giovedì 29 maggio 2008

Zoo - Gabbie e spettatori - Nuove foto in galleria

La società odierna ha praticamente dichiarato guerra agli animali, ovunque sono sfruttati, torturati e uccisi. Il motivo di tutto questo è puramente economico. Cercano sempre di farci credere che tutto ciò è normale, sanno che, per non vedere, non sempre è necessario chiudere gli occhi. Alcuni accettano tutte queste atrocità e diventano complici, proprio perché indifferenti. Così la diversità degli animali è diventata inferiorità ed il primo passo per giustificare tante crudeltà è stato compiuto. Intendiamo la lotta contro ogni Zoo come parte integrante del rifiuto di una visione del mondo antropocentrica e specista, che considera gli animali non umani e la Terra come risorse a disposizione dei capricci degli esseri umani. Similmente al razzismo e al sessismo, lo specismo si fonda su un concetto vacuo ed arbitrario, l’appartenenza di specie, per perpetuare l’attuale gerarchia di potere e giustificare qualsiasi pratica contraria agli interessi degli animali non umani. Chi lotta per la liberazione animale si oppone dunque a qualsiasi forma di specismo, ma anche di razzismo, xenofobia, sessismo e omofobia.

Foto di Gaspare Messina

I giardini zoologici sono un enorme business in cui un milione di loro trovano un'agonia lunga una vita, lontano dal paesaggio e dagli odori della loro terra, intrappolati per l'interesse economico di alcune persone, umiliati da una prigionia noiosa, triste alternativa ad un'esistenza selvaggia. Questi animali conoscono la cattività, una condanna che l'uomo gli infligge per esibirli come "fenomeno da baraccone". Chi difende queste strutture sostiene che hanno un aspetto educativo invece i metodi per la cattura sono cruenti, in alcuni casi prevedono anche l'uccisione di quegli individui che tentano di difendere i propri cuccioli o gli altri componenti del branco. La reclusione dura per giorni, senza cibo né acqua, in attesa di un viaggio estenuante. Una volta giunti a destinazione devono affrontare condizioni climatiche differenti e soprattutto un'alimentazione inadeguata. Lo stress è talmente forte che alcuni si lasciano morire d'inedia.

sabato 24 maggio 2008

Non c'è religione senza amore e chiunque può parlare quanto vuole della propria religione, ma se non gli viene insegnato ad essere gentile con gli animali come con gli uomini, è tutta una truffa.
Anna Sewell

Nuove foto in galleria

Foto di Gaspare Messina

Media consigliati - Animal Planet

Animal Planet è una rete televisiva internazionale tematica di proprietà del gruppo Discovery Networks Europe, ospitata al canale 421 del bouquet digitale di Sky Italia. Sul sito, oltre a tutte le informazioni inerenti lil palinsesto, programmi e presentatori, è presente una sezione con svariate rubriche sugli animali ed una sezione interattiva da consultare liberamente.
Animal Planet è la più importante fonte mondiale di programmi di informazione e di intrattenimento che ha per protagonisti assoluti gli animali. E' un canale , divertente, emozionante ed entusiasmante. E' tra i più celebri canali televisivi al mondo, presente in oltre 130 Paesi.

The price of meat - Il prezzo della carne

Il dolore è uguale per tutti

Non è vero che l'uomo consumistico non ama gli animali. Invece li ama molto, specialmente se ben cucinati.


L'uomo moderno soffre della peggiore di tutte le malattie cardiache, l'incapacità di amare col cuore. Molti pensano che amare col cuore, e amare anche gli animali, sia pura emotività e sentimentalismo. Si tratta invece di sanità morale e di razionalità più profonda di quella egoistica"

Giovanni Martinetti - "Il dolore è uguale per tutti"

venerdì 23 maggio 2008

Nuove foto in galleria

Foto di Gaspare Messina

La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.
M. K. "Mahatma" Gandhi

lunedì 19 maggio 2008

Diario di un cane

1° Settimana
Oggi è una settimana che sono nato!! Che allegria essere arrivato in questo mondo!!

