamo sensibili verso la natura.

Detto tutto cio' mi sembra corretto rendere noto che:

In tutta Italia ogni anno si sterminano ungulati cosi' (caprioli, cervi, daini, camosci, mufloni, cinghiali) su mandato delle varie giunte regionali. La stagione di caccia apre, solitamente a metà settembre e si chiude alla fine di gennaio. Accade però che regolarmente venga aperta in anticipo già ad agosto, per gli abbattimenti degli ungulati, a grande richiesta della lobby venatoria.

I governanti locali (di Province e Regioni) sostengono che gli animali sono troppi e "fanno danni" - ancora tutti da dimostrare - e, per questo, vanno abbattuti. In realtà, non è questo il motivo per cui gli abbattimenti vengono autorizzati: vengono autorizzati solo perché così chiedono i cacciatori. Se i nostri governanti volessero fare il proprio dovere, affronterebbero il problema del sovrappopolamento (sempre che questo esista, cosa che non è dato di sapere, dato che i conteggi li fanno i cacciatori, a campionamento su un territorio spesso insufficiente per essere statisticamente significativo) in modo da risolverlo. Invece:
  • non hanno mai affrontato il problema in modo scientifico e serio;
  • non hanno mai dato ascolto ai medici veterinari della Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva, che propongono metodi di sterilizzazione degli animali selvatici;
  • non hanno ancora vietato l'allevamento e immissione nel territorio di questi animali a opera dei cacciatori! Che si inizi a intervenire in modo duro e deciso contro questi comportamenti, che si vietino gli allevamenti di animali selvatici e qualsiasi ripopolamento delle riserve, se si vuole davvero risolvere il problema!
  • non tengono conto del fatto che gli incidenti con gli ungulati sono molto più frequenti nei periodi di caccia che nel resto dell'anno;
  • non hanno mai studiato soluzioni alternative;
  • non tengono conto del volere dei cittadini che li hanno eletti;
  • non tengono conto dei danni che fanno i cacciatori, dei problemi di sicurezza pubblica, del fatto che i cacciatori rendono la vita impossibile a chi vive in campagna: perchè non si occupano di quello, che è ben più grave di qualche eventuale danno economico fatto dai caprioli?
I cacciatori non sono la soluzione. I cacciatori sono il problema. E' a causa dell'attività venatoria che sono stati rotti gli equilibri naturali, che sono stati introdotti animali dove naturalmente non c'erano. La natura non ha bisogno dell'intervento umano. Le popolazioni selvatiche di animali si autoregolano. E' solo quando l'uomo interviene che vi sono squilibri. Ed è con gli stermini che si pensa di risolvere gli squilibri causati dall'uomo?

Ogni anno vi sono proteste per queste uccisioni pianificate, ricorsi, proposte di soluzioni alternative. E le persone, una volta saputo, anche quelle non particolarmente animaliste, si indignano e protestano. Nel 2006, la presiedente della Regione Piemonte ammise di aver ricevuto migliaia di lettere, email, fax. E che cosa fece? Ignoro' tutto. Continuo' a voler stare dalla parte dei cacciatori. E disse che non è ai caprioli che bisognava pensare, ma ai bambini del Libano.

Cosa c'entrano i bambini del Libano? Forse che uccidendo gli animali selvatici si salvano i bambini del Libano? Forse che salvando gli animali si fanno danni ai bambini? Perchè non si chiede ai cacciatori di pensare ai bambini del Libano anzichè andare ad ammazzare i caprioli? Aiutare qualcuno, uomo o animale che sia, anzichè ammazzarlo è certamente più rispettabile come attività.

lunedì 16 febbraio 2009

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Per ogni cucciolo comprato, un cane nei rifugi muore

Ecco come i 113 votanti hanno risposto al sondaggio aperto il 25 gennaio: "Hai mai visitato un canile?"

Clicca per ingrandire

I risultati anche questa volta li posso ritenere abbastanza confortanti, anche se e' inutile nascondere che c'e' ancora molto da fare nel diffondere ed accrescere una cultura che non veda gli animali come oggetto di vendita e motivo di business.

Ho colto l'occasione per realizzare un nuovo banner, estremamente esplicito, nella speranza che qualcosa, nelle coscienze di tante persone, potra' presto cambiare. In basso all'articolo trovate il codice da copiare ed incollare per inserirlo nel vostro sito o blog.

Se ami gli animali, non comprarli MAI, adotta un animale che ne ha bisogno. Gli animali non si comprano, non sono cose. Gli animali si adottano, dopo aver ben riflettuto sulle responsabilità che prendere in casa un animale comporta: dovrai occuparti adeguatamente di lui per tuttala sua vita e non abbandonarlo mai.

Ogni animale che compri in negozio o allevamento, ma anche quelli che fai nascere in casa perché non hai sterilizzato i tuoi animali, "ruba" il posto a uno abbandonato, che si trova in canile, o per strada perché i rifugi erano pieni. E che morirà senza trovare adozione.

Compi un atto d'amore, recati al rifugio più vicino e adotta un animale! Gli animali da salvare sono di tutte le specie: cani, gatti, conigli, piccoli roditori, tartarughe. Evitare di comprare e far nascere animali è l'unico modo per combattere il randagismo e gli abbandoni.

