lunedì 28 luglio 2008

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Investigazione nei macelli europei

Un'investigazione portata avanti da un infiltrato di un'associazione animalista spagnola, svela l'orribile realtà dei macelli con foto e filmati "dall'interno".

Fino ad ora le immagini e i video che potevano giungere agli occhi della società su quello che succedeva nei macelli provenivano da altri continenti e generalmente erano immagini datate e di bassa qualità. Un attivista per i diritti degli animali del Gruppo di Inchiesta di "Igualdad Animal - Uguaglianza Animale" si è infiltrato, nel 2007 e 2008, in diversi macelli europei per accedere ai segreti che essi nascondono.

Così è ora disponibile un reportage che mostra immagini inedite fino ad ora, alcune delle quali ottenute con videocamere nascoste, provenienti dai luoghi in cui miliardi di animali sono uccisi ogni anno, luoghi in cui far soffrire e ammazzare esseri senzienti e' del tutto legale: i macelli.

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4° Anniversario della morte di Tiziano Terzani

"E ricordati, io ci sarò. Ci sarò su nell'aria. Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole.
Nel silenzio."

Oggi, sono passati 4 anni. Il modo più bello per ricordarlo è condividere le parole che ci ha lasciato. Buona lettura e buona estate a tutti.
Ciao Tiziano.








domenica 27 luglio 2008

Zootecnia e vacche grasse - 2° Parte

Sembrerà un consiglio rivoluzionario, ma certo va alla radice del problema: evitare ogni prodotto proveniente da allevamenti intensivi.

“Allevamenti intensivi” sono i capannoni industriali, nati negli anni Sessanta, in cui sono rinchiusi decine, centinaia, migliaia di animali (in America ci sono feedlots con dentro 100.000 e più capi di bestiame) in condizioni infernali, privati di libertà di movimento, dell'aria e della luce del sole, rinchiusi in gabbie, costretti ad alimentazione forzata,
immunodepressi. La concentrazione degli animali e il regime alimentare forzato aumentano lo stress, le malattie e la pericolosità microbica e sono la causa prima e principale della diffusione a raggiera dei veleni e dell'esplosione degli scandali alimentari.


La “modernizzazione” zootecnica ha riempito i cibi di residui di stimolatori dell'appetito, antibiotici (metà della produzione mondiale di antibiotici è destinata alla zootecnia), erbicidi, stimolatori della crescita, larvicidi e ormoni artificiali.

Proprio l’abuso di antibiotici in zootecnia è all’origine del fenomeno della resistenza, che da 20 anni tanto preoccupa gli scienziati e le cui percentuali in Italia sono quintuplicate dal '92 a oggi: lo sviluppo di pericolosissimi superbatteri resistenti a tutti i trattamenti farmacologici (l’ultimo, lo streptococco VISA, ha già ucciso 4 persone negli USA e due anziani in Scozia — e si è già avuto il primo caso in Italia; in USA in un sacco di mangime per polli sono stati trovati batteri resistenti a tutti gli antibiotici!). Molte altre malattie, l'afta epizootica, l'Aids bovino (Biv), la salmonellosi, l'encefalopatia spungiforme bovina sono consustanziali all’allevamento intensivo. Ecco a voi i metodi di allevamento di alcune specie...

MUCCHE E BOVINI: i trattamenti con ormoni d'origine animale, di sintesi, sperimentali, sicuramente non sono stati interrotti. In America i trattamenti con ormoni sono non solamente ammessi, ma incoraggiati, e continuano ad essere sperimentati: zeranolo, estradiolo, testosterone, progesterone, trenbolone acetato sono in continua sperimentazione e inoculati in vitelli, mucche e tori. Riescono a farli crescere più velocemente del 50%. Per questo, per fortuna l'UE continua a tenere le proprie frontiere chiuse all'importazione di carne trattata con ormoni.

In Italia le condanne penali della Cassazione si susseguono, poche ma senza soluzione di continuità, mentre l'Istituto Superiore di Sanità trova diversi corticosteroidi illegali nel latte, e 17-beta-estradiolo nel siero bovino. D'altronde, il D.lgs. 27/1/1992 n.118 vieta, è ovvio, la somministrazione di ormoni, ma li autorizza a scopo terapeutico e nel periodo successivo al parto, cioè: volendo, sempre. Dell'ormone DES (Dietilstilbestrolo), che provoca cancro al seno, è difficilissimo accertare la presenza, essendo attivo anche in dosi infime (parliamo di milionesimi di grammi). Secondo il Comitato Scientifico dell’Unione Europea anche dosi infinitesimali di queste sostanze usate dagli allevatori danneggiano la salute umana, innescando tumori e alterando le risposte del sistema immunitario. Inoltre, i valori residuali di ormoni ritenuti innocui fino a dieci anni fa, sono oggi , grazie a dati scientifici più raffinati, considerati rischiosi per i consumatori, specialmente per i bambini in età pre-puberale.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha ripetutamente messo sotto inchiesta i residui di certi farmaci veterinari nel cibo: solo tra il '97 e il '98: abamectina, clorotetracicline e tetracicline, il famigerato clembuterolo, cipermetrina, a-cipermetrina, neomicina, ossitetraciclina, spiramicina, thiamphenical, tilmicosina, xilazina, e ancora ceftiofur, cyfluthrin, danofloxacina, di-idrostreptomicina e streptomicina, fluazuron, flumequine, moxidectina, spiramicina.