1° Mese
La mia mamma mi accudisce molto bene. E' una madre esemplare!!

2° Mese
Oggi mi hanno separato dalla mia mamma. Era molto inquieta e con i suoi occhi mi ha detto “ADDIO”, con la speranza che la mia nuova “famiglia umana” mi sappia accudire come lei ha fatto con me!!

4° Mese
Cresco rapidamente tutto richiama la mia attenzione! Ci sono molti bambini in questa casa che sono per me come dei “fratellini”. Sono molto gentili con me, giochiamo insieme con una palla che mordo solo per gioco.

5° Mese
Oggi la mia padrona mi ha castigato, si è molto arrabbiata perché ho fatto “pipì” in casa. Ma nessuno mi ha mai detto dove poterla fare!!!

6° Mese
Sono un cane felice. Ho il calore di un focolare, mi sento sicuro e protetto. Credo che la mia “famiglia umana” mi ami molto!! Quando loro sono a tavola invitano anche me e il cibo che mi danno lo sotterro nel cortile (visto che ne ho uno tutto per me) come hanno sempre fatto i miei antenati lupi.

12° Mese
Oggi compio 1 anno. Sono un cane adulto e i miei padroni dicono che sono cresciuto di più di quello che speravano. Devono essere molto orgogliosi di me!!

13° Mese
Oggi non sto molto bene..Non sono per niente in forma. Il mio “fratellino” ha preso e tirato la mia palla, e siccome nessuno può toccare i suoi giocattoli non vedo perché lui debba toccare il mio gioco, così gli sono andato alle spalle e l' ho morso!! I miei denti sono molto forti e senza volere devo avergli fatto male!! Dopo questo spavento mi hanno preso legato ad una catena che non mi permette nemmeno di muovermi o di poter prendere un po' di sole!! Mi hanno detto che sono un ingrato e mi devono tenere sotto osservazione (certamente mi vaccineranno). Non riesco proprio a capire cosa stia succedendo o cosa abbia fatto di male!!

15° Mese
Tutto è cambiato, ormai vivo prigioniero nel cortile alla catena e mi sento molto solo. La mia “famiglia umana” non mi vuole più. A volte si dimenticano che ho fame, sete e quando piove non ho un tetto che mi ripari.

16° Mese
Oggi mi hanno tolto la catena: CHE BELLO!!! Che mi abbiano perdonato?!? Sono tanto contento che salto dalla gioia e la mia coda sembra la pala di un elicottero!! Vedo l'auto, mi porteranno a passeggio con loro!! Ecco! Saliamo sull'auto? Mah! Quanta strada?!! Ci siamo fermati? Mi hanno aperto la portiera, finalmente posso correre felice. Però non capisco come mai abbiano richiuso la portiera e siano ripartiti. Speriamo che non si dimentichino di me!! Comincio a correre dietro l'auto, ma dopo parecchia strada non si fermano!! Ho capito MI HANNO ABBANDONATO!!

17° Mese
Ho cercato, invano, la strada per tornare a casa, ma ormai sono convinto di averla persa! Alcune persone di buon cuore mi guardano con tristezza e mi danno qualcosa da mangiare. Li ringrazio dal profondo dell'anima, ma vorrei che mi adottassero, sarei leale come nessun'altro. Mi dicono solo “Povero cagnolino ti devi essere perso!!”.

18 Mese
L'altro giorno sono passato vicino ad una scuola e ho visto tanti bambini, molti ragazzi come i miei “fratellini”. Mi sono avvicinato ad un gruppo di loro e ridendo hanno cominciato a tirarmi una pioggia di pietre per vedere chi avesse la mira migliore. Una di quelle pietre mi ha colpito in un occhio da quel momento non ci ho visto più .

