venerdì 26 ottobre 2007

La cosa piu' stupefacente al mondo

Ammalatosi di tumore nel 1995, Ludovico Guarneri, comincia un viaggio nei meandri della medicina tradizionale e alternativa. Un viaggio che lo porta in giro per il mondo, a conoscere medici di Paesi lontani, a scoprire metodi di guarigione nuovi e a confrontarsi con approcci terapeutici diversi. E grazie alla sua voglia di vivere, Guarneri sperimenta di tutto: dalle metodologie ipertecnologiche di un ospedale di New York alla medicina ayurvedica di un centro dell’India del Sud, dalla chemioterapia alle erbe di un medico cinese, dalla radioterapia alla meditazione. Una ricerca incessante che, con il suo carico di speranze e di delusioni, diventa essa stessa la «medicina» che lo porterà alla guarigione. Per la profondità del suo messaggio, questo libro, oltre a essere un invito sincero a non arrendersi e a diventare i «piloti» della propria vita, è anche un incitamento a guardare con occhio critico la medicina ufficiale che spesso è «molta scienza e poco ascolto», e a non cedere alle false promesse di ciarlatani e di millantatori di cure miracolose, ma vane.

«Guarneri con le sue parole, con le sue storie vissute e quelle raccolte, semina speranza, parla al paziente come nessun medico è capace perché lui, al contrario del medico che ha fatto la conoscenza del male sui libri, lui l’ha fatta su se stesso, sperimentando di volta in volta gioie e delusioni, perché lui, Guarneri ha percorso la strada che ora tocca ad altri affrontare e per questo può dare consigli, può incoraggiare, e indicare nuovi e vecchi percorsi da seguire.
Questo libro è di grande aiuto a chi si trovi a dover affrontare la malattia, non solo col desiderio di guarirne, ma anche con l’aspirazione di usarla come medicina per migliorare se stesso. Dall’Introduzione di Tiziano Terzani

Un libro che dovrebbe essere divulgato il più possibile, perché insegna ad affrontare la vita con fiducia ed amore. Lo consiglio a tutti, è una stupenda testimonianza di vita.

lunedì 22 ottobre 2007

Il mio bentornato a tutti!

Dopo esattamente un mese, nel quale e' successo proprio di tutto, ho ora nuovamente la possibilita' di connettermi alla rete e di usarte sopratutto il mio pc ;-)
Giorno 23 settembre infatti, la strada adiacente alla casa dove io, mia moglie ed il nostro piccolo Bubi (cucciolo di Golden Retriever) abitavamo in affitto, alle 14 e' improvvisamente crollata, a causa di lavori relativi ad una nuova costruzione che doveva sorgere proprio accanto ad essa. Si genero' cosi' un cratere profondo 30mt e larco circa 50mt, facendo saltare i collegamenti idrici (con susseguente allagamento della zona), elettrici e telefonici. Fortunatamente la nostra casa non e' stata interessata nel crollo, restando pero' "in bilico" a soli 50cm dal cratere.

Il nostro appartamento

Le altre due case adiacenti alla nostra, essendo posizionate leggermente piu' vicine alla strada sono purtroppo crollate giu'. Il tutto si risolse 15 minuti prima del crollo, quando essendo intervenuta la polizia e i vigili del fuoco ed essendo la strada ormai affondata di circa 1mt, ordinarono a tutti gli abitanti della zona di evacuarla immediatamente. Premettendo che fin dalla mattina stavano facendo verifiche della stabilita' e quant'altro, credo che sarebbero potuti esse un attimo piu' perspicaci nel predire l'evaquazione; comunque al di la' di tutto, nei 5 minuti che interessarono l'evacuazione, con il panico alle stelle, nell'incertezza che forse non avremmo piu' ritrovato la casa, e con la pressione di un poliziotto che urlava insistentemente di sbrigarci, riuscimmo a prendere soltanto l'indispensabile per noi ed il cane, e per quanto mi riguarda riusci a prendere al volo solo lo zaino fotografico, il notebook, e i due hard disk esterni, il tutto pero' senza i cavi di alimentazine che restarono ingarbugliati li'. Scappammo, e ci misimo al sicuro a circa 100mt di distanza, in un completo stato di shock. Dopo qualche ora lasciammo il posto col cuore in gola, e ci sistemammo a casa dalla famiglia di mia moglie Suzana, in un paesino immerso nella natura a 60km da Zagabria, senza bene esserci resi conto di cosa realmente sia successo cosi' velocemente. Percorsi il tragitto in macchina con gli occhi sbarrati, cercando di consolare di tanto in tanto le lacrime di paura di mia moglie. Nei giorni a seguire, ricordo di avere guardato tutte le edizioni di tutti i telegiornali nazionali a tutte le ore, sperando ad ogni visione di rivedere la casa ancora al suo posto, temendo ulteriori crolli e non avendo in sostanza nessuna notizia certa sull'evoluzione della situazione. Fortunatamente fu cosi'. La casa resto' per miracolo al suo posto e dopo qualche giorno iniziarono subito dei massicci interventi di risanamento che stabilizzarono il terreno e richiusero pian piano il cratere con una serpentina di camion pieni di sabbia e pietrisco. La zona fu naturalmente interdetta al pubblico per tutto il periodo degli interventi, ma finalmente pochi giorni fa ci fu permesso di accedervi e iniziare col recupero delle nostre cose. Dopo aver caricato l'auto per una decina di volte, svuotammo l'appartamento e lo l'abbandonammo per sempre, sicuri di non voler ripassare mai piu' da quella strada.

Le foto le ho scattate nei minuti susseguenti l'accaduto.


Photo selection 2008
By Gaspare Messina Photographer

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