Sebbene la vendita di animali d'affezione sia del tutto legale, costituisce a nostro parere un grave abuso nei loro confronti, per i seguenti motivi:

1. Gli animali vengono considerati alla stregua di oggetti, cose che si possono comprare, vendere e quindi gettare via quando ci si stufa. Anche a causa del commercio di animali, ogni anno aumentano i casi di abbandono.

2. Ci sono moltissimi animali nei rifugi che attendono di essere adottati: è a loro che bisogna dare una casa, anziché far nascere nuovi animali negli allevamenti. Ogni animale in più fatto nascere appositamente è un animale abbandonato in meno che trova casa. La vita nei rifugi: anche in quelli migliori, gli animali sono costretti a star chiusi in un box o in una gabbia fino a quando una nuova famiglia non li adotterà. Molti però non saranno mai adottati, e passeranno tutta la loro vita in canile, spesso canili-lager sovraffollati, dove gli animali sono costretti a sopportare ogni genere di sofferenza, dalla mancanza di cibo e di acqua, alle malattie, alla sporcizia, alla solitudine, all'aggressione da parte di altri cani, e a sevizie.

3. Negli allevamenti di cani per la vendita al pubblico, spesso (anche se non sempre) le cagne vengono sfruttate come fabbriche di cuccioli, sfornano una cucciolata dietro l'altra. I cuccioli che rimangono invenduti in taluni casi fanno una brutta fine (quando sono troppo grandi non si vendono più).

4. Spesso i cuccioli arrivano dai paesi dell'Est, dove costano meno ma non sono curati. Dopo estenuanti viaggi, trattati come merce, arrivano nei nostri negozi, dove vengono venduti a caro prezzo. Dopo poche settimane dall'acquisto, accade spesso che i cuccioli manifestino gravi malattie, e in diversi casi ne muoiano.

5. Negli ultimi anni si è diffusa in Italia la "moda" delle mostre itineranti di cani e altri animali d'affezione. In questi luoghi, cuccioli di varie specie e razze vengono messi in mostra, a scopo di lucro, sia per raccogliere denaro con la vendita del biglietto, sia per invogliare i visitatori a comparare un animale in un secondo tempo (dal momento che durante la mostra la vendita è vietata). Invitiamo il pubblico a NON FREQUENTARE questi posti: gli animali non sono oggetti da usare a fini di lucro!

6. Nel caso si tratti di criceti, cavie, topolini, uccellini, questi animali vengono tenuti in gabbia, prigionieri per tutta la vita.

Pertanto, invitiamo chi AMA davvero gli animali a NON COMPRARE mai animali d'affezione, ne' farseli regalare da chi ha fatto fare i cuccioli al suo animale, ma di adottare quelli abbandonati. Ce ne sono sempre tantissimi nei rifugi, di tutte le specie!

Ricordate! Non si deve mai tenere un animale per il solo gusto di vederlo, di toccarlo, di possederlo: solo se possiamo dare una vita felice a un animale abbandonato compiamo un atto di generosità. In tutti gli altri casi si tratta di un atto di egoismo.
da AgireOra

Per avere una panoramica piu' dettagliata sull'entita' del problema invito a visitare il sito Randagismo.info

Qui il codice per l'inserimento del banner:

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Animale - Contro lo Specismo - Per il rispetto di tutti gli esseri viventi

Nel 1978, il 26 gennaio a Bruxelles e il 15 ottobre a Parigi, presso la sede dell'UNESCO, molte associazioni europee e internazionali presentarono e proclamarono la "Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Animale", proponendo l'etica del rispetto verso l'ambiente e tutti gli esseri viventi.

Quando nella cultura italiana esistevano solo, a favore degli animali, la pietà, la protezione , la zoofilia e l'antivivisezionismo, fu certamente uno "scandalo" parlare di diritti degli animali e dell'ambiente, di comunità biologica, di biocentrismo, di specismo, di giustizia interspecifica.
Diffondendo la Carta dei diritti dell'animale si aprì cosi', per la prima volta, un varco nell'antropocentrismo imperante e dì lì passarono zoofili ed ecologi verso la strada comune del biocentrismo.

Il suo testo fu redatto, nel corso di riunioni internazionali, da personalità appartenenti al mondo scientifico, giuridico e filosofico e alle principali associazioni mondiali di protezione animale. Tale Dichiarazione costituisce una presa di posizione filosofica riguardo ai rapporti futuri tra la specie umana e le altre specie. All'alba del XXI secolo essa propone infatti all'uomo le norme di un' ETICA che dovrebbe essere fermamente e chiaramente espressa nel mondo attuale, già così turbato, minacciato di distruzione e nel quale violenza e crudeltà esplodono in ogni istante.

L' EGUALITARISMO della "Dichiarazione" deve essere ben compreso nell'affermazione dell'art. 1: "Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all'esistenza". Esso non esprime un'eguaglianza di fatto tra le specie, ma un'eguaglianza di diritti, non nega cioè le evidenti differenze di forme e di capacità esistenti tra gli animali, ma afferma il diritto alla vita di tutte le specie nel quadro dell'EQUILIBRIO NATURALE.

L' uomo, nel corso del tempo, ha stabilito un codice di diritti relativi alla propria specie; ma, nei confronti dell'universo, non dispone di alcun particolare diritto. L'uomo è, in effetti, una delle specie animali terrestri, e una delle più recenti comparse sulla terra. La Vita non appartiene alla specie umana, l'uomo non è nè il creatore nè il detentore; la vita appartiene tanto all'insetto che al pesce, tanto al mammifero che all'uccello.