19° Mese
Sembra quasi impossibile, ma quando ero un bel cane le persone avevano compassione di me. Ora che sono debole, con un aspetto poco raccomandabile e senza un occhio, le persone mi prendono a calci e mi lasciano nell'ombra.

20° Mese
Quasi non riesco più a muovermi. Ho attraversato una strada dove passavano delle auto e una di queste mi ha investito. Pensavo di essere in un posto sicuro, invece non posso dimenticare lo sguardo di soddisfazione dell'autista. Il dolore è terribile, le mie zampe posteriori non rispondono più e con difficoltà mi sono trascinato in uno spiazzo dove c'è dell'erba vicino al ciglio della strada.

Sono già 10 giorni che vivo nascosto ai raggi del sole, senza cibo. Non riesco a muovermi, i miei unici compagni sono freddo e pioggia, il dolore è insopportabile. Mi sento molto male, sono in un posto umido e mi sembra perfino che il mio pelo stia cadendo! Alcune persone che mi passano vicino e come se non mi vedessero, altri per paura mi dicono “non ti avvicinare” . Sono quasi incosciente, ma una forza strana mi fa aprire l'occhio. Sento una voce dolce che mi fa reagire: “Povero cagnolino, come sei ridotto!!”. Vedo l'ombra di una signora accompagnata da un signore che indossa abiti bianchi che comincia a toccarmi e rivolgendosi alla signora dice: “Sono spiacente signora, ma per questo cane non c'è rimedio, la cosa migliore è che smetta di soffrire”. Con gli occhi pieni di lacrime la signora molto gentile acconsente. Come ho potuto ho agitato la coda in segno di ringraziamento per aiutarmi a riposare!

Ho sentito solo il pungere dell'iniezione e mi sono addormentato per sempre, pensando al perché sono nato se nessuno mi aveva voluto!!!

giovedì 15 maggio 2008

Forse non tutti sanno che...

Per capire le reali dimensioni della questione, pensate che chi mangia “normalmente” introduce ogni anno nel suo intestino più di 12 chilogrammi di additivi chimici e conservanti, solo pochi dei quali, oltretutto, sono stati studiati attentamente per individuarne i possibili effetti negativi sulla salute. Su 72.000 sostanze chimiche circolanti, solo 3.000 studi sono oggi in possesso dell'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente USA. Per giunta sono studi di base, spesso condotti su animali, poco indicativi dunque e inaffidabili. Gli additivi sono sostanze (naturali e sintetiche) che “si aggiungono intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico” (DM 27/2/1996 n.209) per favorirne la conservazione o per renderli più appetibili, “migliorandone” aspetto, sapore, odore e consistenza. È da notare che l'aggettivo "tecnologico", collocato malamente e con spregio anche della salubrità della lingua italiana nel DM suddetto (cosa diamine è un "fine tecnologico"?), abbonda nella legislazione inerente agli additivi. L'attuale legislazione europea e italiana, comunque, potrebbe sembrare alquanto restrittiva, se non fosse così dannatamente frammentaria e complessa. Le abbreviazioni stabilite dalla CEE, i c.d. “codici E”, sono incomprensibili al consumatore.

ALCUNI COLORANTI SINTETICI
E102 Giallo, colorante azocomposto (tartrazina). Simile agli ossidi di azoto (come il tetrossido di diazoto, giallognolo allo stato liquido) dei gas di scarico delle macchine.
E104 Giallo di chinolina, un composto chimico solido, giallo. Il nome è spaventoso: cicloesadiene-1,4-dione. È della stessa famiglia dei cicloesani usati come solventi e svernicianti.
E110 Giallo arancio. Effetti lassativi. Sospettissimo.
E120 Rosso. Era "naturale", ma ora è anche prodotto artificialmente. Attenzione: se naturale, è fatto triturando insetti (le cocciniglie). Se sintetico, è da evitare lo stesso.
TUTTI QUELLI DA E122 A E133 Coloranti sintetici, rossi o blu.
E131 Blu Patent V. È a base di cloro. Avendo struttura molecolare affine allo iodio, si fissa nella tiroide, e può causare disturbi a livello ormonale. Inoltre, molto più grave, esso è stato ricondotto all'origine di numerosi casi di cancro allo stomaco e alla prostata. È stato bandito in Australia. Tuttavia è presente in numerosi prodotti, come medicinali,caramelle e in molti famosi sciroppi di menta.
E142 Verde acido brillante
E151 Nero E154 Bruno E180 Litolrubina (rosso rubino), azocomposto, come l’E102.

