La società odierna ha praticamente dichiarato guerra agli animali, ovunque sono sfruttati, torturati e uccisi. Il motivo di tutto questo è puramente economico. Cercano sempre di farci credere che tutto ciò è normale, sanno che, per non vedere, non sempre è necessario chiudere gli occhi. Alcuni accettano tutte queste atrocità e diventano complici, proprio perché indifferenti. Così la diversità degli animali è diventata inferiorità ed il primo passo per giustificare tante crudeltà è stato compiuto. Intendiamo la lotta contro ogni Zoo come parte integrante del rifiuto di una visione del mondo antropocentrica e specista, che considera gli animali non umani e la Terra come risorse a disposizione dei capricci degli esseri umani. Similmente al razzismo e al sessismo, lo specismo si fonda su un concetto vacuo ed arbitrario, l’appartenenza di specie, per perpetuare l’attuale gerarchia di potere e giustificare qualsiasi pratica contraria agli interessi degli animali non umani. Chi lotta per la liberazione animale si oppone dunque a qualsiasi forma di specismo, ma anche di razzismo, xenofobia, sessismo e omofobia.




Foto di Gaspare MessinaI giardini zoologici sono un enorme business in cui un milione di loro trovano un'agonia lunga una vita, lontano dal paesaggio e dagli odori della loro terra, intrappolati per l'interesse economico di alcune persone, umiliati da una prigionia noiosa, triste alternativa ad un'esistenza selvaggia. Questi animali conoscono la cattività, una condanna che l'uomo gli infligge per esibirli come "fenomeno da baraccone". Chi difende queste strutture sostiene che hanno un aspetto educativo invece i metodi per la cattura sono cruenti, in alcuni casi prevedono anche l'uccisione di quegli individui che tentano di difendere i propri cuccioli o gli altri componenti del branco. La reclusione dura per giorni, senza cibo né acqua, in attesa di un viaggio estenuante. Una volta giunti a destinazione devono affrontare condizioni climatiche differenti e soprattutto un'alimentazione inadeguata. Lo stress è talmente forte che alcuni si lasciano morire d'inedia.
























