L' uomo ha invece creato nel mondo vivente una gerarchia arbitraria che non esiste in natura, tenendo conto solamente della propria utilità. Questa gerarchia antropocentrica ha condotto allo SPECISMO, che consiste nell'adottare un atteggiamento differente secondo le specie, nel distruggerne alcun proteggendone altre, nel dichiarare che certe specie sono "utili", altre "nocive", o "crudeli". Per causa dello SPECISMO alcuni proteggono il cane e il gatto, mentre non si preoccupano degli animal selvatici imprigionati negli zoo, oppure proteggono le aquile e perseguitano le talpe.

Per specismo si è riservata "l'intelligenza" all'uomo e si è concesso "l'istinto" all'animale. Lo specismo ha anche indotto l'uomo a ritenere che l'animale non soffrisse come lui, per poterlo usare e sfruttare e come il "razzismo", che nega a certi uomini quei diritti che altri uomini si attribuiscono, si può definire un CRIMINE CONTRO L'UMANITA', così lo "specismo", che stabilisce una gerarchia di diritti nel mondo, è un CRIMINE CONTRO LA VITA.

I principi della "Dichiarazione" aiutano l' umanità a ritrovarsi in armonia con l'universo. Non hanno certamente lo scopo di far regredire l'uomo alla vita primitiva, ma tendono a indurlo al RISPETTO PER LA VITA , perchè l' uomo ha il DOVERE, per il bene di tutta la COMUNITA' BIOLOGICA alla quale APPARTIENE e dalla quale DIPENDE, di rispettare la Vita in tutte le sue forme.

L'ETICA BIOLOGICA della "Dichiarazione" non ha certo lo scopo di far dimenticare la lotta contro la miseria dell'uomo, contro la fame, la guerra, la tortura, l'egoismo, ma induce l'umanità a ritrovare il suo posto tra le specie viventi e ad integrarsi in un nuovo equilibrio naturale, condizione fondamentale per la propria sopravvivenza. Ciò significa che la specie umana deve modificare il suo modo di pensare per rinunciare progressivamente alla sua attitudine antropocentrica, come ad ogni comportamento zoolatrico, per adottare un comportamento BIOCENTRICO fondato sulla tutela della Vita.

Ogni specie, ogni individuo contribuisce, con la sua originalità, ad assicurare la stabilità dinamica della biosfera e dunque la sopravvivenza di tutti i suoi componenti. L'addomesticazione totalitaria della Natura da parte dell'uomo è avvenuta a prezzo di sofferenze, distruzioni e uccisioni di specie ed individui fino a minacciare d'estinzione l'Evoluzione e l'esistenza di tutta la biosfera. Poichè l'uomo ha superato il limite oltre il quale l'equilibrio naturale può essere definitivamente sconvolto, con danno irreversibile anche per la specie umana, è necessario limitare quei diritti sul mondo che l'uomo si è sconsideratamente arrogato.

Tale documento, infine, è anche una proposta operativa per un impegno di vita che si realizzi nel rifiuto del consumismo, dello spreco, dello sfruttamento e nella gestione equa delle risorse, nella scelta di beni essenziali nel rispetto dell'equilibrio biosferico sia nel settore produttivo che in campo scientifico, culturale e del tempo libero. Sul piano giuridico la Dichiarazione indica una strada per il riconoscimento e la tutela dei diritti dell'animale considerato non in relazione al possesso, all'affetto o all'utile ecologico dell'uomo, ma come soggetto, individuo, portatore di interessi vitali.

domenica 15 febbraio 2009

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Nasce su Facebook il gruppo "Io non sono SPECISTA - In nome del rispetto dell'uomo per gli altri esseri"

Nasce su Facebook il gruppo "Io non sono SPECISTA - In nome del rispetto dell'uomo per gli altri esseri", promosso da me, che si propone di discutere, informare e combattere l'imperante cultura specista, questa "falsa morale odierna", secondo la quale, la maggioranza delle persone, continua a considerare gli altri esseri viventi degli "oggetti", anziché dei "soggetti", ossia esseri coscienti e sensibili, a vari livelli, come gli umani.

Chiunque, letto ed approvato lo statuto del gruppo, potra' liberamente inscriversi ad esso. Grazie e benvenuti!

Parte il progetto "TV Animalista"

Il nuovo progetto di AgireOra Network "TV Animalista" mette a disposizione video informativi di qualità per mostrare le conseguenze negative sugli animali, sull'ambiente, sulla salute umana e sull'intera società che lo sfruttamento e l'uccisione di animali producono, in ogni campo.

TV Animalista diffonde queste informazioni attraverso reportage e investigazioni, interviste e conferenze, documentari.

Un progetto parallelo, chiamato SaiCosaMangi TV, raccoglie invece il sottoinsieme di video che riguardano l'argomento "alimentazione".

Tutti possono inserire i video sul proprio sito o blog per metterli a disposizione dei propri visitatori, sul sito e' spiegato come fare!