In Italia, è matematicamente certo (lo dimostra la sproporzione tra le ricette "ufficiali" e il numero di animali: solo 5 ogni 100) che i farmaci vengono acquistati sul mercato nero per non doverne segnalare l’uso. Poi, poco prima della macellazione, viene somministrato agli animali un fortissimo diuretico che cancella le tracce delle sostanze illegali.

Nei mangimi può esserci ogni genere di rifiuti ripugnanti: carogne di animali, scarti dell'industria di trasformazione, lettiere o escrementi animali, residui della lavorazione dello zucchero, dell'olio, paglia trattata con ammoniaca, olii esausti di motori, addirittura i reflui inquinanti delle distillerie di whisky e di gin; in Francia finivano nei mangimi le acque nere, bollite, delle puliture dei macelli e delle stalle, “condite” con gli scarti della spremitura a caldo dei resti dei macelli. Il mais, che nella dieta dei poveri bovini ha sostituito il più costoso fieno, fermenta nel loro colon e favorisce la proliferazione di batteri, causa di pericolose infezioni che, inItalia, costringono ogni anno decine di bambini alla dialisi per danni ai reni. Così, nei grassi degli animali si accumulano le diossine, pesticidi come il 4-4' DDT, DDE, DDD, EDTA e metalli pesanti come il cadmio (per colpa del quale nel ‘95 si è scoperto che una fettina di cavallo su due è fuorilegge), piombo, arsenico e cromo.

Perfino nelle mangiatoie dei disgraziatissimi animali si annidano veleni: uno studio condotto in Europa nella primavera '98 ha rivelato che una mangiatoia su tre era contaminata da antimicrobici non dichiarati, una su quattro a concentrazioni elevatissime: clorotetraciclina (CTC) nel 15% dei casi, sulfonamidici nel 7%, penicillina nel 4%, trattamenti ionoforetici nel 3%, e tutte le concentrazioni di sulfonamidici erano sufficienti per lasciare residui tali da causare danni ai tessuti, alle mucose da contatto.

Un problema assai grave è anche quello dell'importazione di carni clandestine, che, per evitare l'Iva, sfuggono qualunque accertamento sanitario. E dal Triveneto gli allevatori fanno sapere che il 10% della carne importata è al clembuterolo. Dal momento che importiamo circa il 50% della carne bovina che consumiamo, il problema ha dimensioni preoccupanti. Non allarmistiche, ma preoccupanti.

Infine, lo stress innaturale e perpetuo causa un accumulo di adrenalina che realmente avvelena la carne, la cui assunzione può essere nociva per l'uomo. Motivi dello stress: condizioni di vita, alimentazione forzata, interminabili trasporti di ore e giorni con carri bestiame fermi alle frontiere o nei porti senza alcun supporto vitale, niente acqua, niente riposo, niente riparo dal sole torrido o dalla pioggia. Unica speranza, la morte.
da "Quattro sberle in padella"
Carnazzi - Apuzzo
Vedi anche
Zootecnia e vacche grasse: il rovescio della medaglia

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Banner per scambio link

Banner Fotografandolavita BlogHo realizzato un nuovo banner per tutti coloro fossero interessati ad uno scambio link o ad inserire nel proprio blog una semplice segnalazione a Fotografandolavita Blog.


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La società dei consumi - Cosa ci sta dietro

In questo interessantissimo video, Annie Leonard ci spiega qual'è il problema della corsa al consumismo iniziata dagli anni 50' fino ai giorni nostri e soffermandosi analiticamente sul perchè oggi ci stiamo dirigendo contro un muro. Doppiato interamente in italiano. Da non perdere!

I vincitori del concorso Canon "L'Incarico"

Canon annuncia i vincitori del concorso "L'Incarico", la sfida europea per appassionati di fotografia che ha avuto luogo in concomitanza con i campionati europei di calcio. La partecipazione ha visto l'invio di ben 43.404 immagini votate attraverso il web da 192.127 partecipanti .

I quattro vincitori sono Ivan Hoo, inglese, per il ritratto; David Bernard della Repubblica Ceca per lo sport; Alan Laboile, francese, per la macro e Dave Derbis dalla Germania per il paesaggio.

Coinvolgendo 18 nazioni europee tra marzo e maggio, "L'Incarico" 2008 ha visto un totale di 43.404 immagini inviate in quattro categorie: ritratto, paesaggio, sport e macro.

Per quanto riguarda l'Italia hanno partecipato 7.434 appassionati, e sono stati selezionati come vincitori nazionali di categoria: Barbara Abate per la sezione sport, Elena Preti per il ritratto, Luca Deravignone per la macro e Salvatore Tammaro per il paesaggio.


sabato 26 luglio 2008

Ok della Commissione Europea al bando dei prodotti di foca

Un altro passo avanti: la Commissione Europea da' l'ok al divieto, ora tocca al Parlamento Europeo. Uno storico passo avanti nella campagna per bloccare la crudele caccia commerciale alle foche. Questo e' un passo avanti importante, anche se ci sono ancora molti altri passi da fare: la Humane Society International e la Humane Society degli Stati Uniti sono abbastanza ottimiste e ritengono che questo sia l'inizio della fine del crudele commercio dei prodotti di foca, e un grosso danno per la caccia commerciale canadese.

Ogni anno, centinaia di migliaia di foche vengono uccise durante operazioni di caccia commerciale su vasta scala in varie parti del mondo. La caccia commerciale in Canada e' il piu' grosso massacro di mammiferi marini esistente al mondo, con oltre un milione di foche uccise negli ultimi 4 anni. I veterinari sostengono che questa caccia e' intrinsecamente disumana a causa delle condizioni ambientali in cui viene effettuata, della velocita' a cui viene condotta, e all'incapacita' delle autorita' di monitorare le operazioni di uccisione.

