giovedì 28 agosto 2008

Alieni terrestri - Mantide religiosa

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La Mantide religiosa (Mantis religiosa), denominata anche mantide europea è una delle specie più comuni dell'ordine Mantodea. La femmina è lunga circa 7,5 cm mentre il maschio, leggermente più piccolo, 6 cm. La sua colorazione varia dal verde brillante al marrone chiaro. Si distingue facilmente per la presenza di due chiazze nere, una per ogni zampa anteriore, simili ad un occhio quando mostrate a scopo difensivo.

Le neanidi della mantide in natura nascono in maggio/giugno, per diventare adulte nel mese d'agosto in cui è più facile reperirne esemplari. Le uova vengono deposte in ooteche, prodotte dalla femmina, durante la stagione fredda. Ogni ooteca contiene in media 60-70 uova e può arrivare fino a 200. L'accoppiamento delle mantidi è stato spesso legato al simbolo del potere femminile negativo in quanto la femmina, dopo essersi accoppiata, o anche durante l'atto, divora il maschio partendo dalla testa mentre gli organi genitali proseguono nell'accoppiamento. Questo comportamento è dovuto al bisogno di proteine nella rapida produzione di uova; prova ne sia che la femmina d'allevamento, essendo ben nutrita, sovente "risparmia" il maschio. Sanno camuffarsi facilmente tra le foglie, dove aspettano immobili le loro prede. Si nutrono di mosche e altri piccoli insetti.

In Germania infatti sono considerati animali protetti e la loro cattura è vietata. In Africa ancora oggi le mantidi sono oggetto di culto e credenze religiose per gli indigeni.

Foto di Gaspare Messina © Visita la galleria fotografica completa

giovedì 21 agosto 2008

Guerre giuste, guerre normali, guerre sante...

La cosa che mi colpisce di più adesso, oltre alle tragedie dei popoli, è la normalizzazione della guerra. Noi siamo usciti dalle catastrofi di un recente passato, che sembravano non dovessero più ritornare. Invece la guerra è tornata senza grande scandalo: non solo non è finita ma continua ad essere praticata e sta diventando un mezzo normale. È rispuntata la guerra giusta e persino la guerra santa. La cosa che mi spaventa è che la guerra non è più un evento straordinario. È un fatto normale. Non c’è stata mai una situazione del genere nella storia dell’umanità. La guerra è stata sempre un grande trauma. Adesso chi si ricorda dell’Afghanistan? Chi ha sofferto veramente per l’Afghanistan? Chi l’ha sentita come una minaccia su di sé? "Riguarda loro". Non si è fatto nemmeno un bilancio pubblico. La Seconda Guerra mondiale ha fatto circa 50 milioni di morti. Noi oggi ne ammazziamo 40 milioni ogni anno per fame. Abbiamo pianto a non finire sulle 3 mila persone uccise l’11 settembre a New York, giustamente. Ma chi piange per i 40 milioni di morti di fame? Nessuno! Un secondo esempio: i civili. Pensate all’Africa, alla guerra del Congo, che va avanti da 5 anni. Non diciamo, per favore, che è una guerra di etnie; sui nostri giornali non se ne parla ma è una guerra di enormi interessi: oro, diamanti, il coltan per i nostri telefonini. Questa guerra, in cinque anni, ha fatto due milioni e mezzo di morti. Moltissimi di loro civili. Questa è la realtà.

Il giornalista Stefano Salvi ha detto delle cose durissime: ha detto, dopo la sua ultima visita in Iraq, di essere sicuro che entro i prossimi cinque anni il 48% del popolo iracheno avrà contratto tumore per l’uranio impoverito. Significa che circa 9 milioni di iracheni moriranno per questo. Sono questi i moderni genocidi. L’informazione tace ma la situazione che viviamo è molto peggio della Seconda guerra mondiale. Quello che oggi è minacciato è la vita stessa. Il complesso militare degli Stati Uniti ha utilizzato l’11 settembre per rilanciare alla grande l’economia attraverso la corsa agli armamenti. Quest’anno loro spenderanno 500 miliardi di dollari, l’Europa circa 260 miliardi di dollari. Ma è ancora più inquietante sapere che sempre gli Stati Uniti stanno rinnovando tutto l’armamentario atomico. Sono balle quelle che ci raccontano sul disarmo atomico in atto. Dove butteranno via tutte le “vecchie” testate? Turrini, scienziato atomico, dice che le scorie atomiche durano 200 mila anni. Proviamo a pensare a tutto quello che ciò significa. Gli americani hanno già detto che utilizzeranno la bomba atomica ovunque i loro interessi vitali ed economici saranno minacciati. Altro che bilancio del terrore. Questa è la nuova politica atomica della superpotenza. È mai possibile che “la” superpotenza dichiari guerra al paese più povero di questo mondo? Cos’è che si voleva polverizzare, la polvere dell’Afghanistan? Bush ha dichiarato: «Io non posso spendere un missile che mi costa 10 milioni di dollari per buttarlo in culo ad un cammello; ho bisogno di obiettivi forti». Ma dove li ha trovati in Afghanistan? Quando Bush ha annunciato gli attacchi aerei, ha detto: «Noi siamo un popolo pacifico». L’ambasciatore preferito di Washington, Tony Blair, che rivestiva anche la carica di Primo Ministro del Regno Unito, gli ha fatto eco: «Noi siamo un popolo pacifico». Ora lo sappiamo, i maiali sono cavalli, le bambine sono maschietti, la guerra è pace.


