

La vecchia apartheid, quella basata sul colore della pelle, al confronto fa sorridere. I ricchi sono oggi quelli che impongono le leggi e regole che i poveri, i derubati, devono osservare: una morale doppiamente ipocrita. Si costringe chi ha subito il torto a rispettare la volontà di chi quel torto ha esercitato. Il grido dei poveri oggi è immane, e non è circoscrivibile pechè sale dall'intero globo.
La banca mondiale in un suo rapporto ha avuto l'onestà di comunicarci come stanno le cose. Secondo la sua analisi, ci sono al mondo un miliardo e duecentocinquanta milioni di uomini e donne senza futuro, ne possibilità di lavoro, privi di assistenza sanitaria, impediti a frequentare la scuola. Sono persone letteralmente cancellate dalla faccia della terra, inutili per il sistema: un miliardo e duecentocinquanta milioni di esseri umani come voi, come me. Inoltre, stritolati da questo sistema economico, che inneggia al libero mercato, quaranta milioni di uomini soccombono ogni anno per fame. L'impero del denaro ha tre capisaldi: il più importante è il primato dell'economia. E' inutile prendersi in giro e illudersi; a decidere tutto sono gli attori delle forze economiche. Non fatevi illusioni su chi eleggete al governo. In realtà, gli uomini che prendono le decisioni chiave sono pochissimi, e appartengono al mondo della finanza, non della politica.
A livello mondiale, chi decide sono i grossi complessi economico-finanziari, che hanno i volti della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale, del WTO. Gli economisti ci dicono che oggi solo un quarto della finanza è economia reale, gli altri tre quarti sono pura speculazione. Questo permette al venti per cento dell'umanità uno stile di vita più alto rispetto a quello del resto del mondo. E la conseguenza è che l'ottanta per cento dell'umanità deve accontentarsi del diciassette per cento delle ricchezze del mondo, e di questi, il venti percento più povero (1,5 miliardi di persone) vive con meno di un dollaro al giorno e deve sopravvivere con l'1,4% delle risorse disponibili.
Ma il 20% del mondo non potrebbe mai mantenere questo stile di vita senza l'appoggio del secondo pilastro: il sistema militare. Le armi sono sempre state utilizzate per salvaguardare interessi, privilegi, e lo sfruttamento dei deboli. Non illudetevi che sia in atto un disarmo: in realtà le armi vengono semplicemente spostate da un luogo all'altro. E' mai possibile che il governo operi dei tagli su tutte le spese sociali, mentre il bilancio del Ministero della Difesa continua a crescere? Negli Stati Uniti quest'anno la spesa in armamenti passerà da 329 a 500 miliardi di dollari; l'Europa passerà da 150 a 250 miliardi di dollari. Quest'anno risciamo di arrivare già alle stesse cifre della guerra fredda. Allora, ci dicevano, era per difenderci dal comunismo. Oggi ci difendiamo da chi? E' chiarissimo che la "guerra infinita" contro Bin Laden, è la guerra in difesa dello stile di vita. Ciò lo afferma anche il ministro della Difesa degli Stati Uniti, Ronald Rumsfend, quando rispondendo alla domana: "Che cosa ritiene una vittoria per la nuova guerra contro il terrorismo?", rispose che per lui sarebbe una vittoria se tutto il mondo lasciasse gli americani liberi di continuare con il loro stile di vita.
Infine tale sistema non si reggerebbe senza il sostegno di una ideologia imperante divulgativa, e direi quasi imposta, dalla stampa, dalla televisione e dagli altri media. Ormai l'informazione non trasmette più notizie, ma merce. I mezzi di comunicazione, in Italia come altrove, sono controllati ossessivamente dalle forze economiche. L'americano medio, trascorre davanti al piccolo schermo in media 13 anni della sua vita. E di questi, 3 anni vengono trascorsi ascoltando soltanto slogan pbblicitari. Questi messaggi inevitabilmente condizionano la nostra giornata: i tuoi capelli sono troppo lunghi, la tua pelle è troppo secca, i tuoi odori sono nocivi; sei troppo grasso, troppo magro; hai troppi difetti. E così via.
Secondo il modello consumistico noi siamo ciò che possediamo. Siamo solo finchè possediamo. Gli scienziati ci danno mezzo secolo per cambiare stile di vita: dopo sarà troppo tardi. Il 20% della popolazione mondiale, quella che consuma voracemente, ha già prodotto danni gravissimi: quando l'altro 80% vivrà come noi, chi potrà sopravvivere? Che cosa accadrà se tra qualche anno, in Cina, invece di un miliardo di biciclette ci saranno un miliardo di automobili? Stiamo spingendo uno sviluppo insostenibile, perchè fatto ai danni dell'umanità. Oggi non è più nemmeno il lavoro che fa i soldi. Sono i soldi che fanno i soldi: è la finanza il cuore dell'economia. Le tre famiglie più ricche del pianeta hanno un patrimonio che equivale al prodotto interno lordo di 48 stati africani, che rappresentano 600 milioni di persone. Questo è il sistema.
da "I poveri non ci lasceranno dormire", Alex Zanotelli