Alcuni eurodeputati hanno commentato la proposta della Commissione Europea:
"I cittadini europei e il Parlamento Europeo non accetteranno nulla di meno di un divieto totale. Intendiamo chiudere completamente i nostri confini ai prodotti di foca, per assicurare che l'UE non giochi alcun ruolo nel perpetuare la crudelta' della caccia commerciale alle foche" ha dichiarato Neil Parish, eurodeputato Conservatore del Regno Unito e Presidente dell'Intergruppo Parlamentare per il benessere animale.

"Questo annuncio della Commissione e' un importante passo avanti verso la vittoria per le foche in tutto il mondo" ha detto Caroline Lucas, eurodeputata Verde del Regno Unito. "A livello parlamentare, sara' cruciale per gli eurodeputati chiudere tutte le falle e rafforzare la proposta per assicurare che tutto il commercio di prodotti derivati dalla caccia commerciale alle foche sie fermato una volta per sempre."

"I cittadini di tutta Europa chiedono di fermare questo commercio da decenni", ha dichiarato l'eurodeputato Socialista danese Dan Jorgensen. "Questo annuncio e' un enorme passo avanti nella realizzazione di questo obiettivo. Sono sicuro che il Parlamento fara' tutto quanto in suo potere per chiudere i nostri confini a questi prodotti ottenuti dalla crudelta' sugli animali".
I prossimi passi

L'adozione di questa proposta e' una grande vittoria per le foche e siamo piu' vicini che mai a fermare questa caccia brutale. Tuttavia, la Commissione ha incluso nella proposta una deroga per i prodotti delle nazioni che possono dimostrare che i loro metodi di caccia sono "umani" e che lo foche non soffrono senza necessita'. Tale esenzione potrebbe consentire ad alcune nazioni di migliorare le loro leggi sulla carta, mentre la crudelta' continua sul campo, senza controlli.

La buona notizia e' che c'e' ancora tempo per agire. La proposta viene ora passata al Parlamento Europeo, dove e' possibile che questa deroga venga eliminata. I cittadini europei e i loro parlamentari vogliono una legge forte - una legge che fermi tutto il commercio di prodotti derivanti dalla caccia alle foche commerciale.

Firma la petizione per dare il tuo supporto alle foche.

Fonte: Humane Society International
- 23 luglio 2008
European Union Moves Toward Ban on Seal Product Trade


Vedi anche
"Stavo solo nuotando per i fatti miei" - "Barbarie Canadese"

mercoledì 23 luglio 2008

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Banner contro l'abbandono di animali domestici

Ho realizzato 2 nuovi banner che potete inserire liberamente nel vostro blog.

Almeno centomila cani vengono abbandonati ogni anno in Italia, circa 60 mila nei soli tre mesi «delle vacanze», giugno luglio e agosto.

L'80% degli animali abbandonati muore entro 20gg dall'abbandono. La maggior parte si lascia morire per malinconia.

Prima di fare un gesto del genere passatevi una mano sulla vostra coscienza. Se l'avete.

Codice penale Art. 727. - Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.


   

Qui il codice per l'inserimento del primo banner:


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martedì 22 luglio 2008

Nuove foto inserite nella galleria fotografica

Foto di Gaspare Messina ©
Visita la galleria fotografica completa

sabato 19 luglio 2008

I Diari di Michelle Rokke - Huntingdon Life Sciences

Nel 1996 Michelle Rokke trascorre alcune settimane come infliltrata nel laboratorio di vivisezione di HLS (vedi il post HLS - Huntingdon Life Sciences) del New Jersey (USA) e tiene dei diari in cui registra quello che ogni giorno vede: la sofferenza degli animali, l'incuria dei tecnici e dei medici, l'incompetenza e la cattiva fede, il menefreghismo e la mancanza della seppur minima sensibilità e rispetto verso gli animali utilizzati.

I Diari dimostrano, con i fatti più che con mille teor
ie, quanto inutile sia la sperimentazione su animali da un punto di vista scientifico, e come, anche se potesse essere utile in teoria, non lo è comunque nella pratica per come gli esperimenti vengono eseguiti. Dimostrano non tanto la crudeltà di pochi, ma l'incuria e il disprezzo con cui gli animali sono normalmente, da tutti, trattati, e la loro infinita sofferenza. Da leggere, per sapere cosa accade veramente in tutti i laboratori di vivisezione del mondo.

Dimostrano che questa pratica, che l
a si chiami “sperimentazione animale o che la si chiami “vivisezione” non può essere tollerata.


I Diari di Michelle Rokke
Clicca sull'immagine per scaricare il testo

Stampatelo, leggetelo e divulgatelo liberamente al fine di informare piu' persone possibili sui dettagli, le dimensioni e tutto cio' di commerciale che sta dietro a questa criminale pratica disumana.

Huntingdon Life Sciences (HLS) è uno dei più grandi laboratori di vivisezione per conto terzi che esista in Europa. Vale a dire, un posto a cui le aziende chimico-farmaceutiche, quelle che producono cosmetici, detersivi o ogni altro prodotto di largo consumo che contiene sostanze chimiche, si rivolgono per effettuare i cosidetti “test di tossicita’”, test che vengono svolti avvelenando in vari modi centinaia di animali con le sostanze chimiche da provare.