I relativi link sono:
http://www.tvanimalista.info
http://tv.saicosamangi.info

sabato 14 febbraio 2009

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L'altro volto della ricerca - 73 cani uccisi per testare un farmaco contro l'obesita' canina

L'Unione inglese per l'abolizione della vivisezione (BUAV) e la societa' irlandese anti-vivisezione (iAVS) hanno denunciato la situazione dei quasi 300 cani usati per testare gli effetti della dirlotapide (Slentrol ®), un farmaco di recente commercializzazione per gestire l'obesità canina.

Negli esperimenti effettuati con tale sostanza dalla Pfizer, delle centinaia di cani impiegati, dopo lunghe sofferenze, almeno 73 sono deceduti. La maggior parte degli esperimenti hanno avuto luogo negli Stati Uniti. Un simile esperimento, effettuato dalla Pfizer UK ha coinvolto cani Labrador retrievers e ha avuto luogo in Irlanda.

Tali studi, pubblicati di recente nella letteratura scientifica, hanno rivelato che 114 Labradors retrievers e 175 beagles sono stati testati con dirlotapide. Alcuni degli esperimenti continuato ogni giorno per un massimo di un anno e molti dei cani vengono reclusi individualmente, senza alcuna possibilita' movimento o di interazione sociale. In almeno una prova, il farmaco è stato somministrato mediante sonda gastrica (l'inserimento forzato di un tubo in gola o attraverso il naso fino allo stomaco). Alcuni cani sono stati inoltre sottoposti a chirurgia addominale invasiva per l'impianto di tubi. Nella maggior parte degli esperimenti, i cani hanno manifestato diarrea e vomito.

Il destino di molti dei cani non è stato chiarito. Nell'esperimento pubblicato dalla Pfizer UK, i 114 Labrador retrievers sono stati trattati tutti i giorni con il farmaco per un massimo di 52 settimane.
Non e' stata rivelata altresi' la provenienza dei cani, ne' le motivazioni per le quali i cani si trovassero in sovrappeso o obesi all'inizio della sperimentazione, ne' tanto meno cosa sia successo loro, quando l'esperimento è stato concluso.
Fonte BUAV

venerdì 13 febbraio 2009

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Il sito della LIMAV - Lega Internazionale Medici per l’Abolizione della Vivisezione

Ho realizzato un nuovo contro la vivisezione che potete inserire liberamente nel vostro blog. In basso all'articolo trovate il codice per l'inserimento del banner.

Colgo l'occasione per segnalare, per chi non lo conoscesse, il sito dei Medici InternazionaliLIMAV (Lega Internazionale Medici per l’Abolizione della Vivisezione).

Questa organizzazione internazionale, fondata a Zurigo il 24 ottobre 1987,  si occupa di antivivisezione a livello scientifico. L’Organizzazione è composta da tutti coloro che, contrari alla vivisezione, appartengono a quei settori di ricerca in cui essa viene praticata.

Lo scopo dell’Organizzazione consiste nel miglioramento della salute pubblica attraverso l’abolizione di ogni esperimento su animali nei vari Paesi del mondo. Possono aderire ai Medici Internazionali - LIMAV i laureati in: Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Biologia, Scienze Farmaceutiche, Chimica, Chimica e Tecnologia Farmaceutica, Scienze Naturali, Psicologia, Ingegneria Biomedica ed, eccezionalmente, personalità che si siano distinte nel settore medico-scientifico. L'adesione ai Medici Internazionali - LIMAV  è completamente gratuita e non comporta altro obbligo se non la condivisione dello Statuto.

I Medici Internazionali – LIMAV rappresentano oggi una realtà internazionale importante in continua crescita: essa conta, distribuiti in tutto il mondo, diverse migliaia di membri, fra i quali moltissimi docenti universitari, primari e ricercatori.

Guarda e diffondi il nuovo sito dei Medici Internazionali - LIMAV - www.limav.org

Qui il codice per l'inserimento del banner

giovedì 12 febbraio 2009

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Iniziativa "Io non sono Specista" - E TU?

Ho realizzato il banner "Io non sono Specista".

Questa e' una mia iniziativa volta a tutti coloro che leggendo le parole sottostanti si ritroveranno in esse. Chi identifichera' in queste parole i propri sentimenti reali e la propria visione della vita, potra' inserire liberamente tale banner nel proprio sito o blog per lanciare cosi' un messaggio immediato ai vostri visitatori e favorirne la sua diffusione...

Potra' aderire all'iniziativa anche chiunque altro non abbia un sito o un blog, semplicemente specificando il proprio nome o anche il link al proprio profilo su Facebook.

Tutti coloro che aderiranno sono cosi' invitati a lasciare un commento specificando: - se avete inserito il banner il link relativo dove appare il banner; - se aderite senza inserimento del banner, il proprio nome, oppure il link al vostro profilo su Facebook, se lo possedete.

Potrete' essere da me cosi' inseriti nella lista "Anche loro non sono Specisti" che sara' sempre visibile nella Home Page di Fotografandolavita Blog. In basso all'articolo trovate il codice per l'inserimento del banner. Grazie!
Il nostro è il sogno di vivere in un mondo dove ogni essere vivente abbia diritto al rispetto; di spezzare per conto degli animali l’ultimo anello della catena in cui il più forte abusa del più debole.