Un altro fenomeno preoccupante è che le liste di coloranti continuano da trent'anni a essere riviste e rimaneggiate dalla CEE (ora UE), in considerazione di nuovi test e risultati epidemiologici. La Direttiva del Consiglio europeo sulle sostanze coloranti che possono essere impiegate nei prodotti destinati all'alimentazione umana, la 65/469/CEE del 1965, è stata modificata nel '65, '67, '68, '70, '73, '76, '78, '81, '85, due volte nel '94, poi nel '95…)e la commissione congiunta d'esperti FAO-OMS (JECFA) è già arrivata al 52esimo diverso rapporto di valutazione degli additivi, contaminanti e residui di farmaci nel cibo. Ciò significa che continuano a saltar fuori, come gnocchi nell'acqua bollente, additivi un po' più tossici di quanto si pensava, da proibire o da limitare.

CONSERVANTI. Una lista nera tale da indurci quasi a consigliare di evitare il più possibile ogni cibo che ne contiene. L'acido benzoico con i suoi sali, presenti in bevande alcooliche e analcooliche, e gelatine con le sigle E210-213 si può usare, con un po' di cloro e qualche rimaneggiamento, come pesticida, ma il suo uso ha gravi effetti sull'ambiente. L’anidride solforosa, pericolosa perché reagisce con l'acqua per formare un acido, è responsabile della distruzione di vitamine non solo nel cibo ma anche nell'organismo che l'assume. Eppure viene usata (E220) con altri solfiti (E221-228) come conservante. Per quanto concerne gli antimicotici spruzzati su agrumi e banane (vedi oltre), nitrati e nitriti dei salumi etc. etc. la nostra censura è totale.

ANTIOSSIDANTI. Diffidare di E307, E308 e E309 (tocoferoli sintetici). Alla larga da tutti i prodotti contenenti E320 (butilidrossianisolo)2 e E321 (butilidrossitoluene)! Si nutrono serissimi dubbi sulla loro innocuità, potrebbero essere causa di gravi disturbi epatici.

COCKTAIL DI VELENI. Via la buccia dagli agrumi: se non sono biologici o prodotti dai piccoli contadini, essi, raccolti verdi, saranno stati fatti maturare (processo di “deverdizzazione”) in camere a gas piene di etilene, un idrocarburo gassoso che, siccome è infiammabile, ogni tanto esplode e muore qualche operaio. Poi, vengono irrorati con difenile oppure ortofenifenolo, anche sodico, o anche tiabendazolo. Un trucco (legale) abbastanza usato è quello di impregnare di sostanze chimiche non la buccia dell'agrume, ma la cartina che lo riveste, che, rilasciando lentamente i suoi veleni nel frutto, glieli fa assorbire gradualmente.

SOLVENTI. Ci sono alcuni prodotti le cui materie prime subiscono procedimenti con l'uso di solventi che, seppur rimossi, possono comportare la presenza, non intenzionale ma “tecnicamente inevitabile” (secondo gli stessi produttori) di residui o di derivati:
Esano Grassi, olii non d'oliva, burro di cacao; prodotti di soia sgrassati.
Etilmetilchetone Composto organico legato agli idrocarburi. Se subisce reazioni di condensazione, forma dei veleni. Può interferire con il metabolismo degli organismi. Possibili residui in caffè decaffeinato e nel tè deteinato
Acetato di metile Usato per la decaffeinizzazione del caffè e del tè. Minimi residui nello zucchero raffinato.
Diclorometano decaffeinizzazione del caffè e del tè; può rimanerne un po' (5 mg/kg) nel caffè torrefatto.