In totale la guerra al "terrorismo" ha fatto circa 100 volte più morti che il terrorismo stesso.
Viene da pensare quale sia e da dove provenga il VERO terrorismo.

sabato 16 agosto 2008

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Restyling galleria fotografica

Ho effettuato un restyling della galleria fotografica con un nuovo template grafico ottimizzandone l'accessibilita' e la visualizzazione delle foto. Ho anche inserito nuove foto nelle categorie Sport - Objects - Architectures. Spero sia di vostro gradimento. Datemi un vostro giudizio!!!

Alcuni screenshot
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domenica 10 agosto 2008

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Firma anche tu! SCEMPIO A PORTO EMPEDOCLE



6 Agosto 2008

Voleva solo un po' di pappa e qualche carezza invece un branco di giovani BESTIE UMANE lo ha PRESO, TENUTO, LEGATO, SEVIZIATO, SODOMIZZATO, infilato ossa nel retto fino a lesionare gli organi interni e dopo il sadico divertimento lo hanno SOTTERRATO VIVO... tutto ciò davanti a curiosi affacciati alle finestre che non hanno fatto nulla, tranne una signora anonima che ha chiamato la signora Assunta Dani Rametta, che si è precipitata sul posto nonostante il senso di soffocamento e di vomito. Lei sola, dopo aver SCAVATO DISPERATAMENTE, lo ha trovato ed estratto. Un SOFFICE, POVERO CORPICINO VIOLATO ANCORA AGGRAPPATO AD UN FILO DI VITA.

Non è un film dell'orrore , è quanto successo ieri in una piazza di Porto Empedocle (AG), paese dove si giustifica tutto, perché gli animali continuano a contare meno di niente. Il povero cagnolino è gravissimo e ora STA LOTTANDO PER LA VITA in uno studio veterinario.
P.s. le fotografie del cagnolino non sono state messe perché troppo scioccanti. Inutile dire che lo sdegno per questo gesto criminale si può manifestare sia scegliendo di non andare mai a portare i nostri soldi di turisti in quel posto maledetto per i nostri amati animali, sia mandando al Comune, alla Prefettura, alla Regione, all'Asl e/o a qualsiasi altro organo competente, una propria comunicazione.

Chiediamo alle Istituzioni e a tutte le Autorità preposte pene severe e applicazione della legge 189 del 2004 articolo 1 in materia di maltrattamento di animali introdotta nel C.P. Titolo IXbis "Dei delitti contro il sentimento degli animali".

Per chi si macchia di questi delitti, CHIEDIAMO massima applicazione dell’art. 544ter del codice penale e applicazione dell’art. 544bis sempre del codice penale nel caso in cui l’animale dovesse venire a mancare. Dai un sostegno firmando la petizione, grazie.

Nuovo banner - Loro non conoscono l'odio

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giovedì 7 agosto 2008

La storia del leone Christian

L'uomo deve mostrare bontà di cuore verso gli animali, perché chi usa essere crudele verso di essi è altrettanto insensibile verso gli uomini. Kant


È un filmato che ha più di 35 anni, ma appena è stato postato su YouTube ha velocemente conquistato l'attenzione e i cuori di almeno 10 milioni di utenti. I protagonisti di questo commovente video sono due ragazzi australiani, John Rendall e Anthony Bourke, e il loro (ex) cucciolo di leone Christian.