Il nostro è il sogno che la crudeltà verso gli animali venga considerata abbietta anziché normale; che la violenza contro di loro venga punita anziché regolamentata dalle leggi; che sia considerato sopruso ucciderli e mangiare la loro carne; che si secchino i fiumi di sangue giornalmente versati da animali massacrati nei mattatoi; che cessino le torture su animali ridotti all’impotenza sui tavoli dei laboratori; che chi guarda con orgoglio il grosso pesce guizzante e agonizzante con l’amo ancora in bocca sostituisca al vanto la vergogna; che chi fa spettacolo, e chi di quello spettacolo gode, con il toro massacrato e ucciso sia considerato sadico anziché coraggioso; che ritornino liberi l’orso, l’elefante, la tigre, ridotti a pagliacci snaturati nei circhi dell’umana stupidità.

Noi abbiamo un sogno:
che i più sfruttati, maltrattati, violentati tra gli esseri viventi, privi di voce e di diritti, non siano più le vittime predestinate dell’ aggressività umana destinata all’impunità.

Noi abbiamo questo sogno:
perché senza la fine della violenza sugli animali, nessun progresso sarà mai tale; né la vittoria sul dittatore avrà valore se il nuovo vincitore ancora festeggerà con tavole imbandite con le solite vittime.
Annamaria Manzoni

Questa iniziativa ha lo scopo di informare circa lo Specismo, questa "falsa morale odierna", secondo la quale, la maggioranza delle persone, continua a considerare gli altri esseri viventi degli "oggetti", anziché dei "soggetti", ossia esseri coscienti e sensibili, a vari livelli, come gli umani. Per superare tale barriera occorre primariamente che siano conosciute dai più le origini e le conseguenze della cultura specista, affinché riemerga il giusto sentimento, che e' stato rimosso dalla sua imposizione: il rispetto dell'uomo per le altre specie

Il razzismo giustifica la lotta tra le specie - e nell'ambito della stessa specie - con il principio pre-morale della selezione naturale. Pertanto, opera una classificazione degli esseri viventi (anche umani) in base al presunto grado di "superiorità", riconoscendo o meno ad essi - arbitrariamente - i diritti alla vita, alla libertà, e all'uguaglianza.

Lo specismo limita tale concetto alle specie diverse da quella umana, ritenendo solo quest'ultima degna di tali diritti, in base ad una concezione esclusivamente antropocentrica. L'etica aspecista nasce dal principio che i diritti alla vita, alla libertà, e all'eguaglianza non possano essere negati ad alcun essere cosciente e sensibile, ossia senziente.

La semplice differenza biologica con le altre specie non può infatti costituire pregiudizio al godimento di diritti così fondamentali, pur nell'ambito delle esigenze di ognuna di esse.

Ulteriori approfondimenti su "Che cosa e' lo Specismo".
Per avere una panoramica dell'argomento ancora piu' vasta potete visitare il sito del Movimento Antispecista e leggere la loro pubblicazione.

Qui il codice per l'inserimento del banner


Hanno aderito all'iniziativa:

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150.000 cani destinati a laboratori di vivisezione e sperimentazione animale

Ho realizzato un nuovo contro la vivisezione che potete inserire liberamente nel vostro blog. In basso all'articolo trovate il codice per l'inserimento del banner.

E' del 9 Febbraio la notizia secondo la quale sono almeno 150.000 i cani che nel 2007 sono stati esportati clandestinamente fuori dall´Italia destinati molto probabilmente ai laboratori di vivisezione e di sperimentazione animale, ma anche molto probabilmente all´industria della trasformazione alimentare abusiva nei paesi balcanici e nei paesi dell´ex Unione sovietica o dell´Asia per la realizzazione di cibo per animali.

Ma non solo questi sono i destini crudeli riservati ai cani vittime di un vero e proprio racket che si contrappone per numeri a quello delle importazioni clandestine di cuccioli che provengono dall´Est Europa.

In particolare per alcune razze pregiate di cani da caccia o da tartufo esiste una vera e propria tratta, in questo caso si tratta solo di alcune centinaia di esemplari all´anno (in prevalenza cuccioli) che vengono venduti clandestinamente negli altri paesi, con la scusa delle adozioni private, mentre esiste una tratta anche tutta italiana per queste razze pregiate di cani, in buona parte rapiti in regioni come la Toscana per poi essere immessi attraverso venditori abusivi compiacenti sul mercato nazionale dei cani di razza pregiata.

I dati sono contenuti nel dossier che l´Associazione italiana difesa animali e ambiente sta predisponendo e che sarà consegnato nei prossimi giorni alle autorità competenti. I dati sono desunti dalle denunce ricevute dagli sportelli online e dal telefono amico dell´associazione animalista Aidaa come dai dati contenuti nelle denunce presentate nel corso del 2007.

A questi numeri impressionanti per i quali il giro di affari supera abbondantemente i 30 milioni di euro, bisogna aggiungere gli oltre 25.000 cani che ogni anno vengono usati dal racket delle elemosine, gestito principalmente dai gruppi malavitosi rom o comunque provenienti in prevalenza dalla Romania che oltre ai cani coinvolge migliaia di anziani e bambini costretti a elemosinare sulle strade delle città e dei borghi italiani. Un'attività che frutterebbe secondo una stima dell´Aidaa almeno 95 milioni di euro l´anno.

Infine occorre aggiungere almeno altri 4.000 cani di proprietà per i quali è stato denunciato il furto nel 2007 e per i quali non si è più saputo niente.