In HLS vengono uccisi a questo scopo 500 animali al giorno, per i test di sostanze come erbicidi, additivi alimentari, farmaci, e ogni altro prodotto chimico.

HLS è stato denunciato almeno 5 volte nel corso degli ultimi 15 anni, per crudeltà verso gli animali e per mancato rispetto delle leggi. Le denunce sono state effettuate grazie a investigazioni segrete portate avanti da infliltrati che si sono fatti assumere come dipendenti di HLS. La terza di queste investigazioni è stata compiuta nel 1996 nello stabilimento di HLS del New Jersey (USA), da Michelle Rokke, la quale ha tenuto per tutte le settimane di permanenza in HLS dei diari quotidiani, diventati in seguito noti semplicemente come “I Diari di Michelle Rokke”, in cui registrava quello che ogni giorno vedeva: la sofferenza degli animali, l’incuria dei tecnici e dei medici, l’incompetenza e la cattiva fede, il menefreghismo e la mancanza della seppur minima sensibilità e rispetto verso gli animali utilizzati.

Questi Diari parlano da soli, non c’è bisogno di commento.
Ma un’importante riflessione va fatta: non è solo in HLS che succedono queste cose, perché i laboratori di vivisezione, in ogni parte del mondo, sono gli stessi. Si fanno gli stessi test, ci sono lo stesso tipo di persone che ci lavorano. Non è verosimile che solo in HLS accada questo mentre in tutti gli altri laboratori del mondo, Italia compresa, i vivisettori siano persone ammodo che mai farebbero del male a un animale e che “ospitano” nelle condizioni più confortevoli animali di ogni specie, come loro vorrebbero farci credere. Non sta in piedi, non è possibile. Gli esperimenti che si fanno sono gli stessi dappertutto, e le regole, la prassi, il tipo di gabbie, sono sempre uguali, in ogni posto del mondo.

Tenetelo a mente

Nella versione originale del manoscritto sono citati i nomi di notissime multinazionli che producono farmaci e svariati prodotti di largo consumo che si trovano in tutti i supermercati (detersivi, prodotti per l’igiene personale, cibi per animali, prodotti alimentari per il consumo umano) che sono stati (e/o lo sono ancora) clienti di HLS. Per motivi legali non è stato possibile riprodurre questi nomi, ma solo la loro iniziale. è però possibile sapere di chi si tratta in un modo molto semplice, basta cercare sul web con un qualsiasi motore di ricerca, le parole: “michelle rokke” diary - Si risalirà così alla versione in inglese completa dei nomi di queste notissime marche.

giovedì 17 luglio 2008

Lettera aperta al WWF sui cambiamenti climatici

Per chiedere perche' il WWF si allea con gli allevatori, primi responsabili dell'effetto serra.

Caro WWF, abbiamo notato che nella vostra campagna "Generazione clima" dedicata all'effetto serra avete scelto come testimonial un... allevatore di mucche!!!
Ora, va bene ignorare del tutto il fatto che uno dei settori che piu' contribuiscono all'effetto serra e' proprio quello della zootecnia, ma ADDIRITTURA usare come testimonial un allevatore di mucche che si lamenta per i danni che l'effetto serra fa al suo commercio e chiede al Presidente del Consiglio di "fare qualcosa", quando tra i maggiori responsabili dell'effetto serra ci sono proprio gli allevamenti di animali... e' veramente grottesco.
Non sappiamo davvero se ridere o piangere, caro WWF.
Il WWF ha sempre voluto a tutti i costi ignorare sistematicamente l'aspetto dell'impatto ambientale devastante degli allevamenti e del consumo di alimenti animali, nelle sue campagne, e questo non va molto bene, perche' vuol dire non guardare in faccia la realta' e non informare le persone sulle scelte piu' POTENTI che possono fare come singoli, ben piu' potenti di usare le lampadine a basso consumo o non lasciare in stand-by le apparecchiature elettriche. Cambiando alimentazione, anche semplicemente riducendo i consumi di carne, pesce, latte, uova, si puo' diminuire il proprio impatto sull'ambiente - effetto serra compreso, ma non solo effetto serra! - in modo veramente drastico.
Questo non lo dite mai. Ma ora addirittura scegliere un allevatore come testimonial e' un po' troppo.


Il signore che si vede nel video che avete pubblicato qui - http://generazioneclima.wwf.it/g8.asp (cliccando su Italia) - mostra anche il suo bell'allevamento intensivo, in cui le mucche sono tenute in piccoli box in cui si possono a malapena muovere, vengono munte con le mungitrici meccaniche, e sono costrette a respirare un'aria povera di ossigeno chiuse in capannoni insalubri.

Quello che non viene poi mostrato e' come queste mucche, per produrre latte, siano ingravidate una volta l'anno, e come ogni anno venga strappato loro il vitellino appena nato, come si disperano per la perdita, come pianga il loro cucciolo, come il cucciolo venga tenuto segregato in capannoni per 6 mesi, come venga macellato, e come le mucche, esauste dopo 5-6 anni di questo sfruttamento, vengano trascinate (in certi casi letteralmente trascinate, perche' nemmeno in grado di camminare) al macello, sgozzate e fatte a pezzi.

Ma lasciamo stare la sofferenza e la morte degli animali, non e' un tema da WWF questo, dato che il WWF non e' un'associazione a difesa e tutela degli animali.

Consideriamo solo la questione ambientalista.

Gli studi sul "consumo sostenibile" offrono ai consumatori un numero sempre crescente di informazioni relative all'impatto sull'ambiente in generale, e sul clima in particolare, delle loro scelte di consumo. Molti di questi studi hanno concluso che l'impatto dei singoli individui è dovuto a tre fattori principali: il cibo, l'energia usata in casa, e i trasporti.