Dopo aver vissuto diverso tempo insieme a Londra, ben presto Christian divenne troppo grande e i giovani australiani capirono che non poteva più vivere in quell'angolo di città. Si misero allora in contatto con George Adamson, un ambientalista che viveva in Kenya e, a malincuore, decisero di portarlo in una riserva naturale nel Paese africano. Qui Christian crebbe velocemente e divenne presto un capobranco. La nostalgia per Christian era pero' troppo grande e nel 1972, un anno dopo la separazione, Rendall e Bourke partirono per il Kenya per rivedere il loro ex cucciolo: l'ambientalista Adamson fece notare ai due australiani che Christian non era più il piccolo animale di una volta, ma era diventato un feroce e selvatico leone che aveva passato l'ultimo anno completamente libero. Tuttavia Rendall e Bourke non si fecero intimorire dalle parole dell'ambientalista e, una volta entrati nella riserva naturale, si misero alla ricerca di Christian.

Per il resto le immagini parlano da sole...

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Empatia significa AMARE

l'amoreHo realizzato un nuovo banner che potete inserire liberamente nel vostro blog. Trovate alla fine del post il codice per l'inserimento.

L'empatia è una componente essenziale del comportamento prosociale e dell'intelligenza emotiva. Permette di capire quello che l'altro prova, grazie a meccanismi di risonanza interna, che rispecchiano il vissuto di chi abbiamo di fronte: siccome induce a strutturare il proprio comportamento nel rispetto dell'altro, porta ad inibire comportamenti aggressivi.

Gli animali sono esseri viventi, a noi accomunati da un analogo destino esistenziale di nascita, di vita e di morte. Per molti versi non ci somigliano: capirli, decodificare i loro messaggi e le loro emozioni è necessario corollario del rispetto loro dovuto ed è contemporaneamente training per imparare a mettersi dal punto di vista dell'altro, chiunque esso sia. Nel fare ciò, è fondamentale che i bambini siano aiutati dagli adulti ad interpretare il linguaggio del corpo, i suoni con cui gli animali domestici e non domestici segnalano i loro stati emotivi: devono essere resi consapevoli che anche loro amano, soffrono, chiedono aiuto, cercano la gioia o il riposo.

Sul versante opposto, la mancanza di empatia verso gli animali nella sua forma estrema di maltrattamento, tortura, uccisione è correlata ad altre forme di violenza intraspecifica, tanto che tra i criteri diagnostici dei disturbi della condotta e dei disturbi antisociali di personalità trova posto proprio la crudeltà contro gli animali. Può sembrare eccessivo, ma non è inutile ricordare che, nella biografia di persone affette da disturbi della condotta, e, in un crescendo di gravità e violenza, di psicopatici e di serial killer, è tutt'altro che raro imbattersi in episodi ripetuti e gravi di violenza contro gli animali.

Nella nostra società è quanto mai attuale una piramide gerarchica che vede alla propria base tante persone deboli e umiliate, e, un gradino ancora più sotto, gli altri animali: prendersi cura di loro, percependo il comune destino che lega umani e non umani e si allarga ad un atteggiamento di rispetto nei riguardi della natura in generale. Significa anche affrontare alle radici il problema della violenza. Questa violenza, invece, i bambini imparano a legittimarla quando sono sollecitati a divertirsi nel vedere animali resi indifesi, che vengono sottomessi e maltrattati, nel rispetto di un unica logica: quella del più forte.

Annamaria Manzoni - http://www.liberazione.it

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sabato 2 agosto 2008

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Corrida e feste spagnole - Barbare tradizioni popolari

"Gli animali non sentono dolore... Sono fatti per combattere. Se non li allevassimo e non li facessimo combattere, non esisterebbero" Domingo Gonzales, fattoria Cortijo Wellington, Madrid.

Il toro prima di entrare nell'arena viene tenuto al buio, sottoposto a droghe e purghe per indebolire le sue forze; viene percosso sulle reni con sacchi di sabbia; gli viene cosparsa trementina sulle zampe per impedirgli di star fermo; gli viene messa vaselina negli occhi per annebbiargli la vista; gli viene infilata della stoppia nelle narici e nella gola per impedirgli di respirare; gli vengono conficcati aghi nelle carni.....

Quando entra nell'arena, gli vengono conficcate dai "picadores" le "picas" che producono dolore ed emorragie; gli vengono infilate dai "banderilleros" le "banderillas", arpioni che straziano ancora più i muscoli, costringendo l'animale ad abbassare la testa; viene colpito ripetutamente dalla spada che provoca sempre più gravi emorragie polmonari che soffocano l'animale.