Fonte Apcom

Qui il codice per l'inserimento del banner

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Traffico illegale di cuccioli - Sequestrati 110 cani importati dai paesi dell'Est

110 cuccioli importati dall’Est Europeo sono stati sequestrati dal comando regionale della Lombardia del corpo forestale dello stato e dai nuclei investigativi provinciali di polizia ambientale e forestale di Brescia e Milano in una cascina. Nel frattempo, due dei cuccioli sequestrati sono deceduti a causa delle pessime condizioni di salute in cui versavano. I reati contestati sono falsificazione di documentazione, frode in commercio e maltrattamento di animali.

I cuccioli hanno tutti età compresa tra i 40-50 giorni. I cani sono stati ritrovati durante le operazioni di controllo per renderli idonei alla vendita attraverso certificati contraffatti.

Nell'operazione, sono stati anche trovati cani vittime di gravi forme di maltrattamento e altri cuccioli mantenuti in strutture non idonee. Alcuni sono stati portati in una clinica per ricevere le cure necessarie. Nel corso dell’operazione, gli agenti del corpo forestale dello stato hanno anche ritrovato anche un cane agonizzante all’interno di una cella frigorifera.
Fonte Qzlife


Gia' da tempo la LAV denuncia l'ignobile traffico di cuccioli di cane e gatto dall’Est Europa verso l'Italia (vedi "L'ignobile traffico di cuccioli"), ed ha a tal fine ha promosso una petizione popolare che sara' presentata, raggiunta una quota di firme, al Ministro della Salute, al Presidente del Senato della Repubblica e al Presidente della Camera dei Deputati, e chiede una moratoria sugli ingressi di cani e gatti dai Paesi dell’Est Europeo. Con la stessa inoltre chiede che si attui:

il divieto di vendita di animali nei negozi e incentivi per chi sceglie di astenersi dalla vendita;
il divieto di fiere di animali, accattonaggio con animali e loro utilizzo come premi;
il divieto di ingresso di cuccioli sprovvisti di vaccinazioni contro le patologie infettive più comuni;
l’istituzione dell’anagrafe felina;
l’introduzione del passaporto europeo come unico documento ufficiale per il cane e il gatto, anche per gli animali nati in Italia;
l’utilizzo di microchip in grado di identificare inequivocabilmente i cuccioli nati in Italia;
l’obbligo per l’allevatore di denunciare alla ASL l’accoppiamento e le cucciolate entro sette giorni dal parto, registrandole sul passaporto della madre;
il dovere per il proprietario di provvedere all’inoculazione del microchip e alla iscrizione in anagrafe entro quattordici giorni dalla nascita;
la collaborazione con le autorità dell’Europa dell’Est per bloccare alla partenza le importazioni illegali e la creazione di un archivio informatico dei passaporti; il rafforzamento delle Forze di Polizia per i reati contro gli animali;
maggiori e più accurati controlli su allevamenti e negozi e la dotazione di lettore di microchip per la polizia nazionale e locale;
leggi che disciplinino gli allevamenti, la registrazione di nasciten e cessioni e l’equiparazione tra allevamenti professionali e "amatoriali";
la messa in rete di tutti i nominativi dei medici veterinari accreditati presso lo stato estero; l’obbligo per il veterinario di dichiarare agli organi competenti, irregolarità e particolarità riscontrate, come nel caso di patologie infettive poco frequenti nel nostro Paese;
l’introduzione di nuove ipotesi di reato legate alla documentazione di viaggio, all’introduzione e alla vendita di animali malati, con aspre sanzioni penali e l’interdizione dell’attività di commercio.

La petizione ed altri dettagli potete trovarli qui'.  Trovare anche il modulo della petizione in formato cartaceo a questo indirizzo.

martedì 10 febbraio 2009

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La Dichiarazione universale sul benessere degli animali

Aiutateci a sostenere la "Dichiarazione universale sul benessere degli animali" per raggiungere l'obbiettivo di far riconoscere a livello mondiale il fatto che gli animali possono sentire il dolore e possono soffrire proprio come noi e sul fatto che noi stessi abbiamo la responsabilità di porre fine alle crudeltà del mondo nei loro riguardi. Servono 10 milioni di firme per portare i governi del mondo a conoscenza di cio' e depositare la Dichiarazione universale sul benessere degli animali presso le Nazioni Unite - ONU.

I livelli di sofferenza per gli animali nel mondo sono oggi senza precedenti:

Circa 60 miliardi di animali da allevamento sono utilizzati ogni anno a livello mondiale per la produzione di carne, latte e uova. La maggior parte di essi sono allevati con sistemi di allevamento industriale con il quale quasi sempre non vengono minimamente soddisfatte ne garantite le minime esigenze di benessere dell'animale.

Complessivamente, ci sono circa 600 milioni di cani, e un numero simile di gatti, dei quali si stima che l'80% di essi sono randagi o indesiderati.

Il disumano e illegale commercio di fauna selvatica e di parti di animali selvatici rileva un incremento nel mercato nero del valore di 10 miliardi di dollari l'anno, superato solo dal contrabbando di armi e di droga. Milioni di animali vengono cosi' uccisi con crudeltà, catturati e negoziati per questo ignobile business.