Due ricercatori della Carnegie Mellon University, in un articolo pubblicato nell'aprile 2008 nella rivista scientifica Environmental Science and Technology, fanno notare che di questi tre fattori, quello del "cibo", cioè di che cosa ciascuno sceglie di mangiare, è il più "potente", perché:

  • è quello che in termini quantitativi ha il maggior impatto.
  • Ha il maggior livello di scelta personale, perché non dipende dalle normative, dalla disponibilità di mezzi pubblici o di fonti di energia alternative, ecc. Sul che cosa mangiare il singolo consumatore ha pieno potere.
  • Si può applicare già subito, non è a medio o lungo termine come possono esserlo altri aspetti che implicano cambiamenti nelle infrastrutture, nei beni disponibili, nella tecnologia usata.

Come mai allora voi continuate a parlare sempre e solo di questioni molto piu' marginali come le lampadine a basso consumo o lo spegnere le apparecchiature in stand by, e per il resto chiedete conto solo ai governi, quando invece ciascun singolo individuo puo' fare ben di piu', senza bisogno dell'intervento delle istituzioni?

Lo sa il WWF che le emissioni di gas serra causate dal settore zootecnico sono pari al 18% del totale e che come percentuale questa è simile a quella dovuta all'industria e maggiore di quella dovuta al settore dei trasporti?

Lo sa il WWF che la produzione di un kg di manzo causa una emissione di gas serra e altri inquinanti equivalente a quella che si ottiene guidando per tre ore lasciando nel frattempo accese tutte le luci di casa?

Lo sa il WWF che il bestiame produce circa il 9% del principale gas serra, il biossido di carbonio, ma è responsabile di alte emissioni di altri importanti gas serra - il 35-40% delle emissioni di metano e il 65% di quelle di ossido di azoto (che è circa 300 volte più dannoso del CO2 per il riscaldamento globale) vengono prodotte dal bestiame -?

Lo sa il WWF che anche per quanto riguarda il suggerimento che molti danno di "mangiare locale" (cioe' comprare cibi che non provengono da luoghi lontani, per risparmiare km di trasporto e impattare meno sull'ambiente) consente un risparmio molto minore rispetto al "mangiare vegetale" - si risparmia 8 volte di piu' mangiando "vegetale" piuttosto che mangiando "locale"-?

Perfino il direttore dell'IPCC - il panel intergovernativo sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite - e premio Nobel ha affermato, alla conferenza stampa di presentazione del dossier sul clima dell'IPCC, nel gennaio 2008: "Non mangiare carne, va' in bici, sii un consumatore frugale" - ecco come fermare il riscaldamento globale.

Il WWF lo sa tutto questo?
Se lo sa, perche' usa come testimonial un rappresentante della categoria dei maggiori responsabili di questa devastazione, gli allevatori?
Se non lo sa, perche' non inizia a studiare un po' l'argomento e a fare riferimento a dati scientifici, prima di iniziare campagne dis-informative?

Ve ne saremmo grati.

Saluti,
AgireOra Network

Chi vuole puo' chiedere le stesse cose direttamente al WWF scrivendo a: posta@wwf.it


martedì 15 luglio 2008

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Banner contro il commercio di pellicce animali

Ho realizzato un nuovo banner che potete inserire liberamente snel vostro blog.

Nessuno vuole pensare e vedere quanta sofferenza e quanta disperazione si nascondono dietro a quello che acquista. Se nei negozi e nelle boutique dovessero mostrare come viene prodotta una pelliccia questo mercato crollerebbe immediatamente.

Contribuiamo a rompere questo incivile "status" sociale, evitando di acquistare pelo vero sotto qualunque forma così da non essere complice del vergognoso massacro, ed informando più persone che possiamo affinché abbiano modo anche loro di conoscere la realtà e di fare degli acquisti consapevoli.



Per approfondimenti e video


Conosciamo proprio la verita'?

Pelliccia moda assassina

www.nonlosapevo.com




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lunedì 14 luglio 2008

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Uso, commercio e moda delle pellicce: conosciamo proprio la verita'?

Avviene in Cina, Corea, Tailandia, Filippine... ma NOI siamo complici, NOI acquistiamo quelle pellicce e quel che è davvero allucinante è che NON NE SIAMO CONSAPEVOLI perchè i ritagli di pelliccia sono spesso colorati e vengono erroneamente classificati come sintetici, grazie anche all'assenza di obbligo di etichettatura ed al basso costo.

In occidente gli animali sono un po' più "fortunati": uccisi con una scarica elettrica dopo aver loro inserito un elettrodo nell'ano ed uno nella bocca (elettrocuzione anale), asfissiati in una camera a gas, avvelenati o uccisi tramite frattura delle ossa cervicali. Da qualche anno a questa parte, l'industria della pelliccia ha il suo cuore in Cina. La Cina è diventata la più grande produttrice ed esportatrice al mondo di pellicce e di manufatti in pelliccia. Oggi, l'85% delle pelli grezze, proviene dalla Cina.