Quando esce dall'arena viene trascinato via, spesso ancora agonizzante e paralizzato, ma cosciente; ancora vivo, gli vengono tagliate coda e orecchie, macabri trofei di un'ingiusta vittoria; poi viene macellato. Eppure il toro non è un animale da combattimento, è un animale erbivoro, allevato in pascoli fino all'età di 4 anni, poi bruscamente trasferito nell'arena.

Torturare e uccidere il toro non significa - come afferma una pseudocultura - "vincere il male e le forze avverse della natura" ma significa solo SADISMO, IGNORANZA, VIOLENZA, BARBARIE.

La Spagna presenta la corrida come arte, folklore, tradizione popolare, mito, rito, simbolo, aprendo SCUOLE DI TAUROMACHIA per giovanissimi organizzando e incoraggiando spettacoli COMICO-TAURINI in cui nani, scimmie, scimpanzè torturano a morte vitellini con lo scopo di "divertire" i bambini rendendoli così crudeli e indifferenti al sangue e alla sofferenza. In questo "clima", che mira a creare in Spagna futuri toreri e futuri spettatori, anche certi preti cattolici si cimentano come toreri o fanno propaganda alle corride per costruire o restaurare chiese e per scopi di "beneficenza". Molto di recente anche una suora è entrata nell'arena.

E poi ci sono le feste sanguinarie spagnole. Sono più di 3.000 tutto l'anno...

Proibite nel 1963 sono oggi incoraggiate dalle autorità sia civili sia religiose e alcune - considerate di interesse turistico internazionale - vengono sovvenzionate ufficialmente.
Gli animali usati sono bovini, ovini, asini, cani, gati, conigli, asini, galline, oche... La maggior parte di queste feste sadico-paesane, organizzate in onore di Gesù, Madonna e Santi, sono torture di bovini ormai inutilizzabili nelle corride e nella riproduzione, quindi utili agli allevatori e ai commercianti si tori per riciclare "gli scarti".

Alcune delle 3.000 feste:

Manganeses - a febbraio - viene lanciata dall'alto una capra viva.

Tordesillas e in molti altri luoghi "eroici cavalieri" strappano o tagliano la testa di galli vivi appesi per le zampe.

Festa dell'asinello - Si svolge a Villanueva de la Vera (Caceres) in Estremadura ogni anno l'ultimo giorno di Carnevale. Un asinello piccolo e vecchio, cavalcato e selvaggiamente bastonato, viene trascinato dalla folla, quando cade viene obbligato a rialzarsi a randellate, mentre i bambini lo riempiono di botte, calci e pugni per ore finchè l'animale agonizza.

Festa del Toro Embolado (Toro con le corna di fuoco) - Sono più di 50 province di Valencia, Castellan e in altri paesi della Spagna. Si avvitano alle corna del toro piccoli arnesi con palle di cotone, olio e catrame a cui viene dato fuoco. Mentre l'animale impazzisce per il catrame infuocato che gli brucia il muso e gli occhi, viene inseguito, perseguitato e bastonato dalla folla.

Festa del Toro de la Vega (Settembre) - Un popolo di adulti e bambini armati di lancie lunghe fino a 3 metri, aspetta l'arrivo del toro per torturarlo e trapassarlo in tutte le direzioni. Risulta vincitore di una LANCIA D'ORO, offerta dal Municipio, colui che, per primo, taglia i genitali al toro ancora vivo.

Festa del Toro di Coria (Giugno) - 12 tori vengono seviziati e linciati dalla folla inferocita, 2 al giorno per 6 giorni in onore di S. Giovanni.

La violenza sugli animali "istituzionalizzata", cioè accettata, promossa e organizzata dalle amministrazioni locali, dal governo e dalla Comunità europea, può aggravvare la tendenza ad un comportamento aggressivo nei confronti degli animali e anche degli uomini. Il caso delle corride e delle feste è emblematico.

Il filosofo francese Alfred Fouillec, ancora nel 1903 nel suo "Schizzo psicologico dei popoli europei scrive "La loro (degli spagnoli) insensibilità - di cui gli Indios conquistati hanno fatto la prova - arriva spesso alla crudeltà fredda e alla ferocia; oggi la loro durezza viene alimentata dall'educazione che essi ricevono con le corride."