Si stima che l'80% della forza lavoro nelle aziende agricole dei paesi in via di sviluppo è fornita da animali "da lavoro"; tuttavia le risorse messe loro a disposizione sono spesso terribilmente inadeguate e cio' comporta notevoli problemi di benessere per gli animali stessi.

Gli animali sono colpiti anch'essi su vasta scala da calamità naturali, anche se raramente presi in considerazione.

Il miglioramento del benessere degli animali può anche migliorare il benessere delle persone che si basano su di essi. Più di un miliardo di persone si affidano oggi direttamente agli animali in tutto il mondo per la loro sussistenza.

Per un problema globale e' necessaria una soluzione globale. La Dichiarazione universale sul benessere degli animali sarebbe un vero e proprio impatto a lungo termine sul benessere di miliardi di animali in tutto il mondo.

Qui' la dichiarazione originale in PDF. La petizione da firmare la trovate sulla Home Page di www.animalsmatter.org

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Turchia - L'inferno in terra per gli animali

Se avete in mente di fare un viaggio in Turchia, vi consiglio di vedere queste immagini e di riflettere su quale economia andreste eventualmente a sostenere con la vostra vacanza... La Turchia e' tutt'oggi una delle più popolari destinazioni nel Mediterraneo con milioni di visitatori ogni estate da tutta l'Europa e dagli Stati Uniti. Purtroppo nessuno dei visitatori e' a conoscenza circa le uccisioni di massa continue, torture e violenze inaudite a danno di poveri animali, che si verificano all'ordine del giorno e sottoforma di una normalissima ma abominevole consuetudine, e che trasformano una richiesta meta turistica in un vero "inferno sulla terra" per gli animali.

Sull'eccellente sito Discover Turkey, Hell on earth for animals trovate tante altre storie e denunce su questo infernale "paradiso per le vacanze". La galleria fotografica la trovate qui'.

Queste immagini vengono dalla città di Van nella Turchia orientale. Il cane randagio che vedete è stato investito da una macchina 3 giorni prima, e presentava entrambe le zampe posteriori fratturate. Giunte le autorita' comunali dopo 72 ore, hanno proceduto cosi':



Altri esempi...




Berlusconi: "Sì alla Turchia in Europa, Ankara deve essere coinvolta nel G8. Riteniamo che la posizione della Turchia e il modo con cui ha svolto la sua politica per la stabilizzazione della regione sia fondamentale per l’Europa e per gli equilibri del mondo"

lunedì 9 febbraio 2009

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Ad Eluana

Possa tu trovare un mondo migliore di quello che hai appena lasciato.

venerdì 6 febbraio 2009

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Sono 100.000 i cani abbandonati ogni anno in Italia

Ho realizzato un nuovo banner che potete inserire liberamente nel vostro blog. In basso all'articolo trovate il codice da copiare ed incollare per inserirlo nel vostro sito o blog.

Il Ministero della Salute, in una tabella del 2005, dichiara una popolazione presunta di 461.000 cani randagi e 230.000 cani ospitati nei canili. Secondo le stime delle più accreditate associazioni animaliste a livello nazionale i cani detenuti in canili di vario genere sarebbero invece oltre 1.600.000.

100.000 sono invece i cani abbandonati ogni anno in Italia; nei mesi di giugno - luglio - agosto vi è il massimo picco di abbandoni: si stima ammontino - in tutta Italia - a circa 60.000 nei tre mesi. Ciò equivale a 20.000 al mese, circa 650 cani abbandonati al giorno. Il che significa che, nei tre mesi “caldi”, sul territorio nazionale, si assiste in media a 25 abbandoni del migliore amico dell’uomo all’ora, un abbandono ogni due minuti.

La Legge 189 del 20 luglio 2004 apporta modifiche al codice penale ed in particolare introduce, con il titolo IX bis, i “delitti contro il sentimento per gli animali”. In particolare sono disciplinati i reati di uccisione di animali, maltrattamento di animali, combattimenti tra animali.

Inoltre l'articolo 727 del codice penale è stato sostituito con il seguente:

(Abbandono di animali) - Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze".

Con la legge 189/2004 l’Italia, primo paese in Europa, ha sancito il divieto di utilizzo a fini commerciali di pelli e pellicce di cani (Canis familiaris) e gatti (Felis catus).

Qui il codice per l'inserimento del banner:

giovedì 5 febbraio 2009

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A Parma il primo tribunale per gli animali

Il tribunale degli animali apre le porte a Parma. A partire da Sabato 7 febbraio e per tutti i sabati seguenti presso il canile comunale di Parma "Lilly e il vagabondo" (zona Via dei Mercati) sarà infatti aperta al pubblico la struttura del tribunale degli animali, dove sarà presente a rotazione uno degli avvocati che hanno accettato di far parte in qualità di consulenti dell'associazione italiana difesa animali ed ambiente. Il servizio aperto al pubblico è aperto a tutti coloro che hanno questioni di natura legale coinvolgenti animali.

L’avvocato di AIDAA sarà presente dalle ore 10 alle ore 12 presso la struttura canile e riceverà per i primi sabati esclusivamente su appuntamento (l’appuntamento per discutere del proprio caso può essere preso o telefonando ai numeri 3478883546-3926552051 oppure inviando una mail con richiesta di incontro all’indirizzo tribunaleanimali@libero.it.
Il servizio è attivo già da alcuni giorni.
Fonte qzlife

mercoledì 4 febbraio 2009

Visite veterinarie gratuite per tutto il mese di Marzo

Si terrà, per tutta la durata del mese di Marzo, la "Stagione della Prevenzione", grazie alla quale i proprietari di cani e gatti potranno accompagnare il loro animale per una visita di controllo gratuita presso i Medici Veterinari che entro il 10 febbraio aderiranno all’iniziativa.