Negli ultimi anni alcuni Paesi come Regno Unito, Austria hanno scelto di abolire gli allevamenti di animali “da pelliccia” esclusivamente su basi etiche, in Svizzera, una legislazione restrittiva ha vietato l’allevamento in gabbia degli animali da pelliccia. In Norvegia, il Consiglio Etico del Ministero dell’Agricoltura ha dichiarato che l’allevamento di animali da pelliccia è, nella sua forma attuale, inaccettabile dal punto di vista del benessere animale.
In Italia il Decreto Legislativo n° 146/2001 ha previsto dei rigidi requisiti per gli allevamenti da pelliccia, tanto che il rispetto di queste difficili e dispendiose tecniche di allevamento ha reso la pratica dell’allevamento sconveniente dal punto di vista economico.

Allora perchè la Cina?

La Cina, membro IFTF (International Fur Trade Federation) non ha leggi a tutela dei più elementari diritti degli animali allevati, non ha norme che vietino gli atti di crudeltà nei confronti degli stessi (se hai visto il filmato nella home page sai a cosa ci riferiamo) e così i Paesi Europei possono eludere le norme restrittive interne decentrando gli allevamenti e in più risparmiano sulla manodopera. Negli ultimi dieci anni sono così sorti migliaia di allevamenti in Cina, a un ritmo di crescita che neppure le statistiche del commercio mondiale riescono a descrivere.





La legge 189/04 vieta l'importazione ed il commercio in Italia delle pellicce di cane (Canis familiaris) e di gatto (Felis catus). Però, a tutt'oggi non esiste in Europa nessun obbligo di etichettatura per i ritagli di pelliccia che non vengono neppure specificati in dogana. Le informazioni riportate sulle etichette presenti sui capi d'abbigliamento e sui manufatti recanti inserti di pelo vero sono spesso vaghe, fuorvianti e soprattutto sono completamente ARBITRARIE. A volte mancano del tutto.

In questi ritagli di pelliccia o manufatti, spesso colorati e ben camuffati, ci può essere di tutto, anche cani e gatti. Non è infatti possibile risalire alla natura (né all'origine) di un risvolto di pelo vero se non attraverso il test del DNA.

Per esempio una rifinitura di pelliccia fatta in Italia, verrà contraddistinta dall’etichetta ‘Made in Italy’, anche se la materia prima arriva da 5.000 miglia di distanza, dagli allevamenti cinesi privi di qualsiasi regolamentazione.
La stragrande maggioranza delle pelli proviene dalla Cina, chiunque affermi "il mio è un negozio/compagnia serio e la mia merce non proviene dalla Cina", non sa come stanno realmente le cose oppure è in malafede.

Nell’Unione Europea, la maggior parte degli allevamenti di animali da pelliccia si concentra in Danimarca, Finlandia e Paesi Bassi. La Cina, come detto, è il leader mondiale nella produzione ed esportazione di pellicce, per il 75% da allevamenti. La Russia, il Canada (soprattutto Ontario) e gli Stati Uniti sono grandi produttori di pellicce, provenienti sia da animali d'allevamento che selvatici. I metodi di uccisione sono pensati specificamente per non rovinare il pelo: camere a gas, scosse elettriche, rottura delle ossa cervicali... Essi lottano, hanno convulsioni, infine giacciono tremanti a terra: molti rimangono vivi.





Il settore della pellicceria domina i mezzi d'informazione e approfitta della gente che "non pensa" per riempire loro la testa di idee preconfezionate e basate sull'apparenza quali "la pelliccia è uno status sociale" "la pelliccia è per la donna moderna ed intelligente che sa quello che vuole".
Evita di acquistare pelo vero sotto qualunque forma così non sarai complice del vergognoso massacro ed informa più persone che puoi affinché abbiano modo anche loro di conoscere la realtà e di fare degli acquisti consapevoli. Puoi servirti facendo loro vedere i video che si possono trovare sia su questo sito, sia su quello della LAV www.nonlosapevo.com.
fonte: felinesoul
impaginazione: Gaspare Messina

vedi anche: Pelliccia moda assassina

domenica 13 luglio 2008

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Firma anche tu! Cane ucciso ad Alghero



La vicenda risale al 17 giugno: diverse persone sono state testimoni dell'investimento intenzionale di un giovane cane randagio, l'investitore ci e' passato sopra due volte, intenzionalmente, e poi ne ha preso il corpo e l'ha portato non si sa dove. I testimoni hanno gia' sporto denuncia, la persona e' nota, non e' sconsociuta, ma serve un supporto affinche' la denuncia non venga ignorata.
Una petizione da firmare, indirizzata al Sindaco del comune di Alghero e al Comandante della Stazione dei Carabinieri di Fertilia ad Alghero, per chiedere la condanna del responsabile dell'uccisione del cane.

Si puo' firmare qui

Banner antivivisezione - "Volevo solo vivere"

Volevo solo VIVEREHo realizzato un nuovo banner che potete inserire liberamente nel vostro blog. Ogni anno più di 1.000.000 di animali, solo in Italia, hanno questo destino. In Italia, il 75% dei test su animali riguardano la tossicità. I luoghi in cui questi esperimenti avvengono sono industrie e laboratori privati, università e scuole di medicina, laboratori pubblici e dipartimenti governativi. Gli animali vengono devocalizzati, per impedire loro di urlare, sono avvelenati, ustionati, accecati, affamati, mutilati, congelati, decerebrati, schiacciati, sottoposti a ripetute scariche elettriche attraverso elettrodi conficcati nel cervello, infettati con qualsiasi tipo di virus o batterio. Oltre la metà degli esperimenti è compiuta senza anestesia, e circa un 20% con anestesia solo parziale. Scienza?


Qui sotto il codice per l'inserimento del banner:

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HLS - Huntingdon Life Sciences

Huntingdon Life Sciences è il più grande laboratorio privato di sperimentazione animale in Europa. Nelle loro tre sedi, due in Inghilterra e una in America, sperimentano un' infinità di prodotti affinché le grandi industrie possano immettere i loro prodotti sul mercato velocemente e con poca spesa. Da sempre HLS rappresenta per il movimento animalista europeo un simbolo della vivisezione. Dentro HLS gli animali vengono sottoposti ad esperimenti di tossicologia, avvelenati cioè per verificare gli effetti delle sostanze prodotte dai loro clienti... nessuno di loro sopravvive... nessuna specie viene risparmiata. HLS è stato smascherato e denunciato cinque volte negli ultimi dieci anni per crudeltà sugli animali e per incompetenza, ed è stato provato più volte che al suo interno sono violate le leggi vigenti sulla sperimentazione. Questo non ha portato che ad una revisione temporanea della licenza di sperimentazione. Il Governo inglese sta infatti facendo tutto il possibile per tenere aperto questo laboratorio degli orrori. Solo la lotta e l’azione di attivisti determinati porterà alla chiusura totale di questo posto. All'interno di HLS muoiono 180.000 animali ogni anno – 500 al giorno. Nessuna specie viene risparmiata.



Il motto di HLS è "il vostro segreto è un nostro segreto", e per mantenerlo hanno una videosorveglianza 24 ore su 24, guardie e una recinzione alta 4 metri ricoperta da chilometri di filo spinato. Il motivo di tanta segretezza è facilmente comprensibile appena si scopre cosa avviene quotidianamente al suo interno.
In realtà i segreti di HLS sono stati più volte scoperti. Nel 1997 una giornalista di Channel 4, Zoe Broughton, lavorò per quattro mesi nella sezione beagle di HLS. Zoe filmò segretamente cuccioli di beagle avvelenati, presi a pugni sul muso e sbattuti contro i muri. Nel suo diario, pubblicato dal quotidiano The Guardian, scrisse "...cammino nella mia sezione e uno dei miei cuccioli, numero 1619, ha mezza pinta di feci rapprese e sanguinolente sparpagliate nella gabbia". Su questo cucciolo sono continuati gli esperimenti, fino alla sua morte.
Nello stesso anno, Michelle Rokke, attivista della associazione Peta, lavorò nei laboratori di HLS in New Jersey, e filmò scene di estrema crudeltà, tra cui una scimmia ancora viva a cui viene aperto completamente l'addome e i vivisettori che ridono mentre avvelenano cani con prodotti chimici inseriti tramite cannule direttamente nello stomaco. Questi esperimenti erano finanziati tra l'altro da Procter &Gamble e Colgate-Palmolive, che hanno subito cessato di utilizzare HLS appena scoppiò lo scandalo.
Da queste infiltrazioni, e da documenti fuoriusciti anonimamente dal laboratorio stesso, si è appreso anche di un esperimento finanziato dalla farmaceutica giapponese Yamanouchi per lo studio di farmaci antiartritici. Per questo esperimento, fermato dagli scandali, 37 beagle avrebbero dovuto avere le gambe spezzate in più punti.
In un rapporto scritto è invece annotato: "ho notato che l'animale aveva un buco nello stomaco, ma è stato diagnosticato sano e rimesso nella sua gabbia", mentre gli animali nella stanza 11 vengono definiti "marcescenti, ma ancora vivi".
Inoltre da altri documenti usciti anonimamente nel 2000 si è appreso di esperimenti su xenotrapianti (trapianti tra specie diverse) portati avanti per conto della Imutran, ditta controllata da Novartis. In più di 5 anni sono state sacrificate centinaia di scimmie e migliaia di maiali senza alcun risultato. Il 31% dei babbuini usati per questi trapianti di cuore sono morti entro 24 ore dall'operazione, spesso a causa di incompetenza e grossolani errori.
Da questi dati, e ancor più dai crudi filmati, emerge chiara la realtà di Huntingdon Life Sciences: un laboratorio degli orrori!

"I cani erano impietriti e schiacciati in fondo alle loro gabbie. Stavano sul dorso, col corpo pressato contro la parete più lontana della gabbia. Le loro zampe erano in aria, e gli occhi mi imploravano di non portarli al laboratorio. Tutti i cani sono morti."(dal racconto di Michelle Rokke)

Informazioni aggiuntive su StopHLS

2° Concorso Fotografico Internazionale "I diritti dell'uomo"

Dopo il grande successo della prima edizione, prende il via la 2° edizione del Concorso Fotografico Internazionale dei "diritti dell'uomo". Il concorso è organizzato da ACAF, associazione cataneseamatori fotografia, www.acaf.it. Un concorso siciliano aperto a tutto il mondo, la prima edizione ha visto 1500 foto da 308 artisti. Qui si trovano le foto vincitrici della prima edizione. Per partecipare consultate il sito www.acaf.it/concorso/ dedicato al concorso, occorrerà registrarsi (anche se si è già registrati sul sito Acaf), scaricare il bando del concorso e seguire le istruzioni nella guida per il caricamento e invio delle foto.
Buona fortuna!!!

venerdì 11 luglio 2008

Una crudeltà per gli animali e per noi stessi - Umberto Veronesi

Mercoledi' 25 giugno su La Repubblica e' stato pubblicato un articolo contro il consumo di carne e a favore dell'alimentazione vegetariana di Umberto Veronesi:

Sono vegetariano da quando ho iniziato a scegliere, e la mia è una scelta d' amore, di filosofia e di scienza. Di amore per gli animali e per la vita in tutte le sue forme, specialmente quando è inerme e non può far valere il suo bisogno disperato di sopravvivere. Nessuna esistenza è piccola, nessuna è insignificante. Mangiare è una forma di celebrazione della vita, e non negazione della vita stessa ad altri esseri viventi, perché "inferiori". Non c' è una differenza biologica fra animali. Perché allora ci fa orrore il pensiero di mangiare il nostro cane, ma massacriamo ad ogni Pasqua centinaia di agnelli per fare festa?

La filosofia del vegetarianesimo è la non-violenza e la violenza a cui gli animali da macello sono sottoposti è efferata e crudele. La pratica della macellazione poi è un rito ripugnante: l' animale viene stordito per poi essere sgozzato in modo che la morte avvenga per dissanguamento, affinché la sua carne prenda un colorito più chiaro. Rinunciare alla carne inoltre è per me anche una forma di solidarietà e responsabilità sociale. In un mondo che ha fame, il consumo di carne costituisce uno spreco enorme: se oltre 820 milioni di persone soffrono la fame è anche perché gran parte del terreno coltivabile viene riservato al foraggio per gli animali da carne.

I prodotti agricoli a livello mondiale potrebbero essere sufficienti a sfamare tutti, se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare gli animali da allevamento. Senza contare che il consumo eccessivo di carne è nocivo per la salute. Le cosiddette "malattie del benessere" (diabete non insulino-dipendente, aterosclerosi, obesità) colpiscono chi abusa di pasti copiosi e ricchi di grassi animali, mentre è dimostrato che una dieta ricca di vegetali ci protegge e ci aiuta a mantenere più a lungo il nostro benessere.

Sono scientificamente convinto che il vegetarianesimo è una scelta non solo opportuna, ma obbligata. Per nutrire una popolazione in aumento costante saremo costretti a diventare vegetariani, ritornando in fondo alla nostra natura originaria. In termini evoluzionistici l' uomo discende dalla scimmia: il nostro organismo è programmato proprio per il consumo di frutta, verdura e legumi e il nostro metabolismo è come quello dell' orango che si nutre di cereali e vegetali. Una dieta priva di carne non ci indebolirebbe certamente, e ci rimetterebbe in armonia con gli equilibri naturali perfetti del nostro pianeta.
UMBERTO VERONESI

In Turchia si fa cosi'...

Questo sito: http://turkeymassacre.wordpress.com/ parla del massacro di animali che avviene ogni giorno in Turchia, e chiede il boicottaggio turistico di questo paese. Vengono riportati vari maltrattamenti efferati che sono avvenuti e avvengono quotidianamente. Inoltre contiene un'agghiacciante galleria fotografica che testimonia i metodi adottati da questo paese nei confronti dei poveri animali. Il sito chiede di firmare una petizione per fare pressione sulle autorita' turche affinche' approvino e facciano rispettare leggi di protezione degli animali. Si puo' firmare qui.
Attenzione: dopo la firma viene richiesta una donazione facoltativa, ma non e' il promotore della petizione che la chiede, e' il sito che ospita le petizioni on-line. La donazione non e' obbligatoria, ovviamente.
A seguire, ho inserito un video e due immagini (fonte http://turkeymassacre.wordpress.com) che testimoniano i metodi usati in questo paese. Si resta senza parole.



Firma anche tu! Libera spiaggia per cani



Semplicemente vogliamo che i cani quest'estate possano essere ammessi liberamente nelle spiaggie libere delle località marine. Le firme della petizione saranno inoltrate entro il prossimo 20 luglio al ministro del turismo perchè prenda provvedimenti in merito.

Firma anche tu!

giovedì 10 luglio 2008

Lui non ti abbandonera' MAI

lunedì 7 luglio 2008

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La povera Santa

Segnalo la vicenda della cagnolina, chiamata Santa, che e' stata investita da un'auto, in Sardegna, lasciata agonizzante per 2 giorni con molte persone che sentivano i suoi lamenti e nessuno faceva nulla, infine soccorsa, ma poi non e' riuscita a salvarsi. La cagnolina investita si e' trascinata fino al paese di Monti (provincia di Olbia-Tempio) e, a detta degli abitanti "ha provocato solo disturbo con i guaiti di dolore"; lasciata sotto il sole a morire dai passanti e dalle istituzioni, che non hanno fatto nulla. Le volontarie che sono andate a raccoglierla, avvertite solo dopo due giorni, raccontano: "Siamo andate a cercarla sotto il sole e nessuno, oltre due donne ci ha aiutato, due ragazze che sedute di fronte a lei fumavano una sigaretta, impassibili, ci hanno detto che era dietro una macchina e che i suoi guaiti hanno disturbato il riposino pomeridiano (...) Lei era incosciente, le bagnavamo la faccia per farla riprendere dai vomiti e dai mancamenti. Ho pensato non sarebbe neanche arrivata in macchina. Ma chi siamo noi e dove sono gli esseri umani che devono cercare di impedire queste cose? "Alla fine la cagnolina non ce l'ha fatta, e' morta dopo essere stata portata in clinica. Una cosa analoga è successa l'anno scorso in provincia di Sassari. I volontari che si sono occupati di quella povera cagnolina l'hanno chiamata Kira. Nata, vissuta, maltrattata e morta nella stessa regione, la Sardegna. Firmiamo la petizione per esprimere la nostra indignazione, e chiedere che queste cose non si verifichino piu', al Comune di Monti, alla Regione Sardegna, e ai giornali locali.


Photo selection 2008
By Gaspare Messina Photographer

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