La questione è stata esposta dal biologo e antropologo Georges Heuse, autore della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Animale (presentata all'UNESCO a Parigi nel 1978). Il Prof. Heuse afferma che i pubblici poteri spagnoli sbagliano nell'imporre la corrida a scopo turistico, demagogico ed economico, ignorando i rapporti esistenti tra i crimini contro gli uomini e quelli contro gli animali:

"Infatti la TAUROMACHIA DEVE ESSERE CONSIDERATA UN INDICE DI SOTTOSVILUPPO E DI ARRETRATEZZA". "Fare assistere un bambino a una corrida è un fatto odioso che la lehhe dovrebbe punire come un crimine contro detto bambino che rischia di sviluppare inclinazioni crudeli e violente che saranno fatali nella sua salute mentale".

Ricordiamo che in Italia la legge proibisce gli atti di crudeltà su animali e i giochi che importino strazio di animali: l'art. 727 C. P. e la circolare del Ministero dell'Interno 3 ottobre 1994 n 559/leg.200.112 bis che ribadisce il divieto degli spettacoli o i trattenimenti pubblici che (...) comportassero strazio o sevizie di animali.

Molti matador dicono che prima dell'incontro i tori sono debilitati con pugni ai reni e con pesi attaccati al collo per intere settimane. La "Brigitte Bardot Foundation" descrive che "il più delle volte gli animali arrivano nell'arena accecati perché sono stati tenuti nel buio per 48 ore prima" e che "delle persone li colpiscono con violenza ed a lungo alla testa con sacchi di sabbia per privare il toro dei sensi". È anche normale che le corna, che aiutano il toro ad orientarsi (come i baffi dei gatti), vengano "rasate", tagliandone alcuni centimetri e quindi rendendo il toro scoordinato.

In un evento tipico il toro entra nell'arena dove due persone lo fanno correre in circolo. Poi quando il toro è esasperato ed esausto, entrano i "picadors" sui cavalli bendati che gli piantano lance nei muscoli della schiena e del collo per assicurarsi che il toro perda più sangue possibile; questo per impedire che il toro possa sollevare la testa. Poi entrano i "banderilleros" che tormentano il toro e piantano ulteriori lance fino a quando questi non smette di inseguirli.

Infine, arriva il "matador" che provoca le ultime cariche dall'animale ormai esausto prima di tentare di ucciderlo con la spada. Il più delle volte non riesce ad ucciderlo. Allora viene chiamato un "carnefice" per tagliare il dorso spinale del toro; a volte fallisce anche lui e lascia il toro vivo ma paralizzato. L'ultimo tormento è quando il toro viene trascinato, con l'ausilio di una catena, fuori dall'arena tirato per le corna. Se la performance dal "matador" è stata apprezzata dagli spettatori, la coda e le orecchie mozzate del toro gli vengono date in premio.

I tori non sono le uniche vittime di questo "sport". I cavalli vengono drogati, bendati e spesso vengono incornati. Di solito le loro orecchie vengono riempite di giornali bagnati per impedire loro di sentire, ed inoltre vengono loro tagliate le corde vocali perché il pubblico non venga distratto dalle urla dei cavalli.

Tra i principali sostenitori della corrida ci sono i turisti che partecipano da spettatori a questa crudeltà. Come la salvezza delle piccole foche del Canada e di tutti gli animali da pelliccia dipende dalla rinuncia ad acquistare pellicce da parte dei paesi consumatori di tutto il mondo, così anche la fine della corrida dipende oggi soprattutto dai turisti.

L'Unione Europea finanzia la corrida


Il toro Santanero si accascio' sulle ginocchia. Gli usciva sangue dalla bocca, a formare una pozzanghera nella polvere. Cicatrici di ferite inferte da lame crudeli riempivano il suo petto e ogni respiro aumentava la sua agonia. Il toro era prossimo alla morte, ma rifiutava di morire. Fisso' con tono di sfida il suo avversario, Javier Cortes. Si alzo' lentamente da terra e si preparo' a caricare il matador un'ultima volta.

Javier rise e provoco' il toro con la sua cappa, mentre il toro avanzava incespicando. Questa era la parte che Javier amava piu' di tutto, il momento in cui il matador puo' praticare la sua "arte" infilando la spada a fondo nel cuore del toro, per poi rigirarla con cattiveria a disegnare una croce nel cuore dell'animale.