Giunta alla quarta edizione, la Campagna - presentata ieri a Milano e promossa dall’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi), da Hill’s Pet Nutrition, leader mondiale nella nutrizione e dietetica clinica di cani e gatti, con il patrocinio della Federazione Nazionale Ordini Veterinari (Fnovi) e del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali - si pone l'obiettivo di sottolineare l’importanza della prevenzione per la salute e il benessere dei propri animali, ricordando che ricorrere alla consulenza del Medico Veterinario riflette un atteggiamento responsabile a tutela della salute pubblica.

I risultati delle passate edizioni evidenziano una costante crescita del numero delle visite effettuate: solo nel 2008, infatti, 2.500 medici veterinari hanno aderito all’iniziativa, effettuando oltre 10.000 visite gratuite. Il 68% degli animali visitati sono risultati in buona salute, un dato che sottolinea chiaramente come i padroni di cani e gatti abbiano compreso la fondamentale importanza della visita di controllo anche in assenza di particolari segnali di malessere dell’animale. Tra i 3.200 animali su cui è stata riscontrata una patologia da trattare, ben 2.400 hanno iniziato un trattamento.

Collegandosi a www.stagionedellaprevenzione.it o telefonando al numero verde 800189612, dal 1° di marzo sarà possibile identificare il nominativo del medico veterinario più comodo per effettuare la visita di controllo gratuita.

La storia di Bobi, cane abbandonato

Alcune foto dopo il ritrovamento, fatte col telefonino

clicca per ingrandire

Lui e' Bobi, un dolcissimo meticcio. Lo abbiamo trovato di sera, 2 settimane fa', nel parco dove andiamo a passeggiare abitualmente col nostro cane. Pioveva ed era terrorizzato da tutto e da tutti, in ipotermia, stremato dai -10° di quei giorni, dalla fame, dalla sete, dalla stanchezza, e completamente inzuppato. Dopo qualche minuto, il tempo di conquistare un minimo della sua fiducia, lo abbiamo avvicinato, asciugato e iniziato a rifocillare con cibo e acqua. Vista la tarda ora, non abbiamo avuto altra scelta che quella di ospitarlo temporaneamente a casa.

Nonostante tutto Bobi si e' in pochissimo tempo dimostrato affettuosissimo con gli uomini. Molto meno pero' nei confronti degli altri cani. Infatti, sicuramente traumatizzato dal suo triste passato, dimostrava una certa aggressivita' nei confronti del nostro cane, maschio anche lui, dettata certamente da un grave senso di insicurezza e di paura. L'indomani, presso la clinica veterinaria, Bobi e' stato visitato e, riscontrata una grave gastrite dovuta sicuramente all'aver mangiato neve per tanto tempo, sono iniziate le sue cure. E' stato anche riscontrato che il cane aveva il microchip, e verificata l'identita' del presunto proprietario.

Contattato immediatamente il proprietario, una donna, ci disse che il cane era suo e che, nei suoi 4 anni di vita, non lo aveva mai tenuto in casa ma soltanto libero nel suo cortile, "perche' lui usava spesso andare in giro per la citta' e poi tornare do solo quando avrebbe voluto". "Ultimamente era quasi un mese che non ritornava...". Sconcertati dalle sue affermazioni, cercammo di spiegare alcuni semplici concetti base sugli obblighi del proprietario nei confronti di un animale, che la donna comunque non sembrava volere recepire, insistendo col dire che il cane sapeva autonomamente ritornare a casa (10km dal luogo del ritrovamento), e avrebbe anche saputo trovare cibo e acqua da solo. A questo punto, vista la sua ostinazione, le dissimo che se non volesse essere denunciata per abbandono e pagare amare e meritatissime conseguenze, ci avrebbe dovuto consegnare il libretto anagrafico del cane, firmare una dichiarazione di cessione, e risarcire nel contempo le spese veterinarie che stavamo e avremmo sostenuto nei giorni successivi. Tutto cio' avvenne l'indomani.

Tra tante difficolta' di convivenza ed avendo comunque escluso la possibilita' di portarlo presso un canile (visto che il cane e' visibilmente traumatizzato e inizia a tremare non appena lo si lasci un momento da solo), il piccolo Bobi, che ora sta meglio, e' tutt'oggi ospitato a casa nostra, alla ricerca di nuovi proprietari, tramite inserzioni e avvisi fatti da noi un po' ovunque.

Un manuale di Pronto Soccorso per i nostri animali

Spesso un'intervento tempestivo può salvare la vita ai nostri amici a quattro zampe. A volte sono gli interventi effettuati subito dopo l'incidente ad essere determinanti per la risoluzione favorevole del trauma. 

Ecco quindi un piccolo manuale che ci spiega come intervenire in varie situazioni di pericolo o di emergenza, con lo scopo di migliorare le condizioni dell'animale, nell'attesa dell'intervento specialistico del professionista.

Visualizza e salva il manuale


Photo selection 2008
By Gaspare Messina Photographer

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