DOLCIFICANTI SINTETICI. Ottenuti per sintesi chimica, non si ritrovano in natura. Hanno un valore nutritivo praticamente nullo. Il più costoso è l'aspartame. Esso è però sospettato di essere, in individui sensibili, causa di diversi effetti collaterali, emicrania, reazioni allergiche… Tranne l'aspartame, tutti i dolcificanti artificiali, compreso l'ultimo nato, l'acesulfame-K, vanno a toccare i delicati meccanismi di controllo dell'insulina, causando un aumento della sua produzione (azione insulinotropica). Recenti ricerche in vitro lo confermano: l'acesulfame-K produce un aumento nel rilascio di insulina, associato a un potenziale genotossico e una significativa clastogenotossicità. La conclusione è che l'acesulfame-K dovrebbe essere assunto con cautela. Sconsigliamo poi in via cautelativa:
saccarina E954, l'edulcorante più economico (sulfimmide benzoica)
ciclammato E952, ha un nome orribile (acido N-cicloesilsulfammico) e, insieme con la saccarina, è fortemente sospettato di azione cancerogena.

Non è possibile prevedere gli effetti dell'interazione tra un composto sintetico e l'altro: il nostro corpo è quotidianamente bombardato di una raffica di agenti e reagenti chimici di cui sono possibili milioni di combinazioni e nessuno può sapere come reagiranno fra di loro e con l'organismo. Per esempio, in uno studio dell'83 sui potenziali mutageni e cancerogeni nel cibo, si scoprì che sorbati e nitriti formano diverse specie di agenti mutageni e genotossici quando si presentano insieme nel ph acido dello stomaco: solo due dei mutageni sono stati identificati, e hanno nomi allarmanti: acido etilnitrolico e 1,4-dinitro-2-metilpirrolidone… Di ogni additivo sintetico verrebbe proposta una "dose giornaliera accettabile" (ADI-Acceptable Daily Intake). Ma è da anni in corso un acceso dibattito scientifico su: come stabilirla? Sarebbe "accettabile" per chi, per il consumatore o per l'industria? Chi stabilisce quando il rischio è accettabile per me? Di quali informazioni si ha bisogno? E di quale precisione? Quale può essere l'escursione della dose? Per quanto tempo il superamento di una dose giornaliera può essere tollerato riguardo alla tossicità chimica, all'accumulazione, ai meccanismi della tossicità? Quali metodi dovrebbero essere usati per stimare l'assunzione giornaliera e quali sono rilevanti? Che significato ha "consigliare" un'assunzione giornaliera massima, se poi nessuno può in pratica controllare i cibi che mangia?

Appunti tratti da "Quattro sberle in padella" - Carnazzi, Apuzzo.

mercoledì 14 maggio 2008

"Gli uomini continueranno ad ammazzarsi fra loro fintantoché massacreranno gli animali. Colui che semina l'uccisione e il dolore non può raccogliere la gioia e l'amore"


Pitagora

Nuove foto in galleria

Foto di Gaspare Messina

domenica 11 maggio 2008

«Un uomo scrisse a un albergo di campagna in Irlanda per chiedere se avrebbero accettato il suo cane. Ricevette la seguente risposta: - Caro Signore, lavoro negli alberghi da più di trenta anni. Fino ad oggi non ho mai dovuto chiamare la polizia per cacciare un cane ubriaco nel cuore della notte. Nessun cane ha mai tentato di rifilarmi un assegno a vuoto. Mai un cane ha bruciato le coperte fumando. Non ho mai trovato un asciugamano dell'albergo nella valigia di un cane. Il suo cane è il benvenuto.

P.S. Se lui garantisce può venire anche lei!»