Il matador aveva gia' affondato la sua spada lunga piu' di mezzo metro tre volte nel corpo di Santanero. Il toro era anche stato pugnalato 8 volte e i suoi polmoni erano stati perforati con degli arpioni da uomini a cavallo - ma ancora l'animale rifiutava di morire. La folla aspettava col fiato sospeso il colpo di grazia del matador. Ma proprio allora, mentre il matador stava per colpire Santanero, una fievole voce squillo' dietro di me nell'arena Las Ventas di Madrid.

"Lascia stare il toro!" urlo' una bambina americana di 5 anni che era stata portata alla corrida dai genitori. "Perche' gli fai male? Sei crudele!". Si mise a battere i piedi e a urlare ancora piu' forte, mentre la folla la guardava scioccata. Per come la vedevano loro, la bambina stava disturbando un artista al lavoro.

Le sue suppliche non servirono a niente. Il matador conficco' la sua spada nel collo di Santanero, e ripete' l'affondo altre due volte. L'animale urlo' di dolore un'ultima volta prima di cadere su un fianco. Era finito. Tutto quello che rimaneva ora era l'ultimo insulto alla sua dignita': essere ucciso da un uomo vestito in un completo blu e rosa ricoperto di lustrini. Il torero taglio' le orecchie e la coda di Santanero e le tenne in alto come tributo alla folla.

Un articolo del Daily Mail svela che l'Unione Europea destina 38 milioni di euro l'anno al finanziamento delle corride.

Questa scioccante brutalita' e' ovviamente ben nota nelle arene spagnole. Ma quel che non e' noto e' che i nostri soldi sono usati per finanziare questa macellazione rituale. Perche' vi posso rivelare che l'Unione Europea spende 38 milioni di euro l'anno per sostenere la corrida spagnola, che quest'anno ucciderà' almeno 40.000 tori.

L'UE ha anche restaurato delle arene, e gli spagnoli vogliono che riconosca la corrida come una tradizione che rappresenta la cultura europea. Se questa richiesta venisse accolta, sarebbe virtualmente impossibile abolire la corrida in Spagna e anzi alla corrida verrebbe data una vernice di rispettabilità' agli occhi del mondo.

"Abbiamo cercato di bloccare questi sussidi europei alla corrida spagnola, ma finora senza successo", ha dichiarato Neil Parish, eurodeputato conservatore e direttore del Comitato Agricoltura del Parlamento Europeo. "Le tasse dei cittadini europei non dovrebbero essere usate per sostenere la corrida. E' uno spettacolo aberrante. Vorrei vederlo abolito, ma se non riusciamo a farlo, il minimo che l'UE possa fare e' smetterla di sostenerlo coi sussidi."

In media, ogni allevatore di tori da combattimento riceve 235 euro per animale ogni anno. L'allevatore riceve sussidi per 4-5 anni per allevare gli animali fino all'eta' in cui possono essere usati nella corrida.

Dato che ogni anno in Spagna muoiono 40.000 tori nelle corride, il totale di sussidi UE pagati alla corrida finora ammonta a piu' di 125 milioni di euro.

Ma questa e' solo una parte della storia. L'UE da' anche aiuti per costruire e restaurare le arene. Nella citta' di Haro nella provincia di Rioja e nella citta' di Toro in provincia di Zamora, l'UE e' cosi' orgogliosa del sostegno dato che ha fatto costruire enormi cartelli fuori dalle arene, che mettono in luce i suoi contributi.

Ma gli attivisti anticorrida sono convinti che questa sia solo la punta dell'iceberg. Temono che una parte significativa del totale degli aiuti europei all'agricoltura in Spagna - attualmente piu' di 7 miliardi di euro l'anno - siano deviati al sostegno alla corrida e ad altre 'fiestas' sanguinarie - in cui una varieta' di animali, compresi polli e mucche, vengono massacrati in rituali locali.

Forse non c'e' da stupirsi del sostegno finanziario dell'UE alle corride. Il presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso, portoghese, ne e' un appassionato sostenitore. Quando era primo ministro in Portogallo ha eliminato il divieto di uccidere i tori alla fine delle corride, che vigeva da 76 anni. E il presidente francese Nicolas Sarkozy e' un noto sostenitore degli sport sanguinari.

Qui la petizione per chiedere all'Unione Europea di smettere di finanziare la corrida spagnola con varie forme di sussidio. Per firmare la petizione di cui sopra occorre scrivere nei campi della colonna di destra, nell'ordine: - il proprio indirizzo email - il nome - il cognome.
da Agireora


Photo selection 2008
By Gaspare Messina Photographer

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