Le fabbriche della bile - Quando la triste realtà supera la fantasia

Infiniti sono i modi in cui noi uomini torturiamo, oggi come nel passato, i nostri fratelli non umani... e arduo sarebbe, nell'eventualità che qualcuno intendesse assumersi il macabro compito, stilare una classifica delle peggiori atrocità. Una cosa però è certa: ai primi posti troveremmo l'orribile pratica dell'estrazione di bile d'orso, una tra le più abominevoli che mente umana abbia mai partorito.

Migliaia di orsi, nell'odierna Cina, trascorrono la loro intera esistenza - che talvolta supera i 20 anni - rinchiusi in gabbie spesso non più grandi del volume del loro corpo, in mezzo ai propri escrementi, impossibilitati a compiere il minimo movimento e con una ferita nello stomaco perennemente aperta, attraverso cui viene introdotto un catetere d’acciaio, il quale, senza interruzione, preleva la bile dalla loro cistifellea.

Il liquido viene spacciato dal governo e da tutti coloro che traggono profitto da quest'immane barbarie come un prodotto irrinunciabile della millenaria tradizione medica cinese. In realtà, alcuni dati rivelano che «prima del 1980, la richiesta di cistifellea d'orso in Cina era di soli 500 Kg l'anno, ma nel 1998 la produzione di bile essiccata proveniente dagli allevamenti era salita a 7.000 Kg, di cui solo 4.000 effettivamente consumati». La produzione degli ultimi anni, infatti, è stata tanto massiccia che la sostanza in oggetto è stata utilizzata nei più svariati (e futili) modi: come ingrediente base di shampoo, per produrre vini e alcuni tipi di collirio, per la preparazione di afrodisiaci, unguenti e vari tipi di medicine tradizionali.

La bile d'orso, lungi dal poter essere considerata una sorta di panacea miracolosa unica nel suo genere, può venire perfettamente sostituita da ben 75 preparati erboristici e diversi altri prodotti di sintesi, come assicurano vari esponenti della medicina tradizionale cinese. Le alternative, inoltre, risultano più economiche e facilmente reperibili. A questo proposito, un dato interessante - risultato di vari sondaggi - testimonia che «la maggior parte dei cinesi non ha mai utilizzato la bile d’orso e l’85% è favorevole alla sua sostituzione con sostanze sintetiche o vegetali».

Gli orsi cinesi sono inclusi nell'Appendice I della C.I.T.E.S. (Convention of International Trade in Endangered Species), di conseguenza l'eventuale esportazione al di fuori dei confini della Cina di parti di questi animali e della loro bile costituirebbe una grave violazione. Tuttavia, nonostante le assicurazioni del governo cinese, prodotti a base di questa sostanza sono stati trovati in vendita anche in Giappone, Filippine, Corea, Hong Kong, Taiwan e Singapore, a testimonianza dell'esistenza di un mercato tutt'altro che limitato.

Questi animali sono tanto stretti nelle loro anguste gabbie, da non poter nemmeno respirare in profondità. Una normale respirazione, infatti, interferirebbe con il pompaggio della bile dalla cistifellea. L'immobilità e la compressione perenni provocano loro delle gravi deformazioni alle ossa, piaghe da decubito e varie infezioni. Si può facilmente comprendere come la disperazione di questi innocenti imprigionati nelle condizioni di inaudita sofferenza appena descritte possa condurre, in molti casi, ad episodi davvero agghiaccianti: testimoni raccontano di aver visto un orso strapparsi le interiora e poi tenerle per aria, tra ruggiti e urla di dolore... «come se stesse "protestando" contro la crudeltà degli umani», ha osservato qualcuno.

Tutti gli allevamenti, in quanto tali, necessitano che i propri animali si riproducano periodicamente in modo tale da perpetuare l'esistenza dell'attività stessa, garantendo una produttività costante. Le fattorie della bile non fanno eccezione. A questo scopo, gli orsi vengono trasferiti in gabbie più larghe giusto per il tempo dell'accoppiamento. Una volta partorito, è assai frequente che le madri divorino i propri figli. Questo comportamento, rarissimo in natura, è piuttosto comune invece in contesti caratterizzati da condizioni di prigionia e di sofferenza, dall'impossibilità di condurre una vita secondo le necessità etologiche della propria specie e a causa di quella che, presumibilmente, potrebbe essere inquadrata come un'istintiva, ma reale consapevolezza dell'assenza di un futuro per la propria prole.

Alcuni cuccioli però sopravvivono... e questo è ciò che li attende: «...vengono portati via alle loro madri all'età di tre mesi. In alcune fattorie, vengono immediatamente iniziati ad un programma di addestramento per prestazioni nei circhi. Queste prestazioni che includono la boxe, montare in bicicletta e camminare sulla corda, vengono offerte come nuova attrazione ai turisti asiatici per generare introiti supplementari. Dopo circa un anno e mezzo, finiscono i giorni delle esibizioni del cucciolo. Da allora fino a tre anni, la crescita viene incoraggiata e spesso una gabbia di a 1.6m x 1.6m x 2.6m è fornita fino a che l'orso non raggiunga tre anni. Durante questo periodo, due orsi possono essere messi in gabbia insieme. Quando l'orso ha terminato il suo sviluppo, l'estrazione della bile può cominciare. L'orso è trasferito in una gabbia molto più piccola che non può facilitare alcun movimento, per rendere la "mungitura" due volte al giorno più facile.»

Arduo non considerare fortunati quei piccoli divorati dalle proprie madri alla nascita...

Gli orsi adulti, ad un certo punto, smettono di produrre la bile e vengono trasferiti in un'altra gabbia, nella quale trascorreranno i loro ultimi giorni nell'attesa che la morte sopraggiunga, per fame o malattia, e ponga fine ad un'intera "vita" di agonia e privazioni. Talvolta, invece, vengono uccisi immediatamente e le loro zampe, ritenute succulenti manicaretti, vengono vendute a prezzi piuttosto elevati ai ristoranti dell'Asia Sud-Orientale, andando a costituire un'ulteriore fonte di reddito per gli allevatori. Non è ancora tutto: per chiunque sia dotato di un minimo di empatia è difficile da credere e da accettare, ma, a rendere ancora più aberrante la situazione sopra descritta, contribuisce la realtà di un notevole e costante afflusso di persone, le quali pagano per visitare le fattorie in oggetto e divertirsi ad osservare la tortura e l'agonia delle disgraziate creature in esse rinchiuse.
Federica Garau - www.sardegnanimalista.org

sabato 10 maggio 2008

Nuove foto in galleria

Foto di Gaspare Messina

giovedì 8 maggio 2008

2

Il problema non sta negli errori o nel peccato, che è umano, ma nel non saper riconoscere di aver sbagliato.

Nuove foto in galleria

Foto di Gaspare Messina

La terza guerra mondiale si combatte a tavola

Dopo averlo letto è impossibile restare insensibili ai suoi contenuti e comunque tornare all'indifferenza di prima nei riguardi del cibo e dei consumi alimentari in genere. Leggetelo!

La terza guerra mondiale è in corso. Si combatte a tavola. Infatti l'alimentazione farcita di veleni è la causa principale dell'insorgenza di malattie, di una crescita sbagliata e della carenza di difese immunitarie. Questo manuale, vero e proprio abbecedario per difendersi dall'inquinamento alimentare, tratta dalla A alla Z tutti i nemici "velenosi", quelli banditi ma anche quelli tollerati dalle stesse leggi dello stato. Dalle acque minerali alle bevande, dal latte ai formaggi, dai polli alle uova, dagli hamburger ai salumi, per scoprire perché tante persone si ammalano e quindi per evitarlo.

giovedì 1 maggio 2008

Nuove foto in galleria

Foto di Gaspare Messina


Photo selection 2008
By Gaspare Messina Photographer

Ricevi gli articoli